Il signor G. con il farneticante comunicato stampa di ieri ha confermato di essere un po’ come Fonzie (personaggio cult di un telefilm seguitissimo negli anni ’70 e’80) che non riesce a pronunciare mai, ma proprio mai, la frase “Ho sbagliato”. La colpa è sempre degli altri, le teorie sono sempre molto personali, come quella della “perversa strategia per distruggere il club”. La si butta, come al solito, in caciara verbale per tentare di spostare le attenzioni sulle responsabilità terze, in questo caso di Mr Campbell, ribattezzato Mr. “No closing” (statisticamente non ha chiuso una trattativa a parte a Cipro, tra campionato inglese, belga e scozzese).

Attenzione, responsabilità che ci sono ma che non assolvono da quelle originarie (marzo 2024, prima penalizzazione e luglio 2024, conferenza stampa dal futuro roseo).

In tanti, compreso noi, ci siamo lasciati illudere dall’arrivo di questo manager (?) inglese che, grazie ad un modo di comunicare populista, ci ha fatto credere di poterci affrancare dal signor G. e ci siamo cascati in pieno, noi, l’amministrazione comunale e l’ex Fondazione Taras. Nonostante qualcuno avesse subito avvisato, come il giornalista economico Mario Gerevini del “Corriere della Sera”.

Abbiamo dato credito a Campbell e all’Apex, con il prosciutto agli occhi, probabilmente deviati dalla probabile, quasi certa, presenza all’interno della nuova compagine di due nomi “nobili”: Vulpis (ex vicepresidente della Lega Pro) e Ghelfi (ex amministratore delegato dell’Empoli).

Abbiamo sbagliato, lo ammettiamo pubblicamente. Così speriamo di mettere a tacere quelle cornacchie che per un pugno di like (poverine…) si ergono a paladine dell’informazione, mettendola pure loro in caciara social (non hanno altre valvole di sfogo, evidentemente) convinte di sguazzare come nell’ambiente, tanto caro, della politica.

Ma tant’è che la realtà ci dice che le vicende relative alla pseudo cessione del Taranto FC 1927 negli ultimi mesi ci hanno nauseato a tutti i livelli. Tra il signor G. e Mr Campbell finirà con una bella “litigation” (l’eredità di Campbell: gli inglesismi, ndr) a suon di carte bollate. Ma questo, francamente non ci importa. Cavoli loro.

Possiamo, invece, derubricare a pura coincidenza, la notizia fatta circolare dai colleghi di “Buonasera 24.it “ che ci sarebbe un’altra cordata americana pronta a rilevare il club rossoblù, proprio a poche ore di distanza dal comunicato stampa di disimpegno di Mr No Closing?.  Forse. Fatto sta che da verifiche effettuate anche da noi del corriereditaranto.it, confermiamo che esiste questo fondo americano che in prima battuta avrebbe chiesto, attraverso dei suoi emissari, al Commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese (circostanza da lui stesso confermata, ndr), informazioni sullo stadio – pensando che fosse di proprietà statale, visto che la sua ristrutturazione in vista del 2026 è fatta interamente con fondi del governo –  sulla città e le sue potenzialità.

In seconda battuta avrebbe, il fondo americano, avviato una “chiacchierata” con la famiglia del signor G. ed in particolare con la figlia. In questo caso un già visto, compreso il momento in cui si siederà al tavolo il signor G. e comincerà con le solite richieste: accollo del debito, sostituzione della fideiussione e restituzione di un presunto prestito di 1 milione e 300 mila euro.

Intanto, giorno 16 febbraio si avvicina ed il club è sull’orlo del fallimento. Volano gli avvoltoi, gracchiano le cornacchie e (ri) spuntano i fornitori zombie…

One Response

  1. Ma tutto questo cosa c’entra con lo sport? Qui ci vorrebbe qualcuno che ci libera dal calcio e dalle sue mefistofeliche conseguenze.

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