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Francesco Tacente, detto Checco, 42 anni, sposato, avvocato cassazionista, presidente dimissionario del Consorzio trasporti pubblici (Ctp), è il candidato sindaco di una serie di liste civiche (una di questa è la Lega di Salvini ammantata dal nome “Prima Taranto”) e dei Riformisti-Socialisti nelle cui fila si sono candidati diversi protagonisti dell’ultima consigliatura Melucci (Azzaro, Castronovi, De Martino, Di Todaro, Fornaro, Lussoso e Papa).
Tacente, forse perchè nelle prossime ore farà la sua prima uscita ufficiale da candidato sindaco, sceglie di “tenerci a distanza”. Risponde alle nostre domande ma non in presenza.
Cosa o chi l’ha convinta a scendere in questa competizione elettorale?
“Penso che, soprattutto in questa fase storica, ci sia bisogno dell’impegno di tutti. Non è tempo di delegare. Ho deciso di accettare i numerosi inviti che mi sono stati rivolti perché amo la mia città. Sono consapevole della criticità ma anche delle enormi prospettive che ha questo territorio. La città sarà chiamata ad affrontare sfide decisive nel prossimo futuro di fronte alle quali non possiamo rimanere indifferenti. Per questo ho deciso di mettermi in gioco”.
Come pensa di recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altri competitors, già in campagna elettorale da settimane?
“Siamo stati sempre in contatto con i cittadini anche lontano dai riflettori e dai megafoni, abbiamo lavorato per le liste, abbiamo costruito un programma condiviso. Siamo pronti per governare Taranto. Poi c’è un sondaggio pubblicato nei giorni scorsi da un’importante testata giornalistica economica, Italia Oggi, che mi vede primo. Sono rimasto sorpreso e lusingato perché siamo partiti in ritardo rispetto al nostro avversario di sinistra e noi ce la metteremo tutta”.
La sua coalizione, definita Terzo Polo, politicamente dove si colloca?
“Ho avuto già modo di dire che la nostra coalizione si fonda su un civismo partecipato, aperto al dialogo e al contributo di tutti a prescindere dal colore politico. Un impegno collettivo, per il supremo interesse della nostra comunità. Il nostro slogan, Meglio Ta!, è una vera e propria dichiarazione d’intenti. Ta è Taranto, la nostra città, al centro di un progetto di rinascita e sviluppo. Il Terzo Polo non ha mai portato da nessuna parte e non è sicuramente il nostro progetto, che è di larga coalizione, di ispirazione civica e moderata, che parte dal basso e che vuole garantire a Taranto la governabilità attraverso una forte impronta amministrativa. Taranto in questo momento ha più bisogno di amministrazione, molto meno di conflitti politici”.
Avere a sostegno partiti e liste eterogenee dal punto di vista della genesi politica può creare qualche difetto di coesione?
“No. Per noi invece può rappresentare una ricchezza. Attraverso il confronto e la condivisione delle scelte vogliamo garantire un governo cittadino stabile e duraturo che allo stesso tempo sappia dialogare con Bari come con Roma. Faccio notare che nella scorsa consiliatura tutti i problemi sono sorti nella coalizione di centrosinistra che all’inizio sembrava coesa”.
Avere dalla sua parte tanti candidati (una ventina, ndr) che hanno fatto parte del Melucci bis non è contraddittorio rispetto ai propositi di cambiamento e di discontinuità con il passato?
“Rispetto al passato, il proposito di cambiamento e discontinuità deve partire da una gestione più collegiale dei rapporti di maggioranza e da un ritrovato rapporto con i cittadini. Il Consiglio comunale è stato sciolto per ragioni politiche, non perché il sindaco è stato defenestrato a seguito degli effetti del dissesto o di un arresto. Evidentemente il primo cittadino uscente non ha saputo tenere unita la sua maggioranza. In tanti, che credono di rifarsi una verginità, stanno in massa a sinistra e hanno consentito a Melucci di governare Taranto per ben due mandati”.
Diventasse sindaco quale sarebbe il primo provvedimento che firmerebbe?
“Potrebbe essere quello relativo alla vicenda legata agli asili nido, assurta alla ribalta della cronaca prima di Pasqua, che va risolta subito. Ma una delle prime cose che faremo sarà riaprire Palazzo degli Uffici perché è l’emblema della rassegnazione di questa città che combatteremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione”.
Raccolta differenziata, i suoi avversari politici Bitetti e Lazzaro sostengono che vada rivisto il sistema. Lei di che parere è?
“Del loro stesso parere se ritengono che debba essere aumentata la raccolta differenziata e migliorato il decoro urbano, come richiedono i cittadini. Colgo l’occasione per ringraziare i dipendenti di Kyma Ambiente per l’egregio lavoro garantito in questi giorni di grande afflusso di persone in città per gli eventi concomitanti dei Riti della Settimana Santa e della presenza dell’Amerigo Vespucci”.
Ci illustri tre punti cardine del suo programma
“In ordine alfabetico: Taranto accogliente, Taranto sostenibile e Taranto smart. Sono i tre punti principali del nostro programma che illustrerò in occasione dell’apertura ufficiale della campagna elettorale”.
In caso di ballottaggio sarebbe disposto ad accettare alleanze fuori dal suo attuale recinto politico?
“Il ballottaggio lo decidono i cittadini elettori e non i partiti, ma comunque è prematuro parlare di questo tema. Ora è il tempo in cui dobbiamo proporci ai cittadini per quello che intendiamo realizzare. Avverto molto affetto e condivisione attorno a me e alla nostra larga coalizione”.
Come pensate di (ri)coinvolgere coloro i quali nelle ultime amministrative si sono astenuti?
“Andare a votare è un diritto, ma prima di tutto è una responsabilità. In un tempo in cui la sfiducia rischia di allontanarci dalla vita pubblica, scegliere di partecipare è un atto di coraggio e di consapevolezza. Ogni voto conta. Ogni voce ha valore. Il futuro non si costruisce da spettatori, ma da protagonisti. Noi, a differenza di altri che sono perimetrati da steccati, ci rivolgiamo a tutti i tarantini”.
Perché un elettore tarantino dovrebbe votare per Tacente?
“Per la visione di futuro che è pronta a garantire la nostra coalizione, perché vogliamo stabilire un patto con gli elettori, per il segno concreto di impegno civico verso la comunità, verso i giovani e le donne in particolare, forti dei nostri principi in cui crediamo. E perché i tarantini sono davanti a una scelta: tra il vecchio e il nuovo”.

Tacente sembra vivere in un mondo parallelo, in un’altra Taranto. Glisso, per carità di patria, sul sondaggio che lo darebbe al primo posto e sui tantissimi peones della politica locale che lo sostengono, tanto basta attendere il 25 maggio per vedere cosa accadrà realmente, ma addirittura lodare Kyma ambiente mi sembra operazione quantomeno azzardata, non foss’altro che i cassonetti straboccano di spazzatura e che la città è sporca come non mai. Non a caso, il commissario prefettizio Giuliana Perrotta ha recentemente richiamato a un maggiore impegno operativo i vertici aziendali. Dica piuttosto se intende riconfermare il presidente Mancarelli e quali provvedimenti adotterà per il corpo dei vigili urbani che, guarda caso, da quando è stato nominato un nuovo comandante (sempre dal commissario) si vede per la prima volta, dopo dieci anni e più, sulle strade. Questi sono gli aspetti che interessano agli elettori, non la fuffa di Taranto smart, accogliente e sostenibile, slogan da campagna elettorale del tutto privi di contenuti, altro preoccupante punto di contatto con le passate giunte Melucci.
Ci interessano i candidati che parlano del futuro con i protagonisti del passato ormai remoto. In ogni caso se il “nostro” intende gestire l’amministrazione comunale come ha gestito il consorzio trasporti c’è poco da stare allegri. Questo lo dico quale cittadino utente del trasporto pubblico che utilizzando il servizio per motivi di lavoro ho potuto usufruire dei vari disservizi. Comunque vedremo, come diceva mio nonno quando ormai aveva perso completamente la vista.