Tira un’ “aria nuova” al quartiere Tamburi e non profuma di cambiamento. Anzi, ha il tanfo dell’inciviltà. Chi percorra le sue strade in questi giorni dovrà stare ben attento a scansare cumuli di spazzatura abbandonata agli angoli di quasi tutti i marciapiedi.

Mobili rotti, elettrodomestici arrugginiti, ma soprattutto sacchi e sacchetti contenenti ogni genere di rifiuti domestici, in particolare residui alimentari: l’odore che pervade il quartiere è nauseabondo, gatti e mosche si aggirano nei pressi della spazzatura.

In tutto questo, alcuni cittadini aggirano semplicemente l’ostacolo, come se nulla fosse; molti altri, però, scuotono la testa con aria di rassegnazione. Nessuno vuole parlare ai microfoni, c’è molta omertà: della serie “vi dico come stanno le cose, ma non mettetemi in mezzo”.

Solo così riusciamo a sapere qualcosa: alcuni commercianti riferiscono di automobili che, soprattutto di primo mattino, scaricano con grande nonchalance i sacchetti e ripartono a tutta velocità, incuranti delle loro proteste.

Altri cittadini, seduti sulla panchina, ci raccontano: “Si dice che sia una forma di protesta di alcuni residenti del quartiere contro la differenziata. Non è vero che vengono da fuori, noi li vediamo tutti i giorni: abitano qui e scaricano la spazzatura per strada come se fosse la cosa più normale”. Ed infatti l’aspetto più inquietante della vicenda è proprio questo: normalizzare un gesto d’inciviltà, che nulla ha a che vedere con forme di protesta urbana. Abbandonare i rifiuti per strada, con tutto quello che ne consegue a livello sanitario, non è in alcun modo giustificabile.

“Gli operatori di Kyma Ambiente – spiega qualche commerciante – vengono ogni due o tre giorni con il ragno meccanico per prelevare i rifiuti, ma spesso sono costretti a fare dietrofront per le macchine parcheggiate ai lati del marciapiede: così i rifiuti si decompongono al calore del sole”.

È chiaro che la situazione necessita di un intervento deciso e risolutorio: con l’arrivo del caldo, infatti, il quartiere rischia di aggravare la situazione borderline in cui si trova.

“Ferma condanna senza se e senza ma nei confronti di questi cittadini che attentano alla salubrità del posto in cui vivono – ha dichiarato ai microfoni di Studio 100 il presidente di Kyma Ambiente, Giampiero Mancarelli – Si tratta di comportamenti incivili di alcuni residenti: la percentuale di raccolta differenziata è salita all’85% grazie a coloro che si stanno impegnando ad attuarla, ma per colpa di costoro scende al 52%”. Una minoranza che ha il suo peso, insomma, sotto tanti punti di vista.

Mancarelli riferisce di aver allertato la polizia municipale, cui spetta il compito di reprimere questi comportamenti, anche alla luce del risvolto penale degli stessi: “Ogni giorno 4 squadre stanno effettuando la pulizia delle vie interessate da questo scempio”, ha assicurato il presidente di Kyma Ambiente, aggiungendo di proseguire con gli incontri di sensibilizzazione in città, nel tentativo di diffondere il più possibile una vera e propria cultura della differenziata .

Resta lo sconcerto per un modus operandi frutto di un pensiero distorto e completamente errato: “Mi hanno tolto il bidone della spazzatura e non mi va di differenziare= abbandono i rifiuti per strada, dando poi ogni colpa e responsabilità all’azienda di riferimento”. La quale, peraltro, è costretta così a mobilitare mezzi e operatori in orario extra per evitare che a farne le spese sia la salute pubblica.

Che la raccolta differenziata a Taranto sia perfettibile non è un mistero: ma sono piuttosto i suggerimenti, le segnalazioni puntuali, le osservazioni di coloro che la stanno mettendo in pratica a fornire la strada giusta per migliorare la situazione.

È doveroso, poi, ricordare che la raccolta differenziata non è una libera scelta del cittadino, bensì un obbligo di legge. Non scambiamo, insomma, un gesto di pura inciviltà per una forma di protesta cittadina.

 

2 Responses

  1. La violazione delle leggi si colpisce con pene adeguate. Ovvio che servono i controlli delle polizie e se necessario dell’esercito. A tale riguardo forse sarebbe meglio dispiegare i militari proprio in queste zone e non a via D’Acquino o piazza Della Vittoria che non si capisce bene a cosa servono.

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