Raccontiamo la vicenda della signora Anna Krivosheeva, che nel 2021 si era aggiudicata quell’immobile in via Di Mezzo con il primo bando della vendita dei palazzi a un euro, operazione voluta dal Comune per la riqualificazione della città vecchia, la quale già pregustava il meraviglioso panorama di Mar Piccolo che avrebbe allietato ogni suo risveglio, fra voli di gabbiani ad accompagnare il ritorno delle barche dall’uscita di pesca. Ella ne avrebbe fatto motivo di vanto con gli amici, soprattutto quelli rimasti in Russia, sua nazione di origine, che volentieri avrebbe invitato a Taranto per condividere tanta bellezza.
Agli architetti tarantini Massimo Prontera e Rosa Gorgoglione fu affidato l’incarico della progettazione del restauro dell’immobile, composto di tre piani superiori, di cui due destinati ad abitazione e uno a B&B, più uno pedaneo ad uso commerciale, per un’estensione complessiva, piuttosto modesta: circa cento metri quadri. L’intervento di riqualificazione non avrebbe perciò richiesto tempi eccessivamente lunghi e probabilmente nel giro di un anno, o poco meno, quello scorcio di città vecchia, all’angolo con vico Trappeto, avrebbe ripreso vita. Ma a distanza di ben quattro anni dall’aggiudicazione e tre da quando la signora Krivosheevam ne è diventata ufficialmente titolare con regolare atto notarile, non è stato ancora possibile impiantare il cantiere. E questo, non certo per colpa della proprietaria, alla quale erano stati imposti, nel contratto di cessione del Comune, due anni di tempo per avviare e concludere i lavori.
L’architetto Prontera non nasconde la sua grande amarezza davanti a questa situazione. “Entrati in vico Trappeto – racconta – constatammo un estremo degrado per la presenza di edifici collassati che avrebbero potuto crollare come niente, rendendo così impossibile impiantare il cantiere. Anche gli stessi operai del Comune intervenuti per aprire il vicolo (murato da oltre trent’anni) e per ripulire l’area interna dal gran cumulo di macerie si rifiutarono di operare per la situazione di pericolo”.
La proprietaria in questi quattro anni ha inviato numerose pec inviate agli uffici tecnici del Comune, ai vari assessori competenti e allo stesso sindaco per chiedere la messa in sicurezza della zona o per individuare qualunque altro modo per consentire i lavori. “Inizialmente – dicono gli architetti Prontera e Gorgoglione – ci fu risposto che sussistevano problemi nel rintracciare i proprietari degli edifici pericolanti perché provvedessero direttamente o si effettuassero in danno gli opportuni interventi, ma che in ogni caso si sarebbe trovata una soluzione. Poi dal Comune non hanno più risposto ai ripetuti solleciti della signora Krivosheevam e del suo legale. Niente, ormai da troppo tempo c’è solo silenzio! Al di là di tali difficoltà, lamentiamo un grave atteggiamento irrispettoso nei confronti di una investitrice, peraltro straniera, che ha creduto nel progetto ‘Case a 1 Euro’ e che purtroppo non riceve alcun supporto da parte dell’ente civico. Eppure quest’ultimo, va ricordato, ha sempre fatto pubblico vanto dell’investimento della signora russa. Nonostante tutto, dal momento dell’acquisto, la nostra cliente ha sborsato somme importanti per le varie imposte comunali, ad esempio pagando regolarmente l’Imu per un immobile totalmente inagibile nei fatti, pur non essendolo formalmente nei documenti”.
“Come professionisti –conclude l’architetto Prontera –continueremo a supportare la signora Krivosheevam che crede ancora nel progetto ‘ Case a 1 Euro’ e, probabilmente più di tanti altri, nella rinascita dell’Isola, confidando che il tutto non si risolva in tempo perso, inutili parole e vuoti slogan”.
