Sciopero dei lavoratori “Taranto destinata all’estinzione”

 

L’incontro della Cgil e dell’ Uil Puglia sulle ragioni locali e nazionali della protesta
Posted on 25 Novembre 2024, 19:33
3 mins

Di fronte alla precarietà diffusa, ad una inflazione che impoverisce lo stipendio e le pensioni, non resta che tornare a manifestare. Il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo e il segretario organizzativo regionale della UIL Puglia, Stefano Frontini, hanno illustrano le ragioni nazionali e locali a supporto dello sciopero generale.

Lo sciopero riguarderà tutte le categorie e l’intera giornata o intero turno di lavoro. A Taranto a partire dalle 9.00 di venerdì 29 novembre è previsto il raduno del corteo che con partenza dal piazzale antistante l’ingresso Arsenale di Taranto (Via Di Palma), si svilupperà lungo le vie cittadine fino al comizio finale, previsto alle 10.30 in Piazza Maria Immacolata.

Lo sciopero generale voluto a livello nazionale dai leader Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, è il no di parte del sindacato confederale alla manovra economica del Governo, che secondo i due esponenti di CGIL e UIL promette austerità e sacrifici sempre per i soliti. Se le ragioni nazionali già convincono quelle locali sono un’urgenza che dovrebbe spingere tutti in piazza.

“Taranto è figlia di una vera e propria azione di fallimento della politica industriale di questo paese – dichiarano Frontini e D’Arcangelo – Perché nella manifattura non basta difendere gli asset produttivi, ma avviare investimenti che sappiano difendere l’occupazione, tutelando anche salute e sicurezza”.

La storica vertenza ex ILVA, ma anche quella di Hiab, Leonardo o del Porto di Taranto. Ma anche l’incredibile vicenda degli oltre 150 precari storici degli appalti comunali. O l’emblematica storia dei dipendenti del comune di Roccaforzata. Le statistiche della CGIA di Mestre per il capoluogo e la sua provincia prevedono entro il 2034 una perdita di occupazione del 13,47%. Crisi industriali, denatalità, invecchiamento progressivo della popolazione e lavoro irregolare e sommerso, convergono a creare il fenomeno della “desertificazione” sociale, umana e produttiva.

“Destinati all’estinzione. Così mentre il Titanic affonda l’orchestra continua a suonare e a ignorare l’urgenza di dare a Taranto un’altra possibilità. – affermano – Ancora nulla si sa, infatti, dei bandi destinati al territorio dal Just Transition Fund: ben 800 milioni di euro (il 70% dei quali andrebbe speso entro il 31 dicembre 2026 pena la restituzione all’Europa – ndr) che l’Unione Europea ha previsto per investire in quelle aree dove è urgente, e diremmo vitale, superare il modello di produzione industriale a carbone”.

Inoltre Taranto non è un paese per giovani ed è nemico delle donne. “Solo il 28,6% lavora – dicono – si tratta di un valore che è la metà di quello maschile (dati ISTAT 2023 – ndr) e che consegna a Taranto e alla sua provincia la maglia nera sul tasso di occupazione femminile quart’ultima dietro solo a Caltanissetta, Crotone e Napoli. Ultima in Puglia”.

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3 Commenti a: Sciopero dei lavoratori “Taranto destinata all’estinzione”

  1. domenico

    Novembre 26th, 2024

    Sciopero sacrosanto se pensiamo ai tanti lavoratori precari o che perdono l’occupazione, senza pensare ai bassi stipendi e pensioni. Tutto mentre aumenta il costo della vita a partire dai generi di prima necessità e degli affitti e di quello che costa curarsi la salute considerando che la sanità pubblica è sempre più carente. Tutto questo mentre i lavoratori dipendenti e i pensionati pagano un fottio di tasse e gli evasori dormono sonni tranquilli.

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    • Angela

      Novembre 26th, 2024

      Parole sacrosante! La mia modesta pensione praticamente è bloccata da anni mentre i prezzi aumentano ogni giorno, pago tutte le tasse fino all’ultimo centesimo e intanto si fanno condoni agli evasori.

      Rispondi
  2. Angela

    Novembre 26th, 2024

    Parole sacrosante! La mia modesta pensione praticamente è bloccata da anni mentre i prezzi aumentano ogni giorno, pago tutte le tasse fino all’ultimo centesimo e intanto si fanno condoni agli evasori.

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