«Ci ho sempre messo la faccia. Sin dall’inizio sapevo, sapevamo che il percorso sarebbe stato complicato e complesso ma abbiamo sempre affrontato tutto mettendoci la faccia». E, ancora, «sono stato accusato ingiustamente». L’ex presidente di Kyma ambiente, Giampiero Mancarelli, ha affidato ad un post su Facebook il suo addio alla società partecipata del Comune.
Allora è tempo innanzitutto di ringraziamenti «alle donne e agli uomini di Kyma Ambiente che in questi anni sono stati al mio fianco e hanno creduto sempre più in questa azienda». Poi di fare un rapido excursus di quella che è stata l’esperienza alla guida della partecipata che si occupa di igiene pubblica.
«Debiti ingenti derivanti da decenni, un contratto di servizio approvato nel 2019 insufficiente e incompleto e molte sacche grigie all’interno della azienda; questi gli ingredienti che ho trovato appena insediatomi nel giugno del 2020. Da questo sono partito. Con fatica, dedizione e un po’ di lungimiranza abbiamo messo mano ad una situazione disastrosa partendo dalla riorganizzazione dei servizi e alla riduzione imponente della massa debitoria».
Poi c’è stato il Covid «e questo – sottolinea Mancarelli – certo, non ci ha aiutato. I mancanti ristori del Covid, oltre 2,5 milioni, ci hanno messo in crisi e le successive continue interruzioni delle amministrazioni comunali hanno fatto il resto. Ma nonostante le avversità e la possibilità di approdare a scranni più sicuri, ho continuato a preferire il timone di Kyma ambiente per completare un’opera che per molti sembrava impossibile».
Insomma, da bravo nocchiere, Mancarelli non ha abbandonato la nave e, oggi, quando i gradi di comandante gli saranno rimossi, lascerà, scrive, «un segno tangibile: il bilancio 2024 che verrà approvato a breve con un utile di oltre 300mila euro. Frutto di un grande gioco di squadra».
Qualche sassolino dalla scarpa viene tolto. «Abbiamo modificato in corsa – scrive Mancarelli – un contratto di servizio incompleto inserendo il lavaggio notturno delle strade e dei marciapiedi grazie all’ultimo anno di amministrazione comunale; ho licenziato oltre 33 operatori che erano infedeli all’azienda; abbiamo migliorato i risultati dell’impianto di compostaggio, di Pasquinelli che oggi portano utili all’azienda e che nel passato erano pericolose zavorre. Abbiamo aumentato la percentuale di raccolta differenziata raggiungendo stabilmente il 30% e senza l’ennesima caduta della Amministrazione avremmo proseguito con l’avvio in altri quartieri come concordato con la Regione Puglia. Ho ideato – prosegue – il barrieramento delle videocamere, oltre 60 postazioni, raggiungendo quasi 8000 sanzioni elevate in questi anni».
Un lavoro «che mi ha assorbito tantissimo. Non ho mai cercato colpevoli ma sempre soluzioni. Troppo facile, insomma, destinare in maniera populistica accuse gratuite destituite di fondamento. Ancora peggio se queste accuse provengono da chi in parte né è stato in questi decenni corresponsabile: in Consiglio comunale, votando un contratto di servizio che prevede ad oggi solo 32 operatori ecologici in tutta Taranto; oppure votando (io non ero presidente) l’acquisto dei cassonetti ingegnerizzati che io ho bloccato dopo i primi ordini già inviati. La raccolta differenziata non è un pranzo di gala. Serve sensibilizzazione e repressione. Cosa che ho sempre invocato a tutela anche dei lavoratori di Kyma ambiente. Ma spesso, tranne pochi casi, la mia è rimasta una voce nel deserto».
Del resto, fa presente Mancarelli, per migliorare i servizi «serve riorganizzare l’azienda come abbiamo fatto riducendo drasticamente le assenze ma serve cambiare il contratto di servizio per inserire più operatori. Tante volte ho gridato, urlato, argomentato. Ma più di qualcuno ha sempre messo la testa sotto la sabbia. Compreso chi in campagna elettorale mi ha additato come colpevole. Non serbo per lui rancore. Attenderò gli eventi, con scrupolo e giudizio. La mia presenza ha, in questi anni – sottolinea ancora Mancarelli -, evitato la privatizzazione della ex Amiu. Questo è certo. Vedremo nel prossimo futuro cosa accadrà».
Taranto è diventata una latrina a cielo aperto ,mai vista così sporca , veramente uno stato pietoso ….ma una cosa è certa staremo proprio a vedere cosa cambierà ,visto che i tarantini dormono ,sarà facile che la situazione degeneri ulteriormente.la pulizia notturna c’è sempre stata a Taranto,inverno ed estate , immaginate quanti soldi si possono recuperare con le multe e la rimozione dei veicoli se non sposti la macchina nei giorni di pulizia ,adesso chi vuole la sposta altrimenti nulla ,perché ormai i tarantini stessi se ne fottono …che modo è stato quello di gestire la situazione e, dove sono le campane ingegnerizzate con la tessera che poteva aprire lo sportello per confluire i rifiuti,quanto sono costate ? , ,il ritorno dei cassonetti di plastica ,ma come dice che non ci sono soldi e poi ricomprate altri cassonetti …ma ci prendete per imbecilli completi …. Adesso ripensi a tutto gli orrori commessi e stia a guardare i nuovi dirigenti cosa faranno ,di certo nulla di buono ,ormai il cittadino è fuori controllo e qualsiasi promessa non sarà mai mantenuta …