Neonatologia e UTIN verso la chiusura

 

Medici stremati, organico più che dimezzato: l’amara agonia di uno dei reparti più importanti della città
Posted on 10 Novembre 2024, 14:52
6 mins

La sanità nostrana continua a perdere colpi, ad evidenziare falle sempre più vaste, buchi su cui provare a “mettere una pezza” sta diventando via via più difficile, quando non impossibile. L’esodo dei medici dal pubblico al privato, la carenza di figure professionali in ambito sanitario e il super lavoro a cui sono costretti coloro che scelgono strenuamente di restare a lottare per mandare avanti il sistema, ma soprattutto l’assenza di una politica mirata, che possa offrire soluzioni concrete ed a lungo termine e non accordi-tampone, rischiano di trainare alcune situazioni verso un punto di non ritorno.

È il caso del reparto di Neonatologia e dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale SS.Annunziata di Taranto, che può essere assurto ad emblema di tutte quelle criticità che si trascinano da anni senza soluzioni definitive, tanto a livello nazionale quanto locale.

Ad attirare nuovamente l’attenzione sul rischio di chiusura (sempre più concreto) del reparto è proprio uno dei medici in servizio, il neonatologo Giovanni Ciraci, che ieri ha pubblicato sul suo profilo social una lunga lettera aperta, in cui elenca con grande amarezza la situazione che sta vivendo.

“Nel 2008 con il cuore ferito e con tanta rabbia ho dovuto lasciare la Puglia, che non offriva nulla ai suoi giovani medici – si legge – Sono passati 16 lunghi anni e, con grande gioia, questo non più giovane medico ha deciso di tornare nella sua amata terra… di ricominciare e credere di poter fare tanto per un territorio già così abbandonato dalla politica…Rifaccio le valigie e approdo a Taranto, nel reparto di neonatologia e UTIN del Santissima Annunziata, un reparto che cercava di tornare in vita dopo un periodo di totale distruzione.  Ora, a distanza di due anni e sei mesi la situazione è peggiorata per grave carenza di medici. Nonostante lo sforzo dei sanitari, nonostante la rinuncia a ferie, riposi e congedi, dei pochi medici rimasti, non si riesce più ad andare avanti, a garantire il servizio e la qualità necessarie. Tante promesse… tante finte promesse. Un reparto enorme, il secondo punto nascita della Puglia per numero di nati ed una terapia intensiva neonatale con una grande storia…Tutto distrutto…”.

Il neonatologo spiega che alcuni dei medici attualmente in servizio hanno scelto di licenziarsi “con il dolore nel cuore”, dopo aver profuso il massimo sforzo per mantenere in piedi “un reparto così impegnativo, così delicato e indispensabile”, rinunciando anche alla propria vita privata. “Siamo stati spettatori di una politica che è stata lì a guardare (così come è stata “lì a guardare” per la chiusura dell’UTIN DI Brindisi) – scrive il dottore – Siamo troppo pochi, oltre che stanchi e demotivati. Non abbiamo più neanche i numeri per rendere utile il nostro sacrificio”.

Sarebbero, infatti, solo 7 i medici in servizio presso il reparto (su 14 previsti), tra cui lo stesso primario, la dott.ssa Lucrezia De Cosmo: presto, però, l’organico si potrebbe ridurre a sole tre unità. Un numero ridicolmente piccolo per far fronte alla richiesta della nostra città: il punto nascita di Taranto, infatti, raggiunge quasi 2000 parti l’anno, è uno dei più grandi del Mezzogiorno, il secondo in Puglia.

Il pensiero corre inevitabilmente alla riapertura dell’unità, avvenuta appena due anni fa, alla presenza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ai macchinari nuovi che avrebbero permesso al reparto di implementare le cure, alle promesse fatte in quell’occasione: “I medici sono pochi, quelli bravi ancora meno – dichiarò il governatore – ma tutto è bene quel che finisce bene: è stata un’operazione complessa ma i medici ci saranno”.

Emiliano, però, sottolineò le difficoltà di reperire professionisti in grado di coprire l’organico al completo, lasciando presagire che la soluzione trovata fosse più che altro temporanea. “Un reparto di questi è fondamentale – aggiunse l’allora l’assessore alla Sanità, Pier Luigi Lopalco – Un punto nascita così importante come quello di Taranto ha bisogno dì un supporto come la terapia intensiva neonatale di questo livello”.

Eppure, quella che unanimemente è considerata fiore all’occhiello della nostra sanità, grazie alla professionalità, alla competenza e all’umanità dei medici che vi hanno lavorato e vi lavorano, rischia di chiudere per sempre, condannando le donne con gravidanze a rischio a rivolgersi alle strutture di altre città, con le comprensibili difficoltà logistiche ed economiche, nonché molti neonati bisognosi di cure post natali a morte certa.

Insomma, l’ennesima pagina buia per la nostra città.

 

 

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