“Reiterata carenza di neutralità nell’esercizio della sua funzione”: questa la motivazione sostanziale con cui i consiglieri che fanno parte dell’attuale maggioranza, ad eccezione di Bianca Boshnjaku e del sindaco Melucci, hanno spiegato la mozione di revoca del presidente del Consiglio comunale tarantino, Piero Bitetti, presentata questa sera.

Nel documento si legge che Bitetti avrebbe “ripetutamente posto in essere atti e comportamenti di parte…eludendo il suo ruolo istituzionale” e “favorendo ora la maggioranza, ora la minoranza in ragione del suo mutevole schieramento politico”.

Molto gravi, nel dettaglio, le azioni di cui viene accusato l’attuale esponente di CON Taranto: si parla di interruzione di interventi di consiglieri comunali di schieramento opposto al proprio, di controllo del servizio di riprese streaming delle sedute della massima assise cittadina, di estromissione dall’ordine del giorno di alcune interrogazioni proposte da consiglieri di minoranza e di favorire l’espressione di idee da parte degli appartenenti al proprio schieramento politico.

Viene anche citata l’ormai famosa sera dello scorso 17 febbraio, quando Bitetti firmò la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Rinaldo Melucci: in quel caso, spiegano i firmatari dell’attuale mozione di revoca, avrebbe utilizzato la sala della Conferenza dei Capigruppo per tenere una conferenza stampa durante la quale annunciava, tra l’altro, il passaggio di CON all’opposizione.

Infine, Bitetti  avrebbe “cercato di influenzare gli altri consiglieri comunali per il proprio tornaconto politico, facendolo passare per il bene della città” e di mettere il bavaglio anche alla stampa locale.

La mancanza di neutralità di cui è accusato l’esponente di CON Taranto, insomma, avrebbe “compromesso il corretto funzionamento” del Consiglio comunale e reso palese la sua “inadeguatezza” a ricoprire il ruolo di presidente della massima assise cittadina.

La mozione dovrà ora passare al vaglio dello stesso Consiglio ma non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno: a fine marzo, infatti, una nota congiunta dei gruppi consiliari di maggioranza aveva già espresso la propria volontà di rimuovere Bitetti dall’attuale ruolo di presidente, chiedendo addirittura di modificare il regolamento del funzionamento del Consiglio comunale e degli organi consiliari, abbassando il quorum necessario ad approvare la sfiducia a 17 voti.

In quell’occasione, si era vociferato di una possibile sostituzione di Bitetti con Luigi Abbate, mentre il centrosinistra aveva parlato di “affronto alle istituzioni democratiche”.

La proposta fu, poi, discussa a fine luglio e approvata con i 17 voti della maggioranza: saranno, quindi, sufficienti 13 firme per presentare la mozione (che ne conta 17) e 17 voti a favore per rimuovere Bitetti dall’incarico di presidente della massima assise cittadina.

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