Ascolta l’audio dell’articolo

Il presidente di Confindustria Taranto non si sbilancia. “Penso che entrambi i candidati alla carica di sindaco siano persone all’altezza. Non è fondamentale solo il futuro sindaco ma la squadra che lo sorreggerà”. Il numero uno degli industriali tarantini Salvatore Toma, designato nei giorni scorsi vicepresidente di Confindustria Moda con delega al Centro Sud, accetta di rispondere alle domande del corriereditaranto.it affrontando i principali temi economici e politici. Dall’incarico di prestigio ricevuto in seno a Confindustria nazionale alla questione ex Ilva, fino alle richieste che l’associazione rivolgerà alla nuova amministrazione comunale.

Presidente, partiamo dalla fine. Prima delle elezioni aveva sostenuto la necessità di “trovare una figura politicamente non ricattabile, di alto livello, preparata, con una visione di futuro”. Ora che si è arrivati al ballottaggio che considerazione fa e cosa si aspetta dalla nuova amministrazione?

“Noi non parteggiamo per nessuno. Abbiamo dato a tutti i candidati sindaco, quindi anche ai due che si sfideranno al ballottaggio, un documento che fissa punti che riteniamo prioritari con cui chiediamo un tavolo permanente per confrontarci sulle opportunità del territorio. Noi come Confindustria Taranto vogliamo dare il nostro contributo attivo”.

Passiamo alla questione ex Ilva. I tempi della trattativa per l’acquisto da parte di Baku Steel sono destinati a dilatarsi. Questo è un motivo di preoccupazione?

“Non ci sorprende perché essendoci stato un incidente di percorso con l’incendio all’altoforno che non era possibile prevedere sicuramente il negoziato non si potrà chiudere entro luglio come si pensava. Adesso dobbiamo tutti lavorare affinché si possa chiudere il passaggio entro la fine dell’anno. Già il fatto stesso che c’è ancora una trattativa è positivo, ma i potenziali investitori sono stati molto chiari. Hanno indicato tre condizioni che reputiamo giuste, cioè di avere il rilascio dell’Aia e il ministro Urso ha detto che dovrebbe arrivare entro 30 giorni, le autorizzazioni per un rigassificatore prima che si raddoppi la linea della Tap per procedere alla decarbonizzazione e all’utilizzo del forni elettrici e che lo stabilimento continui a produrre, anche se a basso regime”.

Nei giorni scorsi, ha rivolto un apprezzamento nei confronti del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano sull’apertura al confronto sui tempi della decarbonizzazione e del rilancio del Siderurgico? Perché?

“È stato un discorso molto intelligente il suo perché noi siamo convinti che lo Stato centrale, la Regione, la Provincia e, ci auguriamo dopo questo ballottaggio, la nuova amministrazione comunale, debbano lavorare in sinergia con gli stakeholders del territorio. Partiamo dalla Camera di commercio che rappresenta tutto il mondo delle aziende, poi tutte noi associazioni. È quello che abbiamo chiesto al nuovo sindaco, chiunque sarà, ovvero un tavolo di lavoro permanente per discutere delle problematiche e delle prospettive del territorio”.

C’è stato ultimamente un tavolo sull’indotto. Per le imprese che tipo di tutele avete chiesto?

“Io penso che bisogna fare un discorso più ampio. Questi tavoli, questi incontri servono sì ma relativamente. Questo territorio ha bisogno di un tavolo ampio, che non pensi solo alle problematiche immediate ma abbia anche una visione di futuro. È importante coinvolgere tutti: dal mondo imprenditoriale ai sindacati al mondo del sociale soprattutto. Pensiamo al fatto che in questi 60 anni lo stabilimento, considerato a parole di interesse nazionale,  ha vissuto un conflitto con il territorio, conflitto che secondo noi non è giusto che continui. Anzi, si devono creare delle sinergie e dobbiamo essere bravi a far sì che ciò avvenga”.

Presidente Toma, questa nomina a vicepresidente di Confindustria Moda con delega al Centro Sud è un motivo d’orgoglio. Come nasce?

“È una gratificazione che arriva dopo 40 anni di lavoro nel mondo del tessile-moda. Ma al di là del lato professionale, questo incarico per il centro sud mi permette di dare anche un valore aggiunto al territorio e alla Puglia in particolare”.

Come agirà in maniera operativa?

“Io starò nella stanza dei bottoni per così dire, con la nuova squadra e il nuovo presidente Luca Sburlati. Siamo sette vice presidenti e ognuno ha un ruolo specifico. Io mi occupo del centro sud e sicuramente le PMI del centro sud hanno bisogno di crescere. Hanno un grande potenziale e io mi occuperò di questo, di creare sinergie con i colleghi del nord e avviare le interlocuzioni con il tavolo della moda al Mimit”.

Qual è lo stato di salute del settore moda in Italia e nel meridione?

“Il 2024 si è chiuso purtroppo con un -10%: da 104 miliardi di esportazione siamo passati a 90 circa. Ma dobbiamo creare le basi per invertire la tendenza. Il 2025 sarà un anno di transizione e si prevede nel 2026 una crescita. Ma la crescita riguarderà la fase innovativa. C’entrerà molto la sostenibilità, l’intelligenza artificiale, l’innovazione delle aziende. Noi vogliamo che al sud si crei un hub importante sulla sostenibilità del tessile-moda, il settore che per ultimo è arrivato ad approcciare questi discorsi. Perché non creare un hub in Puglia, a Taranto, con i fondi del Jtf che si potrebbero sfruttare per questa sfida? Noi ci crediamo”.

2 Responses

  1. Poteva essere utile sapere dal presidente Toma quali sono i progetti e gli investimenti che le imprese di Taranto hanno in mente di fare in quali settori e per quanta occupazion? Si parla di Ex ILVA e appalti o arsenale o siderurgia. Ma loro quanto investono nei settori strategici non è dato sapere. Certo appalto e prestazione di mano d’opera è facile e tutti possono fare gli imprenditori in questo modo.

  2. Sono pienamente d’accordo! Imprenditori del sud vanno quasi tutto sul sicuro. Appalti a gogo, possibilmente a scarso contenuto professionale e tecnologico. Ma, fatte salve le dovute eccezioni, cosa producono e vendono sui mercati?

Rispondi a giogio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *