“L’Ilva di dieci anni fa non è l’Ilva di oggi”

 

ll ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti a Taranto per appoggiare il candidato sindaco Lazzaro
Posted on 17 Maggio 2025, 14:47
3 mins

Dopo la toccata e fuga di un mese fa circa al Castello Aragonese per Giochi del Mediterraneo e nave Vespucci, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Toti è tornato a Taranto per appoggiare la candidatura a sindaco della coalizione di centrodestra di Luca Lazzaro.

Si è parlato di Cis: “Il motore l’accenderemo molto presto anche perché mi pare che sia un motore che da qualche anno non è che dia il massimo, visto che è stato istituito nel 2015, siamo nel 2025, abbiamo progetti per la metà dei 1.500 milioni a disposizione, Dopodiché siamo in buone mani perché l’onorevole Dario Iaia è una persona perbene e capace” e soprattutto della vicenda ex Ilva che tiene banco in questi giorni più del solito: “Noi siamo fortemente preoccupati come governo perché come è noto abbiamo in questi due anni e mezzo fatto un percorso assieme ai sindacati perché riteniamo che l’Ilva debba tornare ad essere l’Ilva che è stata, ovviamente coniugando però questo con la salute e la tutela dell’ambiente. Chiunque voglia fare un paragone, l’Ilva di dieci anni fa non è l’Ilva di oggi”.

“Siamo in trattativa, direi sulla fase conclusiva, perché un privato, un soggetto privato si facesse carico dello stabilimento ex Ilva  con una  presenza dello Stato. Ci pare che negli ultimi giorni siano accaduti fatti che, senza voler aprire fonti polemici, ma documentalmente provano che vi è stato qualcosa che poteva essere evitato”.

Su Lazzaro l’endorsement è deciso: “Vi sono due alternative Una tutto cambia perchè nulla cambi E questo è qualcosa che Taranto conosce ormai da diversi anni. L’altra è Luca Lazzaro, Con lui cambia Taranto, ma per davvero. Le divisioni nel centrodestra a livello locale ( la Lega che appoggia un altro candidato sindaco, Tacente, ndr)? Le vie del Signore sono infinite, quelle degli elettori invece sono decisive”.

 “Taranto è nelle condizioni per poter fare un grande salto di qualità in avanti. Ci sono 750 milioni di euro del Just Transition Fund, ci sono i 300 milioni del gioco del Mediterraneo, ci sono tutti quei soldi ancora da impegnare per quanto riguarda la vicenda del CIS, ci sono le risorse del PNRR, quindi possiamo dire, senza temere smentite,  non mancano i soldi perché questa città  possa ripartire alla grande”.

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