Santa Cecilia: cuore caldo della tradizione

 

Nonostante il freddo, tanta gente in strada per l’apertura del Natale tarantino. Pettole anche per mister Campbell
Posted on 22 Novembre 2024, 13:58
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Nonostante le condizioni meteo non favorevoli, tanti tarantini stanotte sono scesi in strada per partecipare alle iniziative tradizionali in onore di Santa Cecilia, che a Taranto apre il lungo Natale tarantino che, come riferiscono i cataldiani doc, chiude i battenti il 2 febbraio, la Candelora, con l’ultima “frezzelate” di pettole. Proprio queste ultime sono state le protagoniste della nottata, dolci umili ma dal cuore caldo, in grado di far dimenticare, almeno per un po’, il freddo e il ventaccio della giornata . E quest’anno a onorare la nostra  tradizione c’è stato anche mister Campbell, nuovo patron del Taranto Calcio, che nell’androne di palazzo di città, assieme al sindaco e a molti assessori, ha ascoltato le dolci note delle pastorali eseguite dalle bande musicali, non disdegnando poi l’assaggio delle pettole, apprezzate molto tanto da lasciarsi scappare con un amico: “I love the Pettole and have Overdosed on them today..”.

La lunga nottata di Santa Cecilia ha preso il via a mezzanotte in punto, con tanti tarantini, davanti a un noto ritrovo di via Pitagora angolo corso ai Due Mari, per il brindisi in onore della tradizione assieme alle prime pettole e alle pastorali della banda Lemma, che ha poi iniziato il giro su ingaggio di privati ed esercizi commerciali.

Dalle tre è poi toccato ai complessi bandistici cittadini Paisiello e Santa Cecilia, che, secondo convenzione con il Comune, hanno girato in lungo e in largo la città, non disdegnando le periferie, col solito e numeroso seguito di appassionati. Alle cinque e trenta le due bande hanno fatto il loro ingresso in cattedrale per la “prima squilla”. Mai così tanta gente, anche dalla provincia, in piazza e in chiesa per quest’altro atto della tradizione che di anno in anno si fa sempre più sentita. Non poche erano le famiglie al completo, con i piccini ben imbacuccati con sciarpe e cappellino di lana. Dopo il momento di preghiera, un fiume di gente ha seguito la breve processione fin a San Giuseppe, dove stasera, alle ore 17, meteo permettendo, uscirà la processione di gala con tutte le confraternite.

Il giro delle bande si è concluso con i consueti incontri istituzionali. Alle otto e trenta i musicanti hanno fatto i loro ingresso nel cortile dell’episcopio, ricevuti dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero, il quale si è dichiarato commosso nell’ascolto delle melodie tradizionali. “La vostra musica richiama l’armonia, suscitando nel cuore sentimenti di pace, che voi portate nel cuore di chi incontrate, nel nome dell’amore del Signore fatto carne e venuto ad abitare in mezzo a noi. Perciò, buon Santa Cecilia e grazie per questo omaggio che avete fatto a me alla Chiesa di Taranto”.

“In questa giornata – ha proseguito – tradizione e fede si incrociano in maniera ideale e quest’anno ancor di più dato il 24 dicembre inizia il Giubileo, che chiede a tutti noi di poter compiere uno sforzo particolare per non fermarci davanti alle situazioni limite della vita di ogni giorno ma a guardare sempre oltre, cercando di realizzare quel bene che ci aiuta a vivere bene e ogni giornata”

“La vita di Santa Cecilia – ha concluso, prima di impartire la benedizione ai presenti – si è conclusa con il martirio, che indica un amore forte verso ciò che unisce e fa crescere ciascuno. Su questo ognuno deve ben riflettere, soprattutto nei nostri tempi dove la violenza e le guerre ci stringono da ogni parte e i nostri cuori e i nostri pensieri sono continuamente affollati da immagini terribili”.

Quindi le due bande si sono recate a Palazzo di Città per l’omaggio al sindaco e all’amministrazione comunale. “Queste nostre bellissime tradizioni ci aiutano ad affrontare le difficoltà quotidiane con lo spirito giusto e costituiscono una ventata di letizia e speranza per tutta la città – ha detto Rinaldo Melucci –Sabato sera la festa sarà impreziosita, dall’accensione delle luminarie per le vie cittadine, che anche quest’anno siamo riusciti ad approntare pur a prezzo di tanti sacrifici. Ma lo abbiamo fatto volentieri e col cuore aperto perché ciò serve a sostenere il nostro commercio e a far sentire la festa alle famiglie, rinsaldando lo spirito di unità in città”.

Al termine, tutti al primo piano per la colazione offerta dal primo cittadino a base, ovviamente, di pettole e caffè bollenti.

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