Qual’ è l’identikit del candidato sindaco per le prossime elezioni ammnistrative a Taranto (probabilmente l’11 maggio prossimo, ndr)? I nostri lettori sembrano avere le idee chiare e rispondendo ad un sondaggio hanno decretato (per il 63%) che esso debba essere un esponente autorevole proveniente dalla società civile, respingendo l’ipotesi che sia un politico “di professione”, dunque già pronto per entrare nei gangli della macchina amministrativa (28%) e soprattutto che si vada a pescare tra i 17 firmatari della sfiducia al sindaco Melucci (9%).

Cose che i partiti politici devono sapere o fanno finta di non sapere

Sarebbe il caso che nel corso della campagna elettorale ogni candidato sindaco faccia conoscere prima la lista degli assessori dei quali intende avvalersi in caso di elezione, in modo che chi va alle urne voti non solo il sindaco ma anche la sua squadra.

Inoltre occorre stilare programmi realizzabili, chiari, esposti in termini semplici, che non siano dei libri dei sogni (della serie “chiudiamo lo stabilimento siderurgico”), ma che contengano degli obiettivi concreti ed in grado di essere centrati nel breve e medio periodo. Programmi che non diventino carta straccia subito dopo le elezioni prestando il fianco a speculazioni di carattere politico o economico.

In tanti  sono convinti che occorra lavorare per far tornare alle urne coloro – e sono tantissimi (quasi 1 elettore su 2) – che nelle recenti tornate elettorali hanno deciso di astenersi, stanchi di una politica lontana dai bisogni del cittadino, nella quale non ripongono più alcuna fiducia “perché tanto non cambia nulla”, “perché è solo una spartizione di poltrone”.

Siamo sicuri che partiti e movimenti politici vogliano recuperare gli astensionisti o conviene di più essere eletti con un quarto delle preferenze degli aventi diritti al voto?

Scottati dai numerosi cambi di casacca, anzi dai salti della quaglia, registrati nel corso del Melucci bis, sarebbe opportuno al momento dell’elezione che i nuovi consiglieri comunali firmino un documento nel quale dichiarano di dimettersi automaticamente nel caso cambino schieramento politico (da opposizione a maggioranza e viceversa). Qualcuno prenderà in considerazione questa proposta?

Toto candidati

Il Partito Democratico se vuole evitare di fare gli errori del passato, riconosciuti da suoi stessi esponenti – “Ricandidare Melucci, è stata una scelta infelice, un errore politico” –  deve dare un taglio netto con il recente passato.

E se così fosse, i nomi di Mattia Giorno (ex assessore e fedelissimo di Melucci, poi rinsavito), di Vincenzo Di Gregorio (consigliere regionale), o di Piero Bitetti (ex presidente del Consiglio comunale), potrebbero non convincere sino in fondo. Ecco perché interpretando il “sentiment”dei nostri lettori potrebbe emergere un nome non legato alle segreteria politiche come Michele Conversano, responsabile del dipartimento di Prevenzione dell’Asl.

Resta sempre da capire quali saranno i rapporti con il MoVimento 5 Stelle che per contare a Taranto prima si deve contare (in quanti son rimasti?). L’eventuale candidatura del senatore Mario Turco (chiuso alla Regione da De Caro), non farebbe fatica a trovare un consenso trasversale ma avrebbe un senso se condivisa da tutta la coalizione di centrosinistra. Ma a livello nazionale Pd e M5S se la tirano tra loro…

Nella coalizione di centrodestra bisogna capire quanto Fratelli d’Italia, a Taranto, possa in questo momento storico dettare temi e “imporre” persone. Un nome che troverebbe tutti concordi e che gode di buonissimo consenso in questo momento è quello del Commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese, che qualcuno sta cercando di tirare per la giacchetta per convincerlo a candidarsi. Ma lui ha più volte dichiarato di aver chiuso con la politica.

Quale altro nome aggregante può tirare fuori il centrodestra? Sicuri che ad esempio quelli usciti sinora, Massimiliano Di Cuia (consigliere regionale di Forza Italia) e Francesco Tacente (presidente del CTP) lo siano?

A parte l’autoproclamatosi (tempo fa) candidato sindaco (per quale schieramento?) Massimiliano Stellato, l’unica candidatura ufficiale già emersa è quella dell’avv. Mirko Di Bello (nipote dell’ex sindaco Rossana Di Bello, scomparsa circa quattro anni fa), in rappresentanza del raggruppamento civico “Adesso”, che si presenterà al voto con sei formazioni civiche: “Con Di Bello sindaco”; “Taranto e futuro”; “Movimento sportivo”; “Impronta verde”; “Tre Terre” e “I rioni”.

