Cos’è la sicurezza sociale? Secondo la definizione presente sul dizionario, si tratta di “un insieme di interventi e prestazioni somministrate dalle istituzioni pubbliche con lo scopo di tutelare i cittadini dalla condizioni di bisogno e coprire determinati rischi”.

Ed è anche la voce per cui Taranto si classifica all’ultimo posto in Italia (con un punteggio pari a zero), su 107 capoluoghi di provincia, nella classifica sulla Qualità della vita 2024, resa nota nel pomeriggio di ieri da Italia Oggi.

Il capoluogo ionico guadagna un paio di posizioni rispetto allo scorso anno, passando dal 101esimo al 99esimo posto, ma riposizionandosi esattamente come nel 2022, probabilmente a causa della voce Turismo e cultura, per la quale il dato del 2023 risultava mancante.

C’è ben poco da gioire (e molto da riflettere), infatti, sulla base dei punteggi raggranellati in base ai 92 parametri individuati come importanti ai fini della vivibilità e raggruppati in 9 macro-categorie: “Affari e lavoro”, “Ambiente”, “Istruzione”, “Popolazione”, “Reati e sicurezza”, “Reddito e ricchezza”, “Salute”, “Sicurezza sociale” e “Turismo e cultura”.

La città dei due mari, purtroppo, si posiziona nuovamente nella metà della classifica in cui la qualità della vita è giudicata insufficiente: a farle compagnia, senza che questo susciti alcun stupore, è gran parte del Mezzogiorno, mentre la top ten delle città più vivibili è occupata dai grandi centri del Nord e del Centro.

Il report, giunto alla 26esima edizione, restituisce nuovamente l’immagine di un Paese nettamente diviso a metà, che nonostante gli investimenti a riguardo non riesce a sanare quella frattura sempre più evidente tra la parte centro-settentrionale e quella meridionale.

I DATI DI TARANTO

È 130 il punteggio totale raggiunto dal capoluogo ionico nell’ambito del report: impietoso (quanto impossibile) il paragone con i 1.000 punti raggranellati dalla prima in classifica (Milano, manco a dirlo).

Ma vediamo nel dettaglio le voci in cui la città dei due mari ha registrato passi in avanti e quelle che l’hanno maggiormente penalizzata.

La ricerca specifica che il punteggio da assegnare a ciascuna città varia da 0 a 1.000: in quest’ottica la voce in cui Taranto ottiene i risultati migliori è quella di Reati e sicurezza (817 punti), confermando il trend secondo cui le città del Mezzogiorno risultano più sicure di quelle della parte centro-settentrionale del Paese.

Si scende (di parecchio), invece, per trovare il secondo dato migliore, che riguarda Reddito e ricchezza: sono 374, infatti, i punti assegnati alla nostra città dall’indagine.

Seguono Popolazione (323 punti), Turismo e cultura (304 punti), Istruzione (267 punti), Salute (241 punti), Ambiente (225 punti), Affari e lavoro con soli 196 punti.

C’è da dire che, a parte il settore del Turismo sul quale non è possibile fare confronti con l’anno precedente per mancanza del dato del 2023, i miglioramenti riguardano le macro-categorie Reati e sicurezza, Reddito e ricchezza e Istruzione: sul fronte della Popolazione, dell’Ambiente, della Salute e di Affari e Lavoro, invece, si registra un netto peggioramento.

Come detto in precedenza, la Sicurezza sociale è la voce su cui Taranto ha registrato il peggior risultato in assoluto a livello nazionale: ad influire è sicuramente quanto ottenuto per altri parametri.

Entrando ulteriormente nello specifico, infatti, balza all’occhio il tasso di disoccupazione registrato per i cittadini di età compresa tra 15 e 64 anni (378 punti su una media nazionale di 600) e soprattutto quello di disoccupazione giovanile (148 punti) e quello che identifica i cosiddetti NEET (89 punti), cioè i ragazzi che non studiano e non lavorano.

Disoccupati, quindi, ma anche poco inclini allo studio: Taranto guadagna solo 103 punti per la voce che rappresenta il numero di persone laureate o in possesso di altri titoli terziari con età compresa tra 25 e 39 anni. È 232, invece, il punteggio per il numero di cittadini che sono in possesso almeno del diploma di istruzione secondaria.

Conseguentemente a quanto detto prima, il tasso di occupazione nella fascia d’età 15-64 anni segna solo 158 punti, mentre non se la passa meglio l’offerta sanitaria con 157 punti assegnati al parametro che registra il numero di posti letto ogni 1.000 abitanti.

Appena 30, infine, il punteggio assegnato alla voce Densità di verde urbano per mq, uno dei talloni d’Achille di questa città, a dispetto dei progetti di Green Belt sbandierati negli anni passati.

Il capoluogo ionico si avvicina alla metà superiore della classifica nell’ambito del tasso di mortalità per 1.000 residenti (553 punti) e per il numero di infortuni sul lavoro ogni 1.000 occupati (718 punti), mentre decisamente positivi sono i risultati ottenuti per Reati contro la persona e il patrimonio (rispettivamente 732 e 849 punti).

Quella che emerge dal report, insomma, è una fotografia della nostra città che non rivela alcuna sorpresa: pochissimo verde pubblico, tanti disoccupati (basti pensare a tutte le vertenze occupazionali in corso) ma soprattutto poco futuro per i giovani, il cui tasso di inattività e disoccupazione è indubbiamente allarmante.

Dati stagnanti, che di anno in anno confermano l’immobilità di una città che sembra affannarsi in tanti proclami senza concretizzare grossi risultati.

 

One Response

  1. Ma come si può pensare ad un tasso di disoccupazione così alto quando ci sono colossi inquinanti ,che ci stanno ammazzando giorno per giorno ,e i nostri amministratori che consigliano di chiudere le finestre !? E poi baresi , leccesi e brindisi lavorano da noi forse in numero maggiore ,poi per il resto la città fa letteralmente schifo , è gestita malissimo e appare agli occhi di chiunque qualcosa di raccapricciante per cui meritatissimo la posizione ,e per quanto riguarda Taranto l’utimo resterà sempre l’ultimo ..Vergogna .

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