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Anche l’assessore regionale ai Trasporti, Debora Ciliento, sta partecipando in questi giorni di campagna elettorale ad incontri e dibattiti che hanno dei temi che sono molto cari ai tarantini da tempo e non solo in questo preciso momento.

Uno di questi temi è quello per il quale il nostro giornale si batte da sempre ossia liberare Taranto dall’isolamento territoriale in cui si trova, considerate le note questioni che riguardano l’aeroporto di Grottaglie, gli scarsi collegamenti ferroviari e l’autostrada che termina a 25 km dal capoluogo jonico.

A tale quesito ecco la risposta prudente dell’assessore: “Io credo che gli investimenti che stiamo portando su Taranto sono frutto proprio di una veduta futura che può sicuramente favorire maggiori collegamenti e parliamo del rifacimento della rete ferroviaria o dell’aeroporto di Grottaglie. Su Taranto abbiamo una particolare attenzione perché c’è bisogno proprio di informare sullo stato delle cose, soprattutto quando si parla di trasporti e collegamenti. È il caso di queste settimane, se parliamo in ambito ferroviario (i lavori sulla tratta Taranto-Battipaglia), dove ci sono delle chiusure temporanee che a lavori ultimati daranno quell’input per avere un collegamento sempre più sicuro e idoneo. E quindi in questa direzione stiamo lavorando sotto tutti gli aspetti:  ferroviario, stradale e perché no anche dell’aeroporto, perché è importante per Taranto avere una visione di insieme che va dal porto all’aeroporto sia legato all’ambito turistico che a quello logistico”.

A proposito di ambito turistico, lei sa che un visitatore che scende all’aeroporto di Brindisi, che giunge a Taranto e vuole recarsi con i mezzi in una località balneare del litorale orientale jonico ci impiega ben quattro ore in media da quando scende dall’aereo a quando scende dal bus Ctp, per tutta una serie di coincidenze mancanti?

“Su questo va fatto sicuramente un approfondimento che è fondamentale, un lavoro che stiamo facendo in assessorato è proprio quello di provare a capire quella interconnessione tra trasporto ferroviario e trasporto su gomma trova coincidenza con gli orari di tutto un sistema di trasporti. Abbiamo certamente notato in diverse situazioni che magari la rete ferroviaria ha cambiato degli orari che non sono stati comunicati a sua volta in maniera tempestiva a chi si occupa dei trasferimenti su gomma e quindi questo non permette un interscambio adeguato.

Una figura importante, in questo ambito, che aiuta a gestire tutta questa rete è il Mobility Manager, proprio perché ha una competenza specifica a gestire queste cose.

In questo momento mi rendo conto che c’è bisogno proprio di un cambio culturale nell’approccio trasportistico, che è quello di dire se io devo dare un servizio e c’è una rottura di carico, come tecnicamente si chiama, da un mezzo di trasporto all’altro, devo fare in modo che questa complementarietà debba essere garantita. Ovviamente se per percorrere 100-150 km sono necessarie 4 ore, c’è qualcosa che non va e bisogna capire nell’anello di congiunzione qual è quell’aspetto che non va e cosa fa rivisto. Lo stiamo facendo in tanti territori, spero di poterlo avviare anche qui con l’aiuto della nuova Amministrazione comunale.

Nell’incontro al quale lei ha partecipato si è fatto cenno ai lavori alla stazione ferroviaria di Taranto (presentati in pompa magna lo scorso dicembre, ndr). Ci può dire a che punto sono dato che le notizie sono davvero poche?

“Siamo in contatto con RFI. Loro nella tabella di marcia non ci hanno evidenziato particolari difficoltà, ovviamente adesso chiederò un approfondimento visto quello che mi è stato segnalato (lavori a rilento, ndr). Abbiamo in agenda un incontro con loro proprio sull’argomento grandi stazioni. Capiremo a che punto è tutto il progetto, perché nel caso di Taranto parliamo di integrazione tra diversi tipi di progetti (”quota parte PNRR e quota parte Piano Integrato Stazioni di RFI, ndr).

2 Responses

  1. Come al solito risposte vaghe e prive di reali contenuti per la nostra Taranto,che da seconda città della Puglia viene trattata neanche fosse il paesotto di periferia e questo non va affatto bene ,le uniche certezze rimangono una qualità della vita tra le più basse d’Italia ,tanta inciviltà ,monnezza e rappresentanti che non sanno neanche dove si trovi Taranto, che al solo pensiero di quei preziosissimi dodicimilaeuro sono pronti a fare carte false a scapito dei cittadini ,gli stessi che sicuramente non andranno ad esprimere il voto tra qualche giorno . Per cui chiediamo all’assessore regionale di darci risposte concrete non baggianate come sempre .

  2. L’assessore Ciliento ha fatto bene a puntualizzare: la chiusura della ferrovia Taranto-Potenza-Battipaglia e’ dovuta ai lavori di messa in sicurezza della linea; nessun potenziamento infrastrutturale e tecnologico, nessuna velocizzazione, nessuna variante di tracciato. Finalmente e’ stato sostituito il vecchio ponte in ferro sul fiume Lato, hanno allungato i marciapiedi di diverse stazioni come quella di Eboli, hanno messo in sicurezza alcuni tratti della linea soggetti a movimenti franosi…ma nessuna velocizzazione. A quanto pare, i fondi del PNRR per l’alta velocita’ destinate alle linee del Sud (tra le quali figurava anche la Taranto-Salerno…), saranno dirottati altrove. Comunque, da domenica 1 giugno, tornano le due coppie di Intercity Taranto-Reggio Calabria, i cui tempi di percorrenza pero’ restano biblici (6h e 15 minuti quello del mattino e 6h e 45 quello del primo pomeriggio); questo perche’ continuano ad essere instradati sulla vecchia e lenta ferrovia Jonica; utilizzando il tratto tirrenico invece, da Taranto a Reggio Calabria occorrerebbero appena 5 ore (favorendo anche la coincidenza con i treni da e per la Sicilia ora impossibile). La beffa pero’ arrivera’ il 2 luglio, quando torneranno in servizio i treni sulla tratta Taranto-Potenza-Battipaglia. L’ intercity del mattino per Roma, impieghera’ 5 minuti in piu’, mentre quello del primo pomeriggio ben 10! Fortunatamente tornera’ in servizio il frecciarossa Taranto-Roma-Milano-Torino, unico collegamento veloce a disposizione del capoluogo jonico, visto che l’ omologo Taranto-Bari-Milano impiega ben 9 ore, in quanto nel tratto Bologna-Milano effettua tutte le fermate come un normale intercity…la tariffa pero’, e’ quella salatissima applicata alle frecce. Una vera presa per i fondelli ai danni dei cittadini jonici. Ah…dimenticavo: i treni Taranto-Martina Franca e viceversa, continuano ad impiegare 1 ora per coprire il tragitto di 35 km, a causa della mancata installazione del Sistema Controllo Marcia Treno, obbligatoria all’indomani della tragedia che costo’ la vita a 23 persone sulla Andria-Corato. Per la cronaca, i martinesi da ben 6 anni non hanno piu’ a disposizione i treni per Bari, adesso neanche quelli per Lecce…il tutto fino a data da destinarsi…prima della fine del mondo, spero…
    “Cercasi politici jonici a cui stiano a cuore le sorti di Taranto e provincia!!!”
    Cordiali saluti,
    Giuseppe (Martina Franca)

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