“Oh che hai deciso? Ti candidi?” Con questa domanda, presa in prestito da un aneddoto raccontato nel suo libro “Vicino. Fare politica insieme alle persone”, abbiamo cercato di capire le intenzioni dell’attuale eurodeputato Antonio Decaro, probabile candidato alla presidenza della Regione Puglia per il centrosinistra.
Lui cortesemente si nega ai giornalisti presenti allo Yachting Club di Taranto: “E’ un momento particolare, vi prego non fatemi domande, non voglio creare ulteriori fibrillazioni. Tanto qualcosa ho detto sul palco”.
E sul palco della rassegna “L’Angolo della Conversazione” in buona sostanza ha ribadito quanto scritto in un post social giovedì scorso, rompendo gli indugi e creando un profondo dibattito interno al Partito Democratico: “Io mi sento pronto a candidarmi per fare il presidente di questa regione. Credo di aver maturato un’esperienza politica tale da poterlo fare liberamente (senza le ingombranti presenze del presidente uscente Emiliano e del suo predecessore Vendola, i quali puntano a candidarsi come consiglieri regionali, ndr). Questa regione ha bisogno di un presidente che guardi avanti e non che guardi indietro, che abbia la libertà di poter decidere”.
Decaro sembra il Renzi dei tempi migliori, quando da candidato alla segreteria nazionale del PD voleva mettere da parte i ‘dinosauri’ del suo partito (D’Alema, Letta e Prodi) assurgendo al ruolo di picconatore.
Ed in un altro passaggio si capisce quanto lui ce l’abbia con i capi bastone dei partiti quando si sofferma a dire che le candidature alle elezioni politiche in Italia vengono scelte da un ristretto numero di dirigenti di partito. “Io mi sono ritrovato giovane parlamentare solo perché ci sono state le parlamentarie e sono stato scelto dalla base. Se così non fosse stato, mai i vecchi capicorrente del mio partito mi avrebbero permesso di arrivare in Parlamento”.
Poi l’affondo quando l’argomento vira verso l’astensionismo al voto degli italiani e le sue ragioni: “I parlamentari non riescono a parlare ai cittadini perché non stanno dietro la loro porta a capirne i problemi, le difficoltà e a cercare di dare risposte. Quando ti candidano per eleggerti è perché in cima alla lista ti ci mette il capocorrente del partito non il cittadino. Se cambia il sistema elettorale, se si torna alle preferenze, devi vedere i parlamentari come corrono dietro la porta dei cittadini a capire quali sono i loro problemi. Sono più vicini ai cittadini i consiglieri comunali che questi parlamentari suggeriti dalle segreterie dei partiti”.
Riguardo Taranto, Decaro afferma quella che può sembrare un’ovvietà ma che ancora i nostri amministratori non hanno mai compreso sino in fondo: “Il turismo può essere un’alternativa economica. Certo non è tutto ma ci sono gli esempi del Salento, di Bari, della Puglia stessa da seguire. Una regione, la nostra, che ha cambiato completamente narrazione e che ora è diventata attrattiva, rendendo prima di tutto orgogliosi i propri abitanti. Ciò significa che le cose possono cambiare, anzi stanno cambiando. A Taranto ci sono i delfini, le navi da crociera, lungomare bellissimo, un porto dall’altissimo potenziale. E speriamo che i Giochi del Mediterraneo possano fungere da vetrina per questo territorio. Credo che un pezzo di leva economica debba essere necessariamente il turismo. Questa città se lo merita”.
Quei due maledetti non dovrebbero più esistere ,speriamo sia coerente ,a Taranto hanno fatto molto male .