Taranto non ha avuto molta fortuna con fontane e giochi d’acqua. La constatazione ci ha colti osservando il rendering relativo alla risistemazione di piazza Castello che, a quanto risulta, vedrebbe inoltre interdetto il flusso veicolare proveniente da corso Vittorio Emanuele. Ma non è questo ciò che, relativamente, più risalta all’attenzione, quanto la prevista installazione di giochi d’acqua (ad occhio e croce, un centinaio) che troverebbero posto nello spazio antistante Palazzo di Città. Ma il problema è che a Taranto è alquanto carente la cultura della manutenzione in tal senso. Tanto per non allontanarsi da piazza Castello, ricordate la fine ingloriosa dei giochi d’acqua che insistevano nel primo tratto della ringhiera (lato Municipio), voluti dalla giunta Di Bello ai primi del Duemila? Bellissimi, applauditissimi, costati un sacco di soldi, ma dalla brevissima durata e in breve tempo furono smantellati, vista l’impossibilità di farli funzionare con un minimo di decoro.

Ricordiamo ancora la fine ingloriosa di laghetti e corsi d’acqua del parco delle mura greche, in via Venezia, di cui ci occupammo alcune settimane fa, andati fuori uso poco dopo l’inaugurazione per le condutture corrose dall’acqua salmastra estratta erroneamente dal sottosuolo. E vogliamo parlare delle vasche della concattedrale, dall’acqua stagnante e maleodorante sia per l’inciviltà di alcuni sia per il malfunzionamento dell’impianto di riciclo. Più volte segnalata anche il laghetto dei palmipedi di villa Peripato, ormai da tempo prosciugato, anche in tal caso per l’inefficace riciclo delle acque.

Inoltre, ormai da tempo ci si è dimenticati dei getti d’acqua della fontana nell’omonima piazza della città vecchia, opera dell’artista tarantino Nicola Carrino, il cui funzionamento, in verità, sin dall’inaugurazione non è mai stato soddisfacente. All’elenco va aggiunto il grazioso laghetto di pineta Cimino, fra le maggiori attrattive dell’oasi alle porte della città, da tanti anni prosciugato. Per ultime, in ordine di tempo, piazza Immacolata con la “Fontana dei delfini” e piazza Ebalia con la “Rosa dei venti”, fra le maggiori attrattive del Borgo, inattive da questa estate, anche se, per la verità, mantenute sempre pulite.

Con questi presupposti è facile immaginare cosa potrebbe diventare piazza Castello una volta che non si riuscirà ad assicurare il funzionamento dei getti d’acqua. Forse sarebbe meglio evitare per evitare indecorose figure!

3 risposte

  1. Indecorose figure e, aggiungo, soldi spesi inutilmente.
    Ma vuoi mettere quanto sarebbe bello affacciarsi dalla balconata del Palazzo di Città con gli zampilli d’acqua? Ma mi faccia il piacere… (l’ideatore!)

  2. Sindaco lei cosa ne pensa ? Che dice ?, ci sei ? Ci fai ? Sei connesso !? Secondo me tra comune e provincia se li azzoppa più di ventimilaeuro al mese e noi assistiamo ad una Taranto sempre più oscena ,fatiscente senza un briciolo di cura e attenzione , e il suo parere o le sue scuse rimangono un mistero , qualcosa di arcano . Aggiungiamo la vasca delle anguille della concattedrale,ma possiamo capire il perché sono spente?

Rispondi a Fra Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *