Chi si addentra nel Parco Cimino, percorrendo i sentieri che portano alla passeggiata lungo il Mar Piccolo tra gli attrezzi ginnici di recente installazione, può notare una struttura dalla tipica forma ellittica, che giace abbandonata nel polmone verde della nostra città.
Si tratta, in effetti, di un anfiteatro, costruito con travi di legno e contenente circa 250 posti a sedere. L’opera era stata realizzata nel 2023 su una precedente struttura risalente all’amministrazione Di Bello, non più agibile in quanto non conforme alla normativa vigente, dalla Direzione Ambiente e fortemente voluta dagli allora assessori alla Cultura, Fabiano Marti, e all’Ambiente, Francesca Viggiano.
Uno spazio concepito soprattutto per i più piccoli, che sarebbe stato messo a disposizione di tutta la cittadinanza per ospitare spettacoli ed eventi in un contesto suggestivo, completamente immerso nella natura, con cui si sposa perfettamente grazie ai materiali di cui è fatto.
Per intitolarlo si era anche pensato di lanciare un contest sui social: a ribattezzare quest’arena di legno, quindi, sarebbero stati proprio i cittadini, evidenziandone il legame con il Parco e la natura, ma anche con gli elementi favolistici.
“L’inaugurazione – spiega Francesca Viggiano – sarebbe dovuta avvenire attraverso un evento in cui coinvolgere i più piccoli, attraverso il richiamo a fate ed elfi”.
“Ci avevamo messo l’anima, il cuore e tanto lavoro per restituire alla città un gioiellino come il piccolo anfiteatro che si trova all’interno di Parco Cimino. Un teatro completamente in legno che, scusate l’irriverenza, sembra quasi la miniatura di un teatro shakespeariano o del più recente Globe Theatre di Gigi Proietti, con l’aggiunta di essere completamente immerso nel verde in un’oasi di pace come il nostro meraviglioso Parco Cimino” – aggiunge con tono accorato Fabiano Marti – “Sarebbe stato uno spazio dedicato ai più piccoli, con spettacoli dedicati proprio al mondo della fantasia, ma avrebbe potuto essere anche un luogo per concerti o spettacoli teatrali particolarmente suggestivi. E tutto questo sarebbe dovuto cominciare la scorsa primavera, completata la trafila burocratica che lo avrebbe reso agibile e aperto al pubblico. Ma tutto questo è rimasto un sogno perché quel teatro, dopo essere stato ristrutturato completamente, è rimasto lì, immerso nel verde e nell’indifferenza”.
Ma la storia di questa struttura, purtroppo, rischia di seguire le orme di tanti altri progetti che non sono più stati realizzati: un clichè tristemente noto nella nostra città. A novembre 2023, il sindaco Rinaldo Melucci revoca la delega assessorile alla Viggiano e pochi mesi dopo, a gennaio 2024, Marti decide di lasciare la Giunta insieme a Mattia Giorno e Fabrizio Manzulli: “Il progetto in cui ho creduto con tutto me stesso nel 2018 – dichiarò sui social l’ex assessore alla Cultura – ormai non esiste più”.
Con il cambio delle deleghe, però, sembra essersi fermato anche l’iter burocratico che avrebbe portato alla fruizione dell’anfiteatro di Parco Cimino: “Per utilizzarla, la struttura doveva essere associata ad un modello di gestione efficace – spiega ancora la Viggiano – da demandare alle direzioni competenti, in questo caso Cultura e Spettacolo, che avrebbero dovuto occuparsi anche di un modello di affidamento. Ma, dalla sua realizzazione ad oggi, non mi sembra sia cambiato nulla”. Un altro progetto in stand-by, quindi, che rischia di diventare preda dell’incuria e del quale molti cittadini chiedono, invece, la giusta realizzazione.
Per capirne di più, abbiamo chiesto all’attuale assessore alla Cultura e Turismo, Angelica Lussoso, quali sono le tempistiche che porteranno all’inaugurazione dell’anfiteatro: “Dobbiamo capire come poterlo dare in concessione senza che venga vandalizzato”, è la risposta dell’assessore, che aggiunge la necessità di installare un recinto di protezione della struttura. “In ogni caso, se ne parlerà all’anno nuovo”, ha chiosato la Lussoso.
Effettivamente, il rischio che il nuovo anfiteatro possa seguire il triste destino di tante altre opere devastate in poco tempo dai vandali (vedi le panchine letterarie, ad esempio), è decisamente concreto nella nostra città: non a caso, ogni inaugurazione è spesso accompagnata da alcuni commenti di cittadini che scommettono sulla durata dell’edificio in questione.
Un problema reale, di matrice culturale, quello del vandalismo di fronte al quale si rende sempre più urgente un programma di (ri)educazione collettiva, fatto di incontri nelle scuole ma anche e soprattutto di vigilanza, videocamere e relative sanzioni, senza le quali ogni iniziativa potrebbe avere breve respiro.
Intanto, l’auspicio è che l’inaugurazione dell’anfiteatro di Parco Cimino possa presto realizzarsi e regalare ai tarantini un nuovo contenitore culturale.




