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Sulla composizione della nuova Giunta al Comune di Taranto sembrano pesare anche gli sviluppi relativi alle candidature alle elezioni regionali in autunno.

Su questo versante al momento pare che l’ex sindaco di Bari, Decaro non si candiderà più per ricoprire il ruolo di governatore della Regione Puglia, per due motivi principali: il primo è che il Pd non vuole che lasci Bruxelles, in virtù del fatto che detiene la presidenza della Commissione Ambiente, che di fatto è la più importante di tutte. Quindi sia a livello nazionale che l’intero eurogruppo vorrebbe salvare questa posizione. Il secondo è che Decaro ha già detto più volte che non intende candidarsi se gli ex governatori Emiliano e Vendola, a loro volta, si candideranno a consiglieri regionali (con elevate possibilità di essere eletti, ndr). I famosi “tutor” sarebbero ingombranti specie se si vuole aprire un nuovo corso.

È chiaro che senza Decaro in Regione gli scenari cambiano, anche perché sembrava in rampa di lancio l’assessore (dimissionario) alle Attività Produttive Delli Noci, che, a causa dei guai giudiziari, ora è fuori gioco.

Quindi quello che appariva chiaro e scontato ora non lo è più e la faccenda si complica considerato che diversi eletti in Consiglio comunale a Taranto hanno intenzione di candidarsi in Regione, ma senza sicurezza sulla guida principale al momento nessuno esce allo scoperto

Venendo al nuovo sindaco Bitetti: vorrebbe assegnare il ruolo di capo di gabinetto alla Gira (sua fedelissima nel movimento CON), mentre a Cataldino andrebbe un assessorato come esterno (altro fedelissimo). Florido resterà un semplice consigliere personale. Lui stesso ha smentito voci riguardo diversi incarichi di carattere ufficiale. Resterà sullo sfondo

Il Pd avrebbe chiesto la presidenza del Consiglio, il ruolo di vicesindaco e due assessorati ma Bitetti avrebbe risposto al momento di no. Per la presidenza il Pd avrebbe indicato Giorno (il consigliere più suffragato), mentre vicesindaco vorrebbe farlo Di Gregorio.

L’altro consigliere forte del Pd, Lonoce, invece spinge per avere un assessorato (Lavori Pubblici ?). Ciò comporterebbe l’entrata in Consiglio almeno di Contrario. Insomma l’ago della bilancia resta il Pd che ha le sue correnti interni che vorrebbero essere soddisfatte.

Con ha eletto quattro consiglieri e potrebbe avere due assessorati: questo farebbe entrare in Consiglio Patano (che insieme a Mele contribuì a fare cadere il Melucci essendo due uomini di Bitetti) e Russo.

Per Demos, Liviano, nel caso avesse un assessorato, farebbe scattare in Consiglio Lorusso. La lista civica “Per Bitetti”, rivendicherebbe un assessorato (Cosa) e in questo caso entrerebbe in Consiglio comunale Festinante.

Unire Taranto ha eletto due consiglieri (Lincesso e Boccuni) e se dovesse avere un assessorato entrerebbe in consiglio Vitale.

Infine, c’è la questione delle partecipate. Se Bitetti le azzera, come ha premesso in campagna elettorale, si libererebbero le presidenze e i posti in Cda. Ma al momento né Mancarelli né D’Ambrosio hanno intenzione di dimettersi.

Insomma, la strada per chiudere il cerchio è meno in discesa di quel che si pensava e come scrivevamo in un altro articolo, ci vorrà ancora del tempo per avere una nuova Giunta.

3 risposte

  1. Buongiorno.
    Riescono a comprendere i nostri eroi perché i cittadini si astengono dal voto?
    Se i progetti di governo della città si facessero prima delle elezioni, non ci sarebbero tanti equilibristi, saltimbanchi e probabili ricattatori.
    Ci sono personaggi oramai molto noti, che da anni ruotano intorno alle poltrone di Palazzo di Città, a cominciare dal neoeletto Sindaco. Forse, è ora che vadano a svernare altrove, non per mero capriccio, ma perché hanno ampiamente dimostrato inettitudine nella funzione amministrativa. E non si dica che non esistono alternative. I cttadini non cercano nomi nuovi, ma solo capacità gestionali, rapidità operativa e onestà intellettiva.
    E mentre loro fanno i funamboli e prendono tempo, la città langue tra servizi appena sufficienti, aumenti di tasse, sudiciume e vandalismi.

  2. Siamo un feudo di Bari , questi signori non hanno alcuna libertà politica.
    Sono legati mani e piedi dalle dinamiche degli Emiliano&co
    Siamo commissariati da tempo, tutto abbastanza visibile lo spettacolo indecoroso al quale assisteremo, ora e nei prossimi mesi.
    La Città è una discarica a cielo aperto.

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