Le richieste dei lettori:

I nostri lettori chiedono serietà e concretezza. Vorrebbero un sindaco più vicino ai bisogni concreti dei cittadini, una città più pulita, che valorizzi il suo centro storico, che abbia un vero polo universitario jonico indipendente da Bari, che sia più pulita, che migliori i servizi pubblici, che porti a compimento le tante opere cantierizzate, che si batta per l’apertura dell’aeroporto, che risolva il problema parcheggi nel Borgo.

E poi , basta liste civiche inventate (un caso Abbate bis insomma), sigle politiche improbabili e senza retroterra politico, culturale e organizzativo che scompaiono il giorno dopo le elezioni lasciando un consigliere che poi agisce a proprio piacimento, offrendosi al miglior offerente.

Si chiede ai partiti di selezionare persone che abbiano esperienza e competenza, in grado di gestire la complessa macchina amministrativa comunale considerato che ci sono tanti finanziamenti da gestire e opere pubbliche da seguire.

Basta ordinario spacciato per straordinario, basta sopralluoghi, basta inaugurazioni di porzioni di opere, basta assessori dalla dubbia competenza nel settore assegnato.

La campagna elettorale che va profilandosi sarà breve ma intensa…

 

 

10 Responses

  1. Si continuate a votare per le listarelle civiche che cambiano bandiera e ricattano per un gettone di presenza

  2. Il tarantino di ceto medio basso vorrebbe un sindaco che si occupasse di nettezza urbana, illuminazione e rifacimento manto marciapiede;una maggioranza di cittadini risulta affetta da ignavia e menefreghismo; i votanti sarebbero soggetti che fanno capo alla clientela della partitocrazia e a qualche fanatico della vecchia bandiera politica; una situazione drammatica dove diventa difficile realizzare programmi solidi e concreti.ci vorrebbe una forte figura carismatica,in grado di creare una squadra di assessori e consiglieri anch’essi apolitici,seri e non collusi dai tentacoli della partitocrazia. Una squadra di professionisti con marcata esperienza nel loro campo; personalità di alto profilo costituiti da avvocati, ingegneri,geometri, architetti,economisti, ricercatori universitari,ecologisti, ex commissario,ex finanzieri, carabinieri in congedo, ex presidenti di autorità portuali tutti non necessariame tarantini ma con un forte senso di appartenenza e passione pe questo territorio,un movimento apolitico, non populista capace di stilare un programma di sviluppo per questo territorio basato sul terziaria e terziario avanzato quindi alternativa,diversificazione e riconversione industriale : preparare un terreno che parti dalle peculiarità di questa città che erroneamente non si è candidata come area metropolitana (Bari, Reggio, Calabria);.un organo costituito da tecnici in grado di calamitare nuovi abitanti x porre fine alla forte riduzione demografica; di attrarre nuovi investimenti che vanno dal e-commerce, allo sviluppo aeroportuale come cargo oltre che di passeggeri ( basterebbe metterlo in rete con le piste di Bari e Brindisi x un servizio complementare); la diversificazione industriale come alternativa alla monocoltura dell’ acciaio deve riguardare uno sviluppo oltre che siderurgico, energetico, navalmeccanico da riciclo e rottame x i futuri forni elettrici; infine la città và riqualificata, munita di infrastrutture sportive,turistiche,per il tempo libero, di cittadelle universitarie, parchi per gli anziani, parchi tematici, acquario per attività ludiche. Insomma far esplodere quel potenziale che la nostra terra possiede tramite madre natura.Il problema in questo territorio è la carenza di una squadra all’ altezza della situazione che in maniera trasversale persuada tutte le correnti compreso ignavi e menefreghisti . Tentare non nuoce a volte i sogni si avverano.

