Ascolta l’audio dell’articolo

Continua il trend positivo per la Puglia del turismo, stando al report  dell’Osservatorio Turistico di A.Re.T. Pugliapromozione. Nei primi sei mesi del 2025, infatti, le presenze turistiche sono cresciute del 14% rispetto all’anno precedente.

La componente estera è sempre più preponderante: circa il 51% delle presenze proviene proprio dai turisti stranieri con ottime performance da mercati consolidati come Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Polonia e Stati Uniti.

La crescita delle presenze turistiche ha interessato tutte le province: Lecce +21,7%, Bari +21,1, Brindisi +20,6%, Barletta-Andria-Trani +18,6%, Taranto +15,5% e Foggia+3,6%.

Intanto a luglio bene il turismo di lusso, meno quello di villaggi e campeggi, su cui incide il rincaro dei voli e per agosto si prevede un rallentamento.

Anche la Puglia, infatti, inizia a fare i conti con un cambio di copione: al tradizionale turismo del tutto esaurito, di luglio e agosto, si contrappone un trend di arrivi e presenze spalmato sui mesi, cosiddetti, “spalla” (maggio-giugno e settembre-ottobre), che ha come matrice la presenza sempre più corposa di viaggiatori esteri.

Mentre la classe media italiana, che fatica a far quadrare i conti, è una componente che il mercato turistico pugliese va perdendo. Le famiglie, già da qualche anno, accusano un calo del potere d’acquisto e le strutture ricettive, soprattutto a tre stelle, mostrano segnali di difficoltà.

Secondo la Regione la sfida a medio termine è chiara: sostenere la competitività della Puglia lavorando su tre direttrici fondamentali: accessibilità, qualità e valorizzazione del territorio in tutte le sue componenti. Per quest’ultima direttrice occorre, quindi, tamponare gli effetti dell’overtourism puntando a valorizzare province, come Taranto e Barletta-Andria-Trani, inquadrate al livello “molto basso” nell’indice complessivo di Sovraffolamento.

Quel +15,5% di Taranto nei primi sei mesi dell’anno, rappresenta un dato incoraggiante, trainato da Settimana Santa, presenza della nave Vespucci, festa del Santo Patrono, considerato che il capoluogo jonico è nuovamente costretto ad una sorta di anno zero nel settore del turismo.

Non dimentichiamo che è venuta a mancare la continuità dell’azione amministrativa con la caduta del Melucci bis, che pure non aveva brillato per iniziativa e lungimiranza, a parte gli sforzi profusi con l’Autorità Portuale affinchè aumentasse il traffico crocieristico.

La nuova Amministrazione comunale è arrivata a stagione turistica già abbondantemente avanzata e la sua azione dovrebbe vedersi (speriamo) concretizzarsi per il 2026 che coinciderà con l’ospitalità dei Giochi del Mediterraneo.

Purtroppo, però, occorre ribadire quanto già scritto in tanti altri articoli. Dalle nostre parti è sempre mancata una programmazione efficace, una promozione incisiva ed una cabina di regia in grado di coordinare le azioni di marketing territoriale.

Si è sempre detto che il turismo doveva essere la stampella di una città che ancora oggi pende, quasi esclusivamente, dal destino del siderurgico. Se si fosse investito concretamente nel settore già dodici anni fa, oggi, nel 2025, ci troveremmo con un lavoro già avanzato.

E invece proprio la mancanza di un coordinamento rende vana la presenza dei crocieristi in città (considerato turismo “mordi e fuggi”) e le iniziative attrattive, affidate in questo momento per lo più ai privati (basti pensare agli sforzi profusi da Taranto Grand Tour o dalla Confcommercio), in assenza di un programma estivo dell’ente pubblico, risultano estemporanee.

Se poi questi privati, nella fattispecie la Confcommercio, decidono ad esempio, di non proporre più un servizio utile come l’info point per divergenze con l’Amministrazione comunale, siamo al “Tafazzismo” puro (leggi sull’argomento  Turismo: quest’anno niente Infopoint per i crocieristi – Corriere di Taranto) .

