Dipendenze, la prevenzione inizia a scuola

 

Il convegno sul lavoro di rete tra le istituzioni
Posted on 16 Dicembre 2024, 16:38
5 mins

Un allarmante aumento di giovani e giovanissimi che si rivolgono al Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASL di Taranto: nasce da qui la necessità di proseguire e
potenziare il lavoro di prevenzione nelle scuole, attraverso una rete efficace tra le istituzioni.

Questo l’obiettivo del convegno che si è svolto presso la Sala Convegni dell’hotel Delfino di Taranto, a cui hanno partecipato anche docenti delle scuole tarantine: “I dati di primo accesso al SerD – ha dichiarato la dott.ssa Katia Pierri, psicologa e referente del Servizio Dipendenze Comportamentali, ai microfoni del Corriere di Taranto – mostrano un abbassamento dell’età, motivo per cui le attività di prevenzione si stanno rivolgendo a fasce più fragili della popolazione, quali l’adolescenza e l’infanzia. Pensiamo, infatti, che la prevenzione possa essere uno strumento efficace per intercettare situazioni di disagio e prevenire eventuali forme di dipendenza, già dalla più tenera età. Aggiungo che il lavoro di rete tra le istituzioni e con le scuole è in linea con il Piano di Prevenzione nazionale del Ministero della Salute”.

L’incremento di dipendenze tra i ragazzi non può essere scisso dall’uso sempre più incontrollato dei dispositivi tecnologici, cui è collegato l’accesso indiscriminato alla rete e ai suoi pericoli: “Ci troviamo di fronte ad uno sconvolgimento dei ruoli nella nostra società – ha spiegato ai nostri microfoni la dott.ssa Vincenza Ariano, direttrice del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASL di Taranto – per cui è diventato fondamentale imparare a gestire il rapporto con le nuove tecnologie: è innegabile che esista un disagio che si sta affiancando alle dipendenze comportamentali e di altro tipo, basti vedere quanti bambini di appena 4 anni o addirittura meno hanno libero accesso al cellulare durante la giornata. Per questo motivo gli interventi di prevenzione da noi proposti devono presentare, oltre alla caratteristica dell’innovazione, anche quella della valutazione finale, che ci permetta di comprendere i risultati di quanto fatto ed eventualmente di calibrare il lavoro futuro”.

“Mai come in questo momento è necessario stare sul pezzo – ha commentato il direttore generale dell’Asl di Taranto, dott. Vito Gregorio Colacicco – Le istituzioni stanno cercando di porre un freno a quanto sta accadendo, basti pensare all’inasprimento delle pene contro chi guida in stato di ebbrezza o usa il telefonino alla guida, ma non basta. La famiglia deve dare l’esempio in primis, poi c’è la scuola: l’importante è riuscire a modulare in maniera sartoriale gli interventi, adeguandoli ai ragazzi di oggi. Parlo da genitore: non è facile, ma dobbiamo provarci”.

“Il Dipartimento di Dipendenze patologiche di Taranto è un passo avanti a livello regionale – ha aggiunto il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, dottt. Vito Alfonso – Al giorno d’oggi i ragazzi non sono più liberi di scegliere, perchè la loro libertà è condizionata dalla tecnologia onnipresente: ormai è un problema non solo sociale e sanitario ma, a mio avviso, anche giuridico”.

La buona notizia c’è: il lavoro di rete che si continua a fare nella nostra città è di primo livello, in alcuni casi anche all’avanguardia a livello nazionale.

Ad illustrare gli interventi, finanziati dalla Regione, che fanno parte del programma di sensibilizzazione e prevenzione destinato alle scuole del territorio di Taranto e provincia, sono state le dott.sse Pierri e Anna Paola Lacatena, dirigente sociologa del Dipartimento.

Si tratta di progetti che interessano i piccoli alunni della scuola primaria ma anche ragazzi della scuola media e degli istituti superiori: tra questi il Plan B, un laboratorio di ascolto e parola indirizzato alle prime due classi della scuola superiore e volto a contrastare la diffusione delle sostanze psicoattive tra i minori, realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato.

Giochiamo insieme, destinato ai ragazzi della scuola media, e FreeLudo, un progetto innovativo rivolto ai bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, mirano entrambi a sensibilizzare e prevenire la dipendenza dal gioco d’azzardo e dai dispositivi tecnologici: un tema che viene ripreso anche sotto forma di numerose attività teatrali con i ragazzi delle scuole superiori, come il Dependance Day realizzato in collaborazione col regista Marco Bellocchio, il Teatro delle Forche e il podcast ideato con l’Associazione culturale AFO6. 

Particolarmente rilevanti i momenti di formazione dei docenti e di condivisione delle proprie emozioni con i ragazzi, mentre il contatto con le famiglie degli studenti è un punto sul quale lavorare ulteriormente, a fronte di un’adesione non sempre costante e partecipe.

 

 

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)