Più che piazzette, tappeti di rifiuti. Invece di costituire punti di ritrovo per persone anziane, bambini e famiglie, ma anche giovani, sono piuttosto discariche a cielo aperto.
È il destino che sta colpendo inesorabilmente gli spazi verdi pubblici del quartiere Tamburi.
Dopo Piazza Mons.Russo, ci siamo recati ai Giardini intitolati al prof.Egidio Cassone, in via Giovanni Pascoli e in Piazza Saverio e Nicola Nasole, su via Galeso.
Due luoghi legati dalla stessa sorte, quella di appartenere ad un quartiere che, come molte altre zone della città, sta vivendo un momento di forte difficoltà a causa delle problematiche legate alla raccolta differenziata e, soprattutto, dell’inciviltà di alcuni cittadini.
Giardini E.Cassone
Uno spazio di estensione notevole, con panchine, tanti alberi che nelle ore più calde potrebbero offrire valido riparo ai cittadini, persino un piccolo campo da basket.
Si tratta di uno degli spazi verdi del quartiere più frequentati dai residenti che, però, lamentano le condizioni igieniche pessime in cui versano i giardini in questione.
A distanza di metri è già possibile osservare un vero e proprio tappeto di rifiuti che copre quasi del tutto la terra delle aiuole: lattine, bottiglie di birra, involucri di cibo, cicche di sigaretta e carte testimoniano la tendenza ormai consolidata ad utilizzare i luoghi urbani come cassonetti della spazzatura.
Sembra ormai consuetudine, usanza “normalizzata” dai più, bivaccare presso queste piazzette e abbandonare per terra i resti di ciò che si è consumato, dalla bevanda al panino, dalla birra alla sigaretta, fino al caffè.
Nei pochi centimetri di terra liberi dai rifiuti trovano posto le immancabili deiezioni canine, che contribuiscono a rendere l’atmosfera (e l’aria) del posto consone ad un vero e proprio habitat di degrado.
Eppure, a pochi metri, sono ben visibili contenitori per la spazzatura e persino dispenser di sacchetti per le deiezioni, traboccanti delle stesse. Nugoli di mosche completano il quadro.
Non mancano materiali di risulta a ridosso di alcuni edifici, sacchi di spazzatura nascosti dietro i muretti e bottiglie di vetro abbandonate a mo’ di trofeo sulle panchine.
Insomma, uno scempio che ha provocato la reazione decisa ed esasperata degli stessi residenti: “Non ne possiamo più – hanno dichiarato ai nostri microfoni – ormai è impossibile usufruire di questi posti: l’inciviltà è opera di alcuni, ma il resto della cittadinanza si sente abbandonata dalle istituzioni. Vogliamo vedere telecamere di sorveglianza, vigili urbani, sentire la presenza dell’amministrazione al nostro fianco nel combattere questa battaglia contro una minoranza che prende possesso dei luoghi che ci spettano”.
Piazza Saverio e Nicola Nasole
Cambiando il luogo, il risultato resta lo stesso: nella piazzetta che si incontra sulla sinistra, percorrendo via Galeso, la situazione è, se possibile, anche peggiore.
Qui, infatti, oltre ai rifiuti abbandonati in quantità impressionante, soprattutto nei pressi delle panchine, sono presenti anche cocci taglienti di bottiglie di birra, che rendono il transito pericoloso e impossibile in presenza di animali domestici o bambini.
Un tratto, questo delle bottiglie di vetro infrante e gettate per terra, che caratterizza ormai un po’ tutta la città, dal Lungomare al piazzale Bestat: una sorta di cifra stilistica del tarantino incivile, insomma.
Anche in questa piazza il degrado fa bella mostra di sé: bagno chimico distrutto, cestini traboccanti di spazzatura in decomposizione e dispenser per le deiezioni ormai colmo di sacchi contenenti le stesse, casse di materiale abbandonate accanto ad un’edicola chiusa, sedie in plastica rotte e capovolte nell’erba, mobili in disuso depositati alla mercè dei vandali in barba all’apposito (e funzionante) servizio di ritiro, cartoni e tutto il “corredo” classico di lattine, mozziconi di sigaretta e resti di cibo.
Stesse lamentele da parte dei cittadini del quartiere: c’è chi denuncia la presenza di bivacchi e schiamazzi fino a tarda ora, addirittura feste con fuochi pirotecnici, chi afferma di aver richiesto più volte l’intervento della Polizia locale. Insomma, in gioco non ci sono solo decoro urbano e condizioni igienico-sanitarie precarie, ma anche la sicurezza pubblica.
Nelle ore serali (e notturne, in particolar modo) questi spazi sembrano diventare terra di nessuno, preda di delinquenza e vandalismo i cui effetti continuano a manifestarsi nei giorni seguenti, rendendoli inutilizzabili dai cittadini.
Quando l’inciviltà è accompagnata dalla mancanza del “pugno duro” da parte delle istituzioni, corre il rischio di essere intesa da alcuni residenti come abbandono a sé stessi, da altri come benestare ai propri comportamenti scorretti.
Urge, pertanto, un intervento integrato tra istituzioni e cittadini che possa quantomeno tentare di invertire una tendenza ormai troppo consolidata.












Ottima inchiesta questa sul verde pubblico , ma Il tema della sicurezza torna sempre. .Chiederei alla redazione se sull’ argomento specifico della sicurezza si può intervistare il prefetto o il questore visto che loro sono i responsabili della sicurezza in tutta la provincia.
Ci abbiamo provato due volte con il Questore e ci ha sempre rimandato a giorni più tranquilli