Il rischio astensionismo era alto, la disaffezione dalla politica e l’estate che sboccia hanno inciso stando a vedere il dato di affluenza la ballottaggio riferito alle ore 23.00 di domenica 8 giugno che è del 33.74% contro il 42,57% alla stessa ora del primo turno.

Urne aperte anche domani, lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15.

Come sempre, sono 191 le sezioni. Al primo turno per le amministrative su 160.884 potenziali elettori, i votanti sono stati 90.974 (56,55%); schede nulle 2.592; schede bianche 438, schede contestate 19.

Al ballottaggio per le amministrative si sfideranno Piero Bitetti, candidato del centrosinistra, e Francesco Tacente, sostenuto da una coalizione civica che ha ufficializzato l’apparentamento con il centrodestra.

Un secondo turno che arriva al termine di una settimana ad alta intensità politica, segnata da movimenti strategici e alleanze che ridefiniscono il perimetro della competizione.

Il centrosinistra, che al primo turno ha ottenuto il 37,39% dei voti con Bitetti, non è riuscito a ricomporre formalmente il campo largo. Il Movimento 5 Stelle, con l’11% raccolto da Annagrazia Angolano, ha infatti ribadito la scelta di non entrare in alcuna maggioranza e di restare all’opposizione, rinunciando all’apparentamento e agli incarichi di governo. Tuttavia, pur restando fuori dalla futura amministrazione, i vertici pentastellati hanno invitato i propri elettori a sostenere Bitetti al ballottaggio, per contrastare l’eventualità di una vittoria del centrodestra.

Dall’altro lato, Francesco Tacente e la sua coalizione diventata ancora più larga. Dopo aver chiuso il primo turno al 26,14%, l’avvocato tarantino, presidente dimissionario del Ctp, ha incassato il sostegno ufficiale di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e Udc, siglando un apparentamento formale con le forze che avevano sostenuto Luca Lazzaro (fermatosi al 19,40%).

Una mossa che ha ridisegnato il progetto inizialmente presentato esclusivamente come civico (tra le sette liste iniziali comparivano anche Udc e Riformisti Socialisti, mentre la Lega ha sostenuto il candidato senza simbolo ma con la dicitura Prima Taranto).

Mirko Di Bello, a capo della coalizione di civiche adesso, che al primo turno ha sfiorato il 5% con 4500 preferenze, non ha dato indicazioni di voto ma ha sottoposto ai due contendenti al ballottaggio una “sottoscrizione d’impegno pubblico”, composta da cinque punti, da sottoscrivere integralmente o parzialmente. L’altro candidato sindaco Mario Cito ha postato il manifesto “Io amo Taranto, io voto Bitetti”, che un tempo lontano si candidò con At6 Lega d’azione Meridionale.

La sensazione è che la partita sia aperta: l’ultima parola spetta agli elettori. Si vota, come detto, anche per i cinque referendum. I promotori – Cgil e Comitato per la cittadinanza – chiedono di abrogare parti di leggi attualmente in vigore in materia di contratti, licenziamenti, sicurezza negli appalti e accesso alla cittadinanza italiana.

Quattro quesiti intervengono direttamente sull’organizzazione del mondo del lavoro, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare diritti e tutele per i lavoratori. Il quinto, invece, propone di dimezzare da dieci a cinque anni il periodo di residenza legale richiesto agli stranieri extracomunitari per poter richiedere la cittadinanza italiana.

Trattandosi di referendum abrogativi, votare “Sì” significa voler cancellare le norme attuali; votare “No” equivale a mantenerle. L’elettore che rifiuta di ritirare tutte le schede non può essere conteggiato tra i votanti della sezione. Non concorre cioè al raggiungimento del quorum. Perchè il referendum sia considerato valido è necessario raggiungere una partecipazione del 50%+1 degli aventi diritto.

Partecipazione, appunto, resta la parola chiave. Ed anche per il referendum il dato è preoccupante: 22,19 il dato nazionale (24,63% il dato della provincia di Taranto).

 

2 Responses

  1. Ben detto! Andare a votare sempre e comunque. Non concedere deleghe in bianco a nessuno e pretendere dalla propria parte politicae, in questo caso dal candidato sindaco, il rispetto degli impegni assunti. Sia che vinca sia che vada all’opposizione. Per quanto riguarda i referendum, lo ripeto per gli sfiduciati che dicono: “tanto decidono quello che vogliono” che in questo caso non vale per la semplice ragione che con i referendum decidiamo noi, sia che vincano i Si sia il contrario. Infatti chi vince decide di confermare o abrogare le leggi poste nel quesito.

  2. Signora Angela, grazie per le sagge parole. Mi chiedo perché i politici non parlanoo chiaro se veramente ?vogliono favorire la partecipazione

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