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La battuta sarcastica rivolta agli avversari politici da parte del Presidente della Regione Emiliano: “D’altra parte, mezzo centrosinistra stava col centrodestra. Quindi se non hanno vinto manco questa volta, vuol dire che proprio non ce la possono fare” – la dice lunga sull’occasione sprecata di vincere le elezioni amministrative a Taranto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega camuffata da lista civica (“Prima Taranto”) + gli esodati melucciani (Riformisti-Socialisti).
A destra sono stati dei veri e propri pasticcioni, roba da proporre di azzerare tutte le cariche locali (regionali, provinciali e cittadine). A febbraio hanno contribuito a far cadere il Melucci bis, poi ,anziché convergere su un unico nome da presentare come candidato sindaco, hanno temporeggiato oltremodo sui tavoli romani per trovare un accordo comune che non è mai arrivato.
Risultato? Mentre gli altri si erano già organizzati, la montagna ha partorito due topolini: Lazzaro, candidato del centrodestra vero e coerente, Tacente, candidato di un minestrone di stampo civico e moderato (con la Lega dentro…).
Effetti? Campagna elettorale cominciata in grave ritardo, dispersione di voti e risultati anemici (Fratelli d’Italia passa dal 6% del 2022 all’ 8% tanto per fare un esempio), nonostante un buon recupero del candidato partito con più terreno da recuperare (Lazzaro). Per condire una proposta insipida una pletora di ministri scesi a Taranto che non ha spostato gli equilibri mentre, tra i “cugini”, una fugace apparizione di Salvini e un’imbarazzante decima a distanza di Vannacci hanno completato l’opera.
Questa destra pasticciona poi che fa? Dopo i distinguo piuttosto clamorosi tra la coalizione a sostegno di Lazzaro rispetto a quella dei “cugini” di Tacente – primo fra tutti quello del ministro Crosetto: “Il centrodestra ha fatto bene a rompere con altre liste e coalizioni conservando in tal modo dignità e coerenza”, “Taranto è di fronte alla scelta tra futuro e rifiuti (frase sibillina…, ndr)” – al ballottaggio, quelli della vera destra decidono di sputtanarsi la coerenza e di apparentarsi ufficialmente con Tacente & soci, facendo storcere il naso a una parte di elettorato, mentre l’altra se lo turava e votava.
“Per poter cambiare Taranto c’era bisogno di avere coraggio nelle scelte”, abbiamo ascoltato, ieri sera, dal comitato di Tacente. Bene, bravi! Ora, però, siete rimasti con uno stuzzicadenti in mano…

Troppo tardi ,i candidati sbagliati …i tarantini sono masochisti ,ignavi e ormai preferiscono ribellarsi gettando per strada i rifiuti piuttosto che dire basta bisogna cambiare ( i politicanti son tutti uguali ) ma scegliere chi è stato già al potere e ci ha portato ad essere la città peggiore d’Italia ,cosa possiamo auspicare per il prossimo lustro ,adesso staremo a vedere .. per il centro destra preparatevi alle regionali ,altrimenti sappiamo già chi la spunterà …
Buongiorno
I miei amici del centrodestra si sono comportati in maniera coerente con quello che sono: “rompiscatole inconcludenti”.
Detto così non fa tanta scena ma se utilizziamo il vernacolo tarantino avremmo i seguenti termini “cacacazz stuedec”.
Il significato è lo stesso, ma il risultato è differente.
Alla prossima tornata elettorale ricordatevi e ricordiamoci cosa avete combinato a giugno 2025.
Saluti
Vecchione Giulio
So ragazziii!