In questa estate 2025, dunque, chi decide di visitare Taranto scendendo dalle navi da crociera vaga, di sovente, come una zanzara sperduta alla ricerca di qualcosa da visitare, con temperature elevate, con pochi spazi verdi a disposizione in una città che si presenta, attualmente, come un grande cantiere.

“Sulle navi, tra l’altro, hanno interesse a vendere i propri pacchetti, che sono le escursioni ad Alberobello o Matera. Non c’è un pacchetto Taranto. Oggi non avendo un terminal passeggeri, che doveva essere il ‘Falanto’, non c’è a disposizione una struttura che faccia da cuscinetto. Il primo info point si trova al Castello Aragonese”, afferma Nicola Spinelli, tour operator.

“Il problema è la promozione della città che manca quando il turista scende dalla nave. Di quello che può fare o può vedere. Tante volte ho incrociato turisti che mi chiedevano cosa visitare o un posto dove mangiare bene. Tra l’altro, qualcuno lo dimentica, Taranto è homeport per Costa. Quindi i turisti che si devono imbarcare vengono a Taranto anche qualche giorno prima. Ed il sistema di accoglienza presenta delle falle. Inoltre dovremmo vendere meglio esperienze attrattive come l’uscita in catamarano per ammirare i delfini o l’escursione sull’Isola di San Pietro.  Molti turisti nemmeno sanno che ci sono queste cose da fare a Taranto e se lo scoprono hanno difficoltà a trovare posti liberi”.

Intanto, però , proprio la mancanza di una struttura cuscinetto acuisce le criticità per chi scende dalle navi per visitare Taranto, costretto anche a code sotto il sole in una zona sporca, sotto un cavalcavia, imbarcandosi su mezzi che non sono proprio confortevoli per un turista.

La penuria di servizi primari – info point, sale d’attesa e mezzi confortevoli, finanche bagni pubblici –  contribuisce a fornire un primo impatto negativo.  E ricordiamoci che quello crocieristico è un turismo composto prevalentemente di persone anziane o famiglie.

A tal proposito raccogliamo il racconto di un’esperienza non proprio positiva di un nostro lettore, Dino Sorce di un paio di settimane fa: “Inaccettabile:persone con disabilità lasciate ad attendere oltre 45 minuti sotto il sole, senza assistenza, senza priorità, senza alcun rispetto. Non è stato previsto alcuno scaglionamento né un protocollo per la gestione dei passeggeri fragili. Il trasferimento dalla nave all’uscita del porto è stato obbligatoriamente imposto su bus Kyma, senza possibilità di scelta, senza sicurezza, senza precedenza per i disabili. Il tutto con uno stile da deportazione, freddo e impersonale, totalmente inadatto a persone con difficoltà motorie”.

Infine una delle criticità principali: come raggiungere Taranto? Tra treni soppressi, in piena estate, per lavori sulla linea e relativi disagi, autostrada che si fermano a 25 km e aeroporto di Grottaglie chiuso ai voli civili, cui si aggiungono i collegamenti insufficienti e scomodi tra Taranto e aeroporto di Bari e Brindisi siamo quasi al “terzo mondo”.

A tal proposito, da noi interpellato proprio in vista dei Giochi del Mediterraneo che sono dietro l’angolo (cerimonia di apertura il 21 agosto del prossimo anno), il Commissario straordinario, Massimo Ferrarese ci ha informato di aver avviato tutte le interlocuzioni proprio per accelerare l’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Grottaglie.

L’occasione del 2026 è irripetibile per poter lasciare a Taranto eredità importanti in termini di impianti ed infrastrutture.

*foto Paolo Occhinegro

 

 

 

2 Responses

  1. Ma poi far venire i turisti a Taranto proprio la domenica, quando si fatica a trovare un bar aperto per non parlare di ristoranti e negozi. E con la monnezza dappertutto … daiii

Rispondi a Maurizio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *