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Non comunicare nulla dal 5 giugno scorso (il riferimento è alla pagina Facebook), salvo poi farlo quando si ha tutta l’opinione pubblica contro e la città, soprattutto il Borgo, è stracolma di rifiuti, con l’aggravante di temperature vicine ai 40 gradi sa di toppa peggio del buco: “Kyma Ambiente informa che nei giorni scorsi a seguito di fermi tecnici che hanno interessato alcuni mezzi aziendali presso l’impianto di conferimento, non dipendenti da fattori ascrivibili alla nostra Società, si sono registrati, purtroppo, rilevanti ritardi nella raccolta dei rifiuti nel Borgo. Kyma Ambiente è impegnata senza sosta a rispristinare le normali condizioni di decoro e igiene”.

Video e foto di cassonetti di qualunque tipo che “spitterrano” per dirla alla tarantina maniera, intanto hanno fatto il giro dei social. E’ bufera mediatica  su Kyma Ambiente e soprattutto sul suo presidente Giampiero Mancarelli, oggetto di insulti, frutto in molti casi dell’esasperazione della situazione.

Lo stesso Mancarelli che fa? Decide di convocare una conferenza stampa urgente per fornire le proprie spiegazioni (giustificazioni…). Lo fa invitando i mass media con una mail appena un’ora prima dell’orario fissato (le 12.30 di ieri). In realtà qualche nostro collega era stato avvisato abbondantemente in anticipo…

E allora davanti alla solita selva di microfoni anziché usare un profilo basso e semplicemente scusarsi con la cittadinanza per il disservizio dell’azienda da lui presieduta è, invece, partito all’attacco comunicando di aver provveduto a querelare 23 “haters” che lo hanno insultato gratuitamente sui social, puntando il dito contro questo clima da caccia alle streghe.

A suo dire la situazione disastrosa venutasi a creare negli ultimi giorni soprattutto nel  Borgo, sarebbe dovuta essenzialmente al fermo di due dei quattro mezzi (un terzo sarebbe in manutenzione) a causa dell’errato conferimento di pannoloni contenenti probabilmente residui di trattamenti chemioterapici.

Dunque, nemmeno un pizzico di autocritica, che sarebbe stata apprezzata, perché diciamocela tutta: di errori, vogliamo credere in buonafede, ne sono stati commessi tanti negli ultimi anni sulle modalità di raccolta differenziata (a partire dai famosi cassonetti ingegnerizzati, ndr). Tant’è che in campagna elettorale la maggior parte dei candidati sindaco aveva fatto riferimento nel programma ad una rimodulazione della raccolta rifiuti in base alla conformazione dei vari quartieri.

Forse in questo clima così caldo, in tutti i sensi…., bastava semplicemente solo scusarsi.

p.s. non vorremmo che dello scontro tra Bitetti (vuole azzerare i vertici Kyma Ambiente) e Mancarelli (non intende dimettersi), ne pagasse le conseguenze la cittadinanza. Come diceva Andreotti : “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”…

*foto Paolo Occhinegro

 

 

 

 

6 Responses

  1. Diciamo, che sarebbe doveroso poter esplorare la strada del danno alla collettivita sempre legalmente o qualsiasi tipo di azione legale che possa fare capire a questi Dirigenti pubblici che dovrebbero essere al nostro servizio.
    Gli insulti non servono anzi gli danno una maggiore aurea di vittimismo, come se fossero dei passanti, e non alti Dirigenti pubblici con precise responsabilità dalle quali non si può sfuggire.
    Non ho le necessarie competenze, ma credo ci possano essere i margini per una azione legale, che possa in qualche modo fare capire che il ruolo che hanno assunto, deve avere il massimo rispetto dei Cittadini utenti paganti.
    Se alla prima settimana vi erano problemi di mezzi e operatori , non potendo garantire il Servizio bisognava trarre le conseguenze, e denunciare i fatti al fine di rendere responsabili tutti coloro non hanno reso possibile la raccolta differenziata.
    Anche le dimissioni come atto estremo, sarebbero state un atto che segnava una discontinuità, e che avremmo apprezzato molto.
    Servire le istituzioni deve essere un onore e un dovere.

  2. “Dimissioni”: parola grossa ma sconosciuta agli italiani tutti, figuriamoci ai “politici* e agli “amministratori” a cui provoca inspiegabilmente eritemi e convulsioni!
    Ricordo, purtroppo, i tempi in cui gli italiani hanno creduto al famoso “privato è bello, perché si potranno revocare le concessioni qualora la Ditta non funzioni”… e via, giù di corsa, verso le privatizzazioni (anche le municipali oltre alle statali). Con unica conseguenza, siccome legati a doppio filo con la politica, di ancora più cattive gestioni, perché inamovibili purché non invisi agli amici politici.
    Nel caso di Kyma Ambiente, considerando che i disservizi (raccolta differenziata tra le più basse d’Italia, cassonetti ingegnerizzati, città sporca,…) risalgono a ben prima del rinnovo degli incarichi amministrativi di Kyma Ambiente, sarebbe stato opportuno che non fossero rinnovati agli stessi senza dover, invece, aspettare le dimissioni.

  3. Sapete perché i cassonetti ingegnerizzati che non hanno funzionato? Per la semplice ragione che chi evade la TARI non poteva accedere al servizi e di conseguenza depositava la spazzatura fuori dai cassonetti. Per questo l’azienda fu costretta a sbloccare l’apertura dei contenitori. Stessa situazione nei quartieri dove molti evasori neanche ritirano le betonelle. L’ufficio tributi sa tutto e conosce gli evasori i quali se non hanno niente da perdere continueranno a non pagare alla faccia nostra. Perché non si attua il fermo amministrativo dell’auto?

  4. Caro Danilo, mentre noi ci arrovelliamo e protestiamo, c’è chi butta qualunque cosa dove capita. E non si tratta di pochi o singoli cittadini, ma anche di numerosi gestori di attività commerciali di vario genere. Anche le foto circolanti in rete dimostrano come nei bidoni viene versato di tutto eppure ci sono i quelli dedicati a plastica carta e vetro. Personalmente assisto giornalmente al fatto che i commercianti di zona versano di tutto mentre a distanza di pochi metri c’è la possibilità di separare. Se facciamo caso, però, sono i primi a lamentarsi degli aumenti della TARI. Certo l’amministrazione e l’azienda hanno delle responsabilità, ma quando in pieno centro trovi materassi e mobilio abbandonato la faccenda diventa davvero complicata eppure gli ingombranti vengono ritirati a domicilio. Basta chiederlo. Certo se sei evasore TARI non chiedi il servizio e per questo deponi per strada quello che capita

  5. Tutto corretto Pietro, ma non possiamo giustificare la incapacità totale di perseguire e sanzionare.
    Questo è anche il loro compito , classe Dirigente che non ha dimostrato nel tempo capacità dirigenziale.
    Se servono azioni di controllo sulle zone delicate si attuassero con tutti i mezzi legali, altrimenti andiamo in anarchia totale.
    Credo che sia un atto di rispetto verso coloro che pagano profutamente i servizi , mi ripeto non vi è giustificazione alcuna per non intervenire, e trovare forti soluzioni sanzionatorie anche con mezzi di videosorveglianza attiva.
    Ad maiora

  6. Per carità Danilo, non giustifico e di sicuro servono misure drastiche e controlli minuziosi, ma se uno alle tre di notte depone sul marciapiede un materasso doppia piazza o un mobilio c’è ben poco da controllare. Chi fa questo non si avvale del prelievo a domicilio sicuramente evade la TARI. In questo caso mi sento di condividere azioni repressive come qui proposto dal signor Domenico, del fermo amministrativo dell’auto. In ogni caso chi rispetta le regole, paga in più a causa degli evasori che intanto se la ridono. Non capisco perché nessuno fa una campagna contro l’evasione che genera aumento dei costi e sporcizia diffusa. Poi c’è anche indolenza quando vedi che ci sono i cassonetti per carta e plastica insieme a quelli dell’indifferenziata e senza ritegno le persone buttano a caso dove capita la qualunque. Buona estate pulita. Speriamo!

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