“I dati relativi all’andamento del turismo in Puglia relativi all’anno 2024 richiedono un necessario approfondimento in riferimento alla provincia di Taranto. La pur condivisibile soddisfazione espressa in relazione all’incremento degli arrivi (+12,7%) e delle presenze (+6,4%) va valutata con particolare attenzione per evitare troppo facili entusiasmi”. Così CasaImpresa Confesercenti Taranto in un comunicato stampa in cui commenta i dati del turismo in Puglia.
“Mentre il dato degli arrivi – si legge nel comunicato – infatti è in linea con la media di crescita della Puglia, quello delle presenze (il più importante perché registra i giorni di permanenza e quindi la occupazione complessiva delle camere) risulta inferiore -3,3%.
Ma soprattutto il dato percentuale deve essere riferito a valori assoluti che, purtroppo, restano molto distanti. La provincia di Taranto, infatti, fa registrare 1.441.660 presenze, contro le 6.968.706 di quella di Lecce, le 4.595.511 di Bari e, perfino, le 2.672.298 della più piccola provincia di Brindisi.
Tutte queste provincie anche nel 2024 hanno fatto registrare incrementi superiori ai nostri, così determinando un ulteriore allargamento del grave gap già esistente”.
“Va rilevato – prosegue CasaImpresa Confesercenti Taranto – inoltre, che gli incrementi registrati quest’anno sono in buona parte ascrivibile alla regolarizzazione di numerose strutture extralberghiere e di locazioni turistiche avvenute a seguito delle nuove normative relative all’obbligo di possesso dei codici identificativi (cin e cis).
Una analisi attenta dei dati ci induce, quindi, a prendere atto che la crescita del turismo in provincia di Taranto, pur apprezzabile, non deve assolutamente lasciarci soddisfatti perché ci allontana ulteriormente dal resto della Puglia.
È necessario partire da questa consapevolezza per decuplicare gli sforzi avendo l’obiettivo di far crescere il peso del turismo nella nostra economia, può essere finalmente in linea con le medie regionali (9% del pil e 15,4% della occupazione).
Si avverte per questo la necessità di un’azione più costante e strutturata che consenta ai nostri territori di essere attrattivi, con una immagine chiara e servizi di qualità.
Molti comuni continuano a non avere un approccio strategico ed a preferire iniziative occasionali (eventi, sagre, fiere etc.) che non producono risultati apprezzabili nel medio lungo periodo.
Anche le risorse rivenienti dalla imposta di soggiorno, dove applicata, sono state spesso utilizzate per realizzare interventi che poco hanno a che fare con il turismo.
Per agganciare appieno il treno della crescita del turismo in Puglia è necessario avviare al più presto una azione coordinata (nello spirito delle costituende DMO – Destination Management Organization-, che la Regione Puglia intende promuovere e sostenere), coinvolgendo da subito tutte le categorie interessate direttamente alla crescita del settore (amministrazioni locali, imprese, associazioni).
In questa direzione lo scorso dicembre la nostra associazione ha sollecitato tutti i comuni della provincia ionica. Purtroppo in provincia di Taranto non esprimiamo più nemmeno località trainanti. Nessun comune nei primi dieci: Castellaneta 19°, Taranto 20° e Martina Franca 24°”.
“Tra questi – continua – si registra una discreta crescita negli arrivi in particolare del comune di Taranto +20% circa mentre per presenze si distingue solo Martina Franca (+16%). Castellaneta presenze +0% sembra vivere una situazione di stagnazione che, se consideriamo la crescita dell’offerta (più camere e più letti) risulta deludente.
Infine va rilevato come dai dati emerga la necessità di risolvere al più presto la questione dei collegamenti aeroportuali, considerato che la crescita del sistema turismo Puglia è resa possibile dalla impennata delle presenze di stranieri (nel 2024, +22,6% per gli arrivi e +21,9% per le presenze).
La crescita rilevante del tasso di internazionalizzazione, passato da 21,3% del 2015 al 40,5% del 2024, senza aeroporto non potrà interessare il turismo Jonico”.