  3. Perchè “Chiudiamo lo stabilimento siderurgico” sarebbe da libro dei sogni? Guardi che ci sono città che ci sono riuscite. Anche in italia. Non bisogna smettere di lottare affinche diventi realtà la chisuura dello stabilimento, è la nostra guerra, che non è solo ideologica, ma conta MORTI VERI ogni anno, anche bambini. E’ irrispettoso da parte sua signor Saracino

    1. Non giudichi a priori. Un sindaco non può chiudere uno stabilimento questo lo sa vero? Si ricorda le promesse del M5S? Concordo con lei sul resto

  4. Esiste una contraddizione enorme in quello che leggo! In realtà tutti i problemi di inaffidabilità nel governo cittadino deriva proprio dal fatto che i partiti e di conseguenza la politica si è indebolita e i partiti si sono liquefatti a favore delle , così dette personalità. Gli iscritti e gli elettori contano poco o niente mentre hanno accumulato potere gli eletti nei vari consessi. E infatti molti problemi e oscillazioni derivano dai singoli e non dalle forze politiche. Ed ecco che il problema è di saper scegliere i candidati sulla base delle loro attività già svolte sul piano sociale e politico. Insomma se un candidato a fare il sindaco viene fuori dal cappello e non da un processo di impegno che lo ha qualificato non è di buon auspicio. Non basta un buon professionista per fare un buon sindaco. Serve retroterra di esperienza e di conoscenza dei problemi, oltre che delle dinamiche amministrative e politiche. Sbaglia chi pensa che non ci sia bisogno di politica, anzi è proprio quello che manca. Forse serve anche aggiornare il vocabolario perché, ad esempio, chi sono i politici di professione? Dove sono? Visto che i partiti sono destrutturati e non dispongono certo di apparati e funzionari, direi quello che manca è la militanza e la partecipazione dal basso, l’impegno civico dei cittadini che preferiscono sparlare sui social e non perdere le puntate delle decine di novelle televisive.

    1. La politica non è indebolita ma corrotta, spogliata dalla democrazia connivente con la malavita, istituita dal regime della partitocrazia. A mio avviso l’ unica via d’uscita sarebbe organizzare una Giunta di tecnici, personaggi di alto profilo liberi dai vincoli della partitocrazia capaci di presentare un programma di sviluppo che persuada anche il politico di turno. Tecnici che abbiano a cuore le sorti di questo territorio ormai ridotto al declino. Vorrei essere più esplicito un movimento apolitico, non populista che si avvale di professionalità con marcata esperienza e conoscenza del territorio. In Italia la politica non esiste più esistono categorie, associazioni a carattere clientelare che a volte indossano una casacca di un simbolo politico: un mercimonio di persone e loschi affari.

  5. La discontinuità vuole che nelle scelte prevalga il primato degli interessi comuni che le forze politiche devono declinare in virtù delle loro culture e dei loro programmi prioritari e lasciare agli elettori decidere, sapendo che gli schieramenti hanno proprie e diverse sensibilità.
    Condivido che le liste civiche siano un inganno e che debbano essere i partiti ad assumersi la responsabilità della gestione e del governo cittadini. Aggiungo che a Taranto si giocano partite di interesse nazionale e internazionale, (se solo si guarda all’altra sponda mediterranea?, e che non sarebbe sbagliato se scendessero in campo alcuni dei protagonisti nazionali visto che avremo bisogno di questi riferimenti per transitare la città in una nuova era industriale, ambientale, tecnologica, culturale e civile.

  6. Forse ha ragione la classe media, gli ignavi e i menefreghisti considerato che in Italia neanche Mario Monti ,Draghi e company siano riusciti a debellare la cattiva politica ed indirizzare il Paese in una giusta direzione di futuro e sostenibile sviluppo e che per Taranto non vi siano personalità all’altezza della situazione ed ammesso ci fossero comunque non avrebbero alcun potere sui grandi temi quali la siderurgia , le infrastrutture e l’energie sostenibili quindi il miglior candidato sarebbe un buon netturbino, Però si potrebbe tentare con un immobiliarista almeno ( qualora non venga corrotto)avrebbe capacità di riqualificazione urbana e cura del territorio.

  7. Ho pensato che effettivamente , sia la destra che il centro sinistra avrebbero la possibilità di candidare persone fortemente rappresentative da candidare a sindaco. La destra potrebbe candidare il deputato Iaia che ha fatto per dieci anni il sindaco di Sava e ha quindi una buona esperienza amministrativa e il centro sinistra ne ha addirittura due di possibili candidati di esperienza e conoscitori della realtà tarantina, cioè i senatori Turco per 5 stelle e Boccia per il PD. Sarebbe una bella assunzione di responsabilità dei partiti a favore della città e, pensavo, che vinca chi ha più idee, prestigio e forza di convincimento. Improvvisamente mi sono svegliato. Stavo facendo la pennichella post pranzo, ma a volte i sogni si avverano.

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