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“Al primo posto nel nostro programma elettorale? Decoro urbano e sicurezza dei cittadini, aspetti che al momento non sono particolarmente curati a Taranto”. Non ha dubbi Piero Bitetti, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative.

Un programma strutturato in punti salienti (oltre una decina) che compongono una visione di Taranto, quello che il PD ha presentato questa mattina nella sede provinciale della federazione. “Discusso, studiato e redatto in collaborazione con tutte le componenti della coalizione”, viene specificato dai dem all’inizio della conferenza stampa.

Si parla di decoro urbano, dicevamo, ma anche di riorganizzare la raccolta differenziata; si parla delle strutture dedicate allo sport che saranno lasciate in eredità dai Giochi del Mediterraneo, del modello gestionale atto a non trasformarle in “cattedrali nel deserto”, basti pensare al Centro Magna Grecia “per il quale – spiega Bitetti – stiamo individuando delle aree da dedicare ai parcheggi, in modo da non pesare su un quartiere già gravato dalla carenza di posti per le auto”.

Altro tema fondamentale è costituito dalle criticità della sanità, per risolvere le quali la coalizione guidata da Bitetti pensa all’istituzione di un assessorato apposito, che faccia da coordinatore tra ASL, territorio e Comune, nonchè il rafforzamento dei presidi sanitari di quartiere: l’obiettivo è quello di accorciare la distanza con i cittadini ed evitare che servizi sociali comunali e sanitari dell’ASL lavorino a compartimenti stagni. “Taranto deve diventare una città in cui curarsi sia semplice e possibile”, insomma.

“Una città cresce davvero quando si prende cura delle persone che ci vivono – si legge nel programma – per questo proponiamo servizi che accompagnino i cittadini nella vita di ogni giorno. Tra questi l’implementazione del servizio agli anziani e l’estensione del supporto psicologico per tutti, centri diurni per adolescenti e preadolescenti che contrastino solitudine e dipendenze patologiche, ma anche percorsi in autonomia per le persone con disabilità”.

Una delle sfide più grandi per Taranto, nella visione offerta dal PD, è dare fiducia ai giovani, contrastare la dispersione scolastica e investire su attrezzature e strutture scolastiche. Ma anche educare alla legalità, sin da piccoli e nelle scuole, promuovere la cittadinanza attiva e combattere quelle criticità di carattere culturale che sono alla base di tanti disagi. Sulla questione dei nidi comunali Bitetti si era già espresso in precedenza, sostenendo l’importanza della gestione pubblica.

L’ambiente, last but not least, diventa asse portante del programma: “Ci batteremo per la promozione delle comunità energetiche (tema caro anche al M5S, ndr), la revisione della differenziata e la tutela del mar Piccolo anche in chiave turistica”. Una questione di equilibri, per Bitetti, che non deve mettere la salute dei tarantini in secondo piano.

Spazio anche alle periferie, agli immobili abbandonati, al commercio di prossimità da rivalutare anche in chiave tecnologica (basti pensare allo studente fuori sede che vuole ordinare il prodotto di una bottega tipica tarantina), ma anche all’industria di prossimità, come quella dei mitilicoltori, con i quali avviare la creazione di una vera e propria filiera che valorizzi i mitili tipici tarantini (non solo la cozza).

“Il PUG è un tema di grande attualità – aggiunge Bitetti – ci sono dettagli tecnici che si possono attuare subito per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

Nessuna promessa vaga ma proposte concrete e realizzabili, assicurano: “Taranto ha bisogno di cura ma anche di metodo e noi siamo pronti ad offrire entrambi”.

Infine, una battuta sullo sport: “Dedicheremo attenzione a tutti gli impianti sportivi – conclude il candidato sindaco – che sono la vera eredità dei Giochi. Il Taranto Calcio? Non conosciamo le risultanze della società ma proveremo a garantire un ritorno importante. Se il titolo tornerà nelle mani del primo cittadino seguiremo un iter molto trasparente: un bando di evidenza pubblica che possa attirare i migliori investitori, anche a livello internazionale, affinchè questo sport così amato dalla città possa tornare ai livelli che merita”.

 

2 risposte

  1. Che coraggio a vent’anni del vostro operato Taranto è l’ultima provincia d’Italia ed è verissimo ,non basta un vascello a farci sentire belli e bravi ,quando la realtà è catastrofica ,aria inquinata ,monnezza a gogò ,strade fatiscenti e tutto ciò che c’è di schifoso ,per non parlare della carenza di infrastrutture, veramente una scena pietosa ,che promesse volete ancora fare ..

  2. Sarebbe necessario distinguere la normale amministrazione dai progetti strategici di cui la città ha bisogno. La raccolta differenziata, i trasporti, la manutenzione stradale e la viabilità, i servizi ai cittadini, la riscossione dei tributi ecc. non richiedono miracoli ma capacità gestionale e pieno coinvolgimento dei dipendenti e della dirigenza. Per questo servono assessori che abbiano esperienze tecniche, organizzative e gestionali da individuare fuori dalle logiche spartitorie nelle coalizioni. Al tempo stesso servono strategie di lungo termine e programmi ambiziosi che devono scaturire dal confronto con tutte le forze politiche, sociali e associative dell’economia e del volontariato sociale. Infine sviluppare una forte azione di coinvolgimento della popolazione anche nell’iniziativa amministrativa che un tempo era favorita con i consigli di circoscrizione anche come luoghi di formazione politica per nuove leve di classi dirigenti. Ciò sarebbe tanto più necessario visto che i partiti si sono liquefatti

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