C’è fermento nel variegato mondo politico tarantino. Non soltanto per quanto riguarda l’indicazione dei vari partiti, movimenti e liste civiche del proprio candidato sindaco di riferimento ma per i cosiddetti apparentamenti. Il rischio alto è la frammentazione del voto, oltre a quello che pare “calcolato” dell’astensionismo. Già perché a vedere certe ammucchiate a parecchi tarantini verrà la voglia di non andare a votare.
Nelle ultime ore il dibattito politico si è acceso sulla scelta del Partito Socialista Italiano, che il candidato della coalizione di centrosinistra, Piero Bitetti, avrebbe voluto a suo supporto tanto da dichiarare “siamo aperti ad un chiarimento che porti a un percorso comune.”

Evidentemente qualcosa si è rotto quando lo stesso Bitetti ha posto dei paletti nelle sue interlocuzioni come si evince dalle parole scritte in una nota stampa: “Nessuna lista di proscrizione (riferito evidentemente agli ex melucciani) ma una ragionevole valutazione politica e di opportunità verso valori per me, come per il partito socialista, imprescindibili che sono la coerenza politica e l’affidabilità. Immaginiamo il dissidio interiore di una forza come il PSI nel vedersi al fianco della destra e addirittura della Lega”.

Ed invece il Partito Socialista si è aggregato a una coalizione civica, della quale potrebbe far parte anche la Lega, a supporto del candidato sindaco Tacente. Insomma, si andrà a creare quello che è una sorta di Terzo Polo che raccoglierà tanti volti “noti” del Melucci bis.

Protagonista di questa fluidità politica non poteva che essere il consigliere regionale Stellato che a sua volta si è prodotto in un endorsement proprio per Tacente affermando che ci sono cinque liste pronte a sostenerlo “senza se e senza ma”, una frase tanto cara allo scomparso, dai radar politici, Luigi Abbate.

Fa specie leggere, sempre nello stesso comunicato che di Tacente si condivide “finanche la presa di distanza dal modus operandi del sindaco Melucci, perché anche secondo noi la scarsa collegialità nelle decisioni ha rappresentato il punto più basso dell’amministrazione uscente”. E subito dopo l’elenco delle liste a supporto: Evviva (riferimento Goffredo Lomuzio), Fortemente Liberi (riferimento Giuseppe Fiusco), Riformisti per Taranto-Partito Socialista Italiani (Laura Di Santo), Patto Popolare (riferimento Massimiliano Stellato), Taranto Popolare (riferimento Nicola Cantore).
In questo calderone dovrebbero confluire, candidandosi, tanti portatori di pacchetti di voti come l’ex vicesindaco Gianni Azzaro, gli ex consiglieri Democratici Valerio Papa, Michele De Martino ed Emanuele Di Todaro più Stefania Fornaro e Angelica Lussoso, già assessori della giunta Melucci.
Ci aveva visto lungo la segretaria cittadina del Partito Democratico, Anna Filippetti, per la quale l’avvocato Tacente altro non è se non “la prosecuzione della vecchia Amministrazione”.
Il laboratorio politico Taranto continua a regalare sempre tante nuove formule con gli stessi elementi… Altro che vento di cambiamento….Per quello ci resta una splendida canzone degli Scorpions.

4 Responses

  1. Il peggio del peggio sono le liste civiche, che di civico hanno solo il nome e neanche il cognome. Trattasi di macelleria sociale e di degrado ultimo della competizione politica su principi, idealità e scelte programmatiche. Meglio sempre scegliere un prete vero a un prete finto, almeno sai con chi hai a che fare.

  2. Comunque vada e comunque la si voglia pensare, queste liste raccoglieranno percentuali ridicole, sia perché non hanno mai brillato per preferenze elettorali sia perché a Taranto almeno su una cosa siamo tutti d’accordo e cioè che l’esperienza Melucci è stata, a dir poco, fallimentare. Presentarsi come i prosecutori di quella stagione politica è da autentici visionari. Bene ha fatto Bitetti a prendere le distanze dal Psi, anzi avrei fatto la stessa cosa con il neoliberale Manzulli, già braccio destro del Rinaldo defenestrato. Se ciò che rimane del centrodestra, vista la probabile defezione leghista, non tira fuori un candidato della società civile davvero di spicco e super partes (meglio ancora se donna), le elezioni verranno vinte dal centrosinistra a mani basse, ovviamente soltanto grazie al partito degli astensionisti che, da tempo, è – largamente – il primo, silente, raggruppamento politico cittadino.

  3. Sono d’accordo con il signor Everardo sulle liste civiche. I dati delle precednti elezioni ha visto decine di candidati nelle “civiche” che hano preso ZERO voti. Neanche loro si sono votati.

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