Dopo aver ascoltato l’assessora all’Ambiente, Stefania Fornaro, abbiamo rivolto analoghe domande al presidente di Kyma Ambiente, l’avvocato Giampiero Mancarelli.
Era il 17 febbraio 2021 quando, sul sito del comune di Taranto, si leggeva che il servizio di raccolta differenziata, ad aprile dello stesso anno, avrebbe coperto tutto il territorio tarantino. Ad oggi, però, ci sono quartieri in cui il servizio ancora non è arrivato o bisognerà aspettare, come si legge dall’ordinanza sindacale nr. 72 del 17 ottobre 2024, l’1 dicembre 2024 e l’1 febbraio 2025.
A cosa sono dovuti questi ritardi?
“Abbiamo avuto il problema della mancata erogazione dei fondi COVID quindi ciò ha prodotto una disarmonia finanziaria importante. Abbiamo avuto la mancanza di oltre 2.500.000 euro e per una condizione come quella di allora AMIU, oggi Kyma Ambiente, portava uno squilibrio importante. Non nascondo che ci sono state anche delle difficoltà che non voglio sottacere che sono state quelle di una riduzione di alcuni servizi che sicuramente hanno impattato. Cosa voglio dire? Noi abbiamo dato una priorità che era quella di salvaguardare il patrimonio aziendale, anche di tante maestranze che ci sono, per evitare il baratro. Devo dire che oggi è il motivo, nonostante tante opportunità che ci sono stante e ringrazio il sindaco, per cui ho preferito rimanere in Kyma Ambiente. Ora abbiamo resettato l’aspetto finanziario, avendo quindi una certezza maggiore per il futuro. È stato fatto il nuovo timing sull’avvio della raccolta differenziata. È già in atto quella del vetro infatti ci sono 6.000 bottiglie che abbiamo preso questo fine settimana nella parte nuova, ovvero Montegranaro-Salinella e Tre Carrare-Solito, vuol dire quasi quattro tonnellate. Non era scontato! Il tutto vale solo per le utenze non domestiche. Adesso è in avvio la consegna dei carrellati per le utenze domestiche e puntiamo a superare ampiamente questi dati che già di per sé sono importanti. Il primo dicembre avvieremo la raccolta in Italia Montegranaro-Salinella e poi volevo aggiungere che dal 18 novembre siamo partiti con il nuovo calendario che è utilizzato in tutta Taranto e prevede lo split, quindi la divisione di carta, cartone e plastica e metalli. Viene diviso perché noi vogliamo garantire un recupero del rifiuto più pulito in modo da valere di più”.
L’ordinanza sindacale nr. 49, del 2 settembre 2020, ordinava a Kyma Ambiente-Amiu Spa, contestualmente all’avvio del servizio nel quartiere Città Vecchia, di eliminare tutti i vecchi cassonetti stradali di ogni tipologia nei quartieri oggetto della presente ordinanza. Come mai, ad oggi, persistono come per esempio in via di Mezzo e in via de Tullio?
“È inutile nasconderci. Noi abbiamo avviato quest’azione poderosa con i cassonetti ingegnerizzati ma, innanzitutto la presenza di un numero, purtroppo, significativo di evasori che quindi non aveva la scheda, ha fatto si che questo progetto sia naufragato, in parte. Adesso, con un protocollo d’intesa fatto con l’assessore Fornaro e con le associazioni datoriali, abbiamo allocato questi cassonetti ingegnerizzati solo per le utenze food con il vetro e l’organico”.
Il mio riferimento però è alla presenza dei vecchi cassonetti per la raccolta indifferenziata
“Noi facciamo quattro passaggi in Città Vecchia. Quando abbiamo eliminato i vecchi cassonetti, nei fatti persisteva e continuava a persistere il rilascio dei rifiuti a terra. La situazione è questa e serve carota e bastone, inutile nasconderlo. Serve cioè un’azione di sensibilizzazione, che stiamo riprendendo adesso, e un’azione repressiva. Ci sono delle ordinanze che prevedono il conferimento presso i diversi cassonetti di sera, dopo le 19:00 ma se andiamo in giro in Città Vecchia durante il giorno, purtroppo, ci sono i rilasci. Partiamo dal presupposto che una città rimane pulita se i cittadini la amano. Devo dire però che solo una piccola fetta di cittadini non collabora perché la maggior parte dei cittadini collabora bene e i dati del Borgo stanno migliorando”.
- Cassonetti ingegnerizzati
- Cassonetti standard
A proposito delle card e dei cittadini, dei nostri lettori hanno lamentato il fatto che le card per aprire i cassonetti cosiddetti ingegnerizzati, in zona Borgo e Città Vecchia, non hanno mai funzionato dal giorno zero.
“No, no questo non è vero! Abbiamo deciso di renderli aperti quando ci siamo accorti che un numero significativo evadeva. Nonostante fossero vuoti, rimanevano tali, perché quota parte venivano rilasciati a terra”.
Non crede, di conseguenza, neanche che fossero insufficienti a livello di capacità?
“Noi li abbiamo anche contestati e abbiamo ricevuto una riduzione del costo dei cassonetti perché non si riempivano in quanto i rifiuti si impilavano. Avendo una piccola apertura, avveniva questo”.
