A ben quattro mesi di distanza dall’annuncio dello scorso agosto, si è finalmente conclusa, con il provvedimento di aggiudicazione, firmato dall’Amministratore Delegato di Sogesid, l’ing. Errico Stravato, la procedura di affidamento dei lavori per la “Messa in sicurezza permanente e di riconversione industriale, sviluppo economico e produttivo del sito “ex Yard Belleli” nel porto di Taranto.
L’aggiudicatario è il raggruppamento temporaneo di imprese costituito tra la società ICM S.P.A capogruppo mandataria (gruppo che riunisce società industriali, operanti prevalentemente nel settore delle costruzioni) e le mandanti Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A., Eni Rewind S.p.A., Semataf Srl , Fincantieri Infrastructure S.p.A., per l’importo netto di 135.312.133,51.
A ben quattro anni dalla sottoscrizione dell’accordo tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto e Sogesid S.p.A. e ad un anno dall’approvazione del progetto, Sogesid ha potuto avviare le procedure di gara che si sono concluse con l’aggiudicazione.
Nonostante le varie vicende occorse per l’area di ex Yard Belleli, da ultimo il ritiro del Gruppo Ferretti che aveva opzionato l’area per la realizzazione di un polo industriale, il presidente dell’Autorità Portuale ha ritenuto di proseguire mandando avanti la procedura di gara, avviata da Sogesid, ritenendo l’opera di bonifica, e riqualificazione, assai importante per il territorio e per la cittadinanza quale polo commerciale ed industriale da poter sviluppare. Ora si potrà dare immediatamente avvio alla progettazione esecutiva ed all’esecuzione dei lavori relativi alla messa in sicurezza, bonifica e infrastrutturazione primaria dell’ex Yard Belleli che misura circa 230 mila metri quadrati rientrante nell’area SIN di Taranto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/08/21/yard-belleli-sogesid-ha-aggiudicato-lappalto/)
Ricordiamo che la realizzazione della bonifica del secondo lotto (il primo è già stato bonificato) non è infatti in discussione, a prescindere dalla società che vi andrà ad operare. Per quest’area, i cui interventi sono stati pensati per venire incontro alla richieste e alle esigenze dei gruppi industriali, è previsto in particolare il completamento della bonifica già avviata col primo stralcio, col capping di circa 40 ettari di superficie, il marginamento della falda sul lato interno, dopo quello già ultimato nel primo lotto a ridosso del mare, l’ammodernamento della banchina portuale adiacente all’area interessata alla bonifica, la gestione dell’impianto TAF (trattamento acque di falda). Una volta conclusi i lavori di capping sui primi 110.000 metri quadrati su quest’area Cantieri di Puglia avvierebbe subito i lavori necessari per poter dare il via operativamente alla sua attività nell’arco di trenta mesi, per poi nella seconda fase espandersi – una volta conclusa l’opera di bonifica – nel resto dell’area.
Il gruppo industriale, la Cantieri di Puglia, ha infatti manifestato l’interesse ad utilizzare l’area ed ha sottoscritto con il gruppo Ferretti, un accordo per subentrare nel suo progetto di costruzione di un nuovo sito produttivo nell’area dell’ex Yard Belleli di Taranto, avendo comprato le quote di Ferretti Tech, la società creata a suo tempo per la realizzazione del progetto a Taranto. Il progetto Cantieri di Puglia (portato avanti da Sea Style Company e Alba Holding prevede infatti la costruzione di scafi in acciaio e alluminio (e non in vetroresina come nel caso di Ferretti) di megayacht dai 50 metri in su e per farlo occorrono capannoni più alti e più lunghi rispetto a quelli precedentemente previsti, commisurati appunto a gusci di yacht in vetroresina intorno ai 30 metri: probabilmente occorrerà una variazione tecnica che non dovrebbe comportare difficoltà dato il medesimo codice Ateco.
Resta infine da capire se il subentro di Cantieri di Puglia a Ferretti, avrà anche un’altra conseguenza: ovvero la rinuncia o meno da parte della società dell’istanza ZES per avviare un programma di attività economiche e/o investimenti nell’intera area ex Soico. Sull’area che si estende per circa 60.000 mq (di questi 9.462 metri quadri risultano coperti ed in particolare 8.635 metri quadri saranno destinati ad edifici industriali e 827 metri quadri ad edifici civili), Cantieri di Puglia voleva realizzare un polo della nautica nel porto di Taranto, destinato alla costruzione di scafi ed ai successivi allestimenti, nonché alle attività di refitting per yacht di medie-grandi dimensioni. La società aveva chiesto una concessione di 40 anni, per un valore dell’investimento pari a 63 milioni di euro: sarà una coincidenza, ma anche l’investimento di Ferretti sull’area Belleli sarebbe stato di 63 milioni di euro. A fronte di questa eventuale rinuncia, sarà possibile per altre società avanzare istanza ZES per l’area ex Soico, che l’Autorità Portuale intende comunque destinare ad altre attività.
La speranza è che che i tempi previsti dal bando per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area saranno rispettati senza incappare in lungaggini burocratiche (vedi ricorsi al Tar delle società classificatesi dal secondo posto in più nella graduatoria del bando) o in errori tecnici come accaduto sul fronte della vasca di colmata (che di fatto confina via terra proprio con l’ex Yard Belleli).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/08/02/per-i-dragaggi-ora-servono-270-milioni-1/)
