Inizia a muoversi qualcosa nella vertenza che attanaglia da tempo la Fondazione della Cittadella della Carità. O almeno così si augurano i sindacati e i 160 lavoratori coinvolti, dopo l’ennesimo nulla di fatto registrato nell’ultimo incontro di lunedì scorso nella sede del Vescovado.
Nella serata di venerdì infatti, il dipartimento Salute della Regione Puglia ha comunicato alla Fondazione e alla società Soave del gruppo Neuromed di aver autorizzato le volture degli accreditamenti ad eccezione del reparto di Cardiologia ed Elettrofisiologia (in quanto il personale è stato posto in ferie o collocato in altri reparti). Affinché però la voltura sia compiuta adesso è necessario che la Fondazione della Cittadella o la società Soave del gruppo Neuromed adempiano a tutte le rubricazioni retributive sospese. Ii lavoratori infatti, sono ancora in attesa dello stipendio di aprile (perchè lo scorso 8 maggio il Cda della Cittadella presentò la proposta concordataria), quello di settembre, oltre alla seconda tranche della tredicesima del 2023 pari al 50% ed il premio di produzione. Questo perché l’art. 9 della legge regionale n. 9 del 2017 prevede la possibile decadenza dell’autorizzazione dell’accreditamento sanitario della struttura in capo al cedente, in caso di violazione degli obblighi retributivi e contributivi, circostanza che per la Regione si sarebbe realizzata presso la Fondazione Cittadella nell’ultimo periodo, come dimostrato dalla crisi in essere oramai da tempo.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/10/17/cittadella-sul-futuro-un-silenzio-sinistro/)
La speranza adesso è che la società Soave del gruppo Neuromed, da tempo l’unica in corsa per il fitto del ramo d’azienda della Fondazione, dopo l’ok del dipartimento regionale concretizzi il suo interesse nel rilevare la struttura sanitaria tarantina. La società aveva infatti più volte confermato nei mesi scorsi, almeno ai tavoli a cui aveva presenziato, la totale disponibilità ad investire e a procedere con l’acquisizione del ramo d’azienda e il mantenimenti di tutti gli attuali livelli occupazionali (condizione imprescindibile per la conclusione positiva della vertenza), dichiarandosi pronta a subentrare con un investimento iniziale pari a 2 milioni di euro. Tutto questo però dovrà trovare sostanza all’interno di un piano industriale che ci si attendeva di conoscere entro lo scorso 7 settembre, termine indicato indicato dal Tribunale di Taranto per la presentazione del piano di risanamento e industriale della Fondazione della Cittadella della Carità, tramite l’amministratore giudiziario, l’avvocato Dario Lupo.
Nonostante il passaggio in Regione di venerdì, i sindacati di categoria Cgil Fp e FP Cisl non hanno alcuna intenzione di abbassare il livello della protesta e la soglia dell’attenzione sulla vertenza. Pertanto hanno confermato l’assemblea sindacale permanente con relativo sit-in nel piazzale antistante La Fondazione, prevista nei giorni 28 e 29 ottobre a partire dalle ore 10, con la possibilità di recarsi giorno 30 all’esterno del palazzo della Regione Puglia per far sentire la voce dei tanti lavoratori coinvolti.
La lunga crisi della struttura sanitaria che svolge un ruolo di prima importanza per la provincia ionica mettendo a disposizione del territorio 80 posti di Rsa e 54 posti letto in una Casa di cura oltre ad un poliambulatorio, e che dà lavoro a 160 persone, sembra prossima ad una svolta. Non resta che attendere ora alla prova dei fatti i nuovi investitori.
(leggi tutti gli articoli sulla crisi della Fondazione Cittadella della Carità https://www.corriereditaranto.it/?s=cittadella&submit=Go)