L’ordinanza nr. 74, del 10 novembre 2020, ordinava che a partire dalle ore 00:01 del 16 novembre 2020 il conferimento dei rifiuti doveva avvenire secondo le modalità di raccolta differenziata relativamente al quartiere Borgo. Le utenze domestiche e non domestiche autorizzate avrebbero potuto accedere ai nuovi contenitori installati identificandosi attraverso la card ricevuta a mezzo posta. Come mai si prosegue a non differenziare i rifiuti in quanto passano camion a prelevarli e mischiarli?
“No, non è così! Abbiamo avuto per un piccolo periodo quest’indicazione perché il rifiuto era completamente mescolato. Dunque, per evitare di andare presso gli impianti dedicati alla differenziata, e pagarli, i quali però trovavano un’impurità del 100% arrivando a respingerci il carico mandandoci in discarica, per un breve periodo la direzione ambiente ci ha detto di andare direttamente in discarica. In realtà adesso i mezzi vanno assolutamente nell’impianto di Pasquinelli per la raccolta di carta, cartone, plastica, metalli, vetro e quant’altro tant’è che i numeri sono più incoraggianti di prima e non li dico per scaramanzia. I camion unici sono passati per un periodo di sei mesi a compiere quest’operazione ma ora non avviene più”.
Nel “Rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente 2024”, relativo a dati del 2023, Taranto perde ben 12 posizioni rispetto all’anno scorso classificandosi al 79° posto. I risultati peggiori si registrano anche per la raccolta differenziata infatti dall’Osservatorio Regionale dei Rifiuti Puglia che mette a disposizione i dati dei Rifiuti Solidi Urbani per singolo comune, emerge che i rifiuti differenziati sono solo il 22,30% (Periodo 2024). Come si spiega questo dato così basso?
“Sicuramente delle cause sono attribuibili all’azienda e facciamo un mea culpa in relazione al fatto che, come dicevamo, abbiamo affrontato un periodo di difficoltà però la raccolta differenziata rappresenta una rivoluzione proprio nell’organizzazione mentale e nelle abitudini dei cittadini. Diciamo che dobbiamo lavorare ancora di più sulla sensibilizzazione di quest’aspetto perché se noi non cominciamo, al di là dell’ingegnerizzato o del porta a porta, a dividere i rifiuti in casa facendo la divisione dei cestini, ciò che portiamo al cassonetto è solo lo specchio di quello che non abbiamo fatto a casa. Vado spesso nelle scuole, i bambini sono bravissimi ma quando chiedo se loro aiutano a sparecchiare rispondono che buttano tutto sotto l’unico cestino sotto il lavabo. Loro sono le sentinelle del futuro di Taranto e diciamo che devono dire ai loro genitori di mettere i cestini perché in ogni cestino va una tipologia di rifiuto. La raccolta differenziata non è un pranzo di gala, bisogna lavorarci tanto e molto spesso c’è molta polemica politica dietro questa questione. Secondo me bisognerebbe essere uniti tutti quanti, al di là delle appartenenze, per cercare di migliorare la raccolta. Quando vedo alcune classifiche non mi emoziono quando eravamo sopra e non mi deprimo quando siamo più giù”.




domenico
Quello che non si capisce è come si può fare la raccolta con il sistema previsto: Infatti ogni condominio dovrà disporre di almeno quattro bidoni carrellati da sistemare sui marciapiedi. Questi bidoni saranno affiancati a quelli di bar e ristoranti e negozi di ogni genere. Già attualmente molti marciapiedi sono impraticabili figuriamoci con le decine di carrelli. Inoltre non saranno vigilati e potrà accadere che i soliti sporcaccioni, (non pochi), verseranno tutto in modo disordinato con la conseguenza che i carrelli non saranno svuotati. Ne vedremo delle belle! Quanto alla repressione sarei curioso di sapere quante multe sono state fatte per versamento fuori orario o per gli escrementi dei cani non raccolti o per il fatto che molti esercenti versano di tutto nei bidoni attuali. Kyma ambiente dovrebbe anche spiegare perchè non si effettua la pulizia stradale con il pulitore di quartiere.
angela
Secondo le previsioni di Kyma e del Melucci, (aspirante sindaco), i condomini dovrebbero esporre all’esterno i carrelloni la sera prima della raccolta, il deposito dei rifiuti deve avvenire dopo le 19. Questo vuol dire che qualcuno (chi?), la sera dovrebbe essere incaricato di portare un carrello all’esterno e ritirarlo la mattina dopo lo svuotamento, (a che ora passa la raccolta e chi dovrebbe recuperare il carrello?). Non si capisce poi dove dovrebbero essere depositati di giorno questi carrelli. Certo gli androni dei palazzi non hanno spazi adeguati e comunque si porrebbe un problema di igiene non da poco, per cui resteranno per strada sui marciapiedi già inagibili come avviene ai Tamburi. Ma questi dove vivono?
Giovanni
Un sistema che non può funzionare!
Giogio
Si che non può funzionare visto che non abitiamo in villa, oppure non ha senso l’ordinanza sindacale che prevede anche la responsabilità condominiale per la pulizia dei carrelli e verso terzi qualora provocassero problemi. Cose fatte per non produrre risultati. Intanto chi impedisce di pulire le strade, non diciamo tutti i giorni, ma almeno una volta alla settimana?