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La sfida più importante, tra le tante che attendono Piero Bitetti neo sindaco di Taranto c’è quella di far tornare universale la carica che ricoprirà. In sintesi essere veramente il sindaco di tutti i tarantini e non solo dei tarantini di centrosinistra. Al ballottaggio è stato votato da 39.512 elettori (32.875 al primo turno) sui potenziali 160.884 aventi diritto al voto, ossia una percentuale del 24,56%.

Il che significa che è stati eletto da un tarantino su quattro. Considerato che degli altri tre che non lo hanno votato, quasi più di due si sono astenuti (circa il 55%, mentre il 20,37% ha votato per Tacente), occorre recuperare il consenso proprio di chi ha preferito restare a casa.

Bitetti riparta dall’ordinaria amministrazione- non ce ne vogliano gli impegnati di destra, di sinistra e del Movimento 5 stelle – perché occorre prima normalizzare una città. Obiettivo questo trasversale, ossia che interessa ogni cittadino, di qualunque orientamento politico.

Dunque, strade e marciapiedi puliti, giardini, piazzole e aiuole curate, una raccolta differenziata con criteri adeguati alla realtà di ogni quartiere. E poi si implementi il numero di parcheggi al Borgo e si rendano maggiormente vivibili le periferie (“perchè nessuno deve essere lasciato indietro”).

Per i grossi temi un sindaco non può incidere direttamente, parliamoci chiaro. Su quello che chiede il Movimento 5 Stelle (da questione ex Ilva a questione dissalatore) si può dare un indirizzo politico, si possono fare delle battaglie comuni, si può fare pressione politica sugli enti che prendono decisioni a livello regionale e nazionale.

Nel frattempo Bitetti assembli una Giunta composta da gente competente, che abbia doti manageriali e visioni comuni. Basta con gli improvvisati in settori strategici come il turismo, ad esempio. La vera discontinuità sta proprio in questo. Avendo maturato in venti anni e più esperienza politica, avendo studiato dall’interno la macchina amministrativa comunale, metta a frutto quello che ha detto in campagna elettorale.

“Siamo pronti a governare questa città anche domani”. Ecco dalle parole si passi ai fatti e si dia un segnale chiaro di discontinuità considerato che 15 dei 32 protagonisti della scorsa consiliatura sono rientrati in lizza (8 di maggioranza, sindaco compreso e 7 di opposizione).

IPOTESI CONSIGLIO NUOVO CONSIGLIO COMUNALE

Sono 32 i seggi totali, oltre lo stesso Sindaco Piero Bitetti.

Maggioranza – 20 seggi (in neretto i consiglieri riconfermati)

Opposizione – 12 seggi ( in neretto i consiglieri riconfermati):

4 Responses

  1. Il fatto che il sindaco sia stato eletto con i voti di un quarto degli aventi diritto al voto corrisponde a quanto è accaduto per l’elezione dell’attuale governo a causa della bassa percentuale di votanti e non mi sembra che questo sia il governo di tutti. Purtroppo i sistemi di votazione sono assai squilibrati, vedasi referendum dove potrebbero votare fino a 25 milioni di persone e l’esito resterebbe nullo, mentre alle elezioni politiche può votare anche un quarto di italiani e viene eletto il parlamento che può fare e disfare tutte le leggi che vuole. Difatti i pochi strumenti democrazia diretta non funzionano, vedi pure le leggi di iniziativa popolare che dal dopoguerra a oggi non sono mai arrivate in discussione alle camere. Adesso si vuole innalzare il numero di firme per i referendum. Bene, ma allora bisogna eliminare il quorum come avviene altrove. Servirebbe rivedere tutto il sistema elettorale compreso il numero dei mandati per tutte le cariche istituzionali. Appare assurdo che un sindaco e un presidente di regione non possono superare due mandati, mentre un deputato, un senatore, un ministro, il presidente del consiglio e persino il presidente della repubblica non hanno alcun limite. Dite voi!!

  2. Taranto rimane sempre la città più invivibile d’Italia,non ultimo i cinghiali a lido azzurro su una scia di monnezza che è diventato il nostro simbolo …al sindaco tanti soldi i tarantini paganti monnezza e tanta tristezza ,poveri a noi .

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