Stiamo diventando come gli americani. In Italia il cibo mediterraneo sta cedendo il passo al fast food, il cibo veloce. Infatti, secondo quanto riportato da “Il Sole 24 Ore”, solo nel 2024 sono previste cinquanta nuove aperture del McDonald’s e altre catene più note come Burger King, KFC, Old Wild West, Löwengrube.
Il menù economico, i numerosi punti vendita, la presenza di sostanze gustose che creano dipendenza, l’attrattività del packaging, la velocità nel servizio, sono tutte caratteristiche che rendono desiderabile e stimolante consumare questi cibi. Andare nei fast food è quasi un rito per i ragazzi della fascia di età fra gli undici e quindici anni, un primo approccio con l’autonomia.
Perché ai ragazzi della nostra età piace così tanto? Da un sondaggio condotto all’interno della nostra classe, che costituisce un campione veritiero di una fascia più ampia, è emerso che la maggior parte degli studenti frequenta abitualmente i locali di queste multinazionali.
La consumazione di cibi “fast” avviene almeno due volte al mese in coincidenza con le uscite del fine settimana. Infatti, gli intervistati ritengono che questo cibo sia un’occasione di socializzazione nella quale c’è libertà di movimento; l’ambiente “ispira” per i suoi colori e i suoi arredi. Inoltre, di grande appeal è l’impostazione, smart, inclusiva e sostenibile di questi luoghi. Infatti gli adolescenti si divertono a maneggiare i monitor per assemblare il menù da ordinare.
Inoltre ciascuno è tenuto a ripulire il proprio tavolo utilizzando la raccolta differenziata che è presente. A corredo del cibo, il set di posate, le cannucce sono riciclabili.
Questi posti amati anche dalle famiglie, presentano degli svantaggi. Negli ultimi 30 anni si è verificato un aumento della tendenza a mangiare fuori di casa con la conseguenza anche dell’aumento dei casi di obesità. Sono in correlazione le due cose? Le porzioni dei pasti nei fast food forniscono un apporto di calorie decisamente elevato e garantiscono ai clienti una grande quantità di cibo molto gustoso contenente zuccheri e grassi in gran numero che, come dicevamo prima, creano dipendenza.
Mangiare una volta ogni tanto un “Burger King” non fa male, ma non bisogna esagerare. Piuttosto dovremmo concentrarci sulla qualità del cibo che mangiamo, traendo spunto dalla dieta mediterranea, conosciuta per essere una delle più salutari al mondo.
Invece di aprire altri punti di grandi catene come il McDonald’s, una proposta sarebbe quella più accattivante di invogliare lo street food di cibi locali, promuovendo un’abitudine che in passato era sconveniente ma adesso è divenuta un punto di forza.
Taranto è conosciuta per il suo mare e per i suoi prodotti ittici. Aprire uno street food a base di pesce potrebbe costituire un valore aggiunto per la nostra città e distinguerla all’interno del panorama della ristorazione. Sarebbe bello che le persone venissero di proposito nella nostra città per visitare le bellezze che offre, consumando una frittura di pesce nel cartoccio. Non è forse fish and chips? Ci piacerebbe vedere lo stesso entusiasmo che i turisti manifestano quando assaporano il famoso “cuoppo,” napoletano.
A Taranto vorremmo avere un fast food di cibo locale con prodotti che vengano dal circondario e che diventi un punto di aggregazione magari dove trovare una libreria con postazioni multimediali dove poter soddisfare i gusti di lettura della nostra generazione, la possibilità di fare una partita alla play o ascoltare musica. In questo caso, meglio local che global…




