“Serve un tavolo di confronto permanente tra Comune, Regione e Trenitalia”, una frase che abbiamo sentito ripetere più volte negli ultimi giorni da politici, sindacalisti, associazioni datoriali a proposito della soppressione, temporanea, di un Frecciarossa sulla tratta Taranto-Roma.

Come spesso accade dalle nostre parti al lamento non segue mai un’azione concreta. Si attendono questi tavoli di concertazione che alla fine altro non servono che a prendere e a perdere tempo.

L’isolamento territoriale di Taranto non è una condizione verificatasi ieri, una settimana fa, un mese fa o sei mesi fa. Arriva da lontano, da decenni caratterizzati dall’inerzia di una classe politica incapace di tutelare il proprio territorio ed i propri cittadini, capaci di fare melina per anni, ad esempio, sulla necessità di aprire l’aeroporto di Grottaglie nel nome della continuità territoriale.

Se ne sono avvicendati di parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, assessori nel nostro capoluogo jonico. Hanno attraversato campagne elettorali a suon di slogan e poi puntualmente hanno chinato il capo innanzi alle indicazioni provenienti da Roma e da Bari. Sembra che si vada a sbattere continuamente contro un muro di gomma…

La questione attuale non si può ridurre al ripristino di un misero Frecciarossa che rappresenta un’elemosina, rispetto a quanto una delle città più importanti del Mezzogiorno meriterebbe di avere. Basta prese per i fondelli. Basta strumentalizzazioni politiche indirizzate alternativamente alla governance di sinistra o di destra.

E basta giustificare, qualcuno ne è davvero convinto, queste ataviche carenze di collegamenti da e per Taranto con la modesta movimentazione di passeggeri. Qualcuno si è mai accorto degli orari scomodi dei treni a lunga percorrenza o delle navette che conducono agli aeroporti di Bari e Brindisi che partono dal capoluogo jonico? Gli studenti, i pendolari, i turisti si sono da anni adattati a soluzioni alternative, quasi sempre su gomma. Per quello non affollano la stazione o le fermate delle navette aeroportuali.

Una crisi sistemica di collegamenti e trasporti va gestita diversamente, facendo rete, unendosi in una battaglia per il territorio, che non ha colori politici. Invece per tenere buono l’elettorato ogni tanto parte un’interrogazione parlamentare (ma poi il Governo risponde? È dato saperlo?), qualche Comitato alza la voce ma tutto resta fermo.

Non una parola abbiamo sentito, in tal senso, sinora, dal sindaco di Taranto (quello attuale e quello precedente), dal presidente della Provincia (quello attuale e quello precedente), dai parlamentari del nostro territorio (tranne uno che fa collezioni di interrogazioni) sull’apertura dell’aeroporto di Grottaglie, pardon spazioporto….

Sono decenni che si fa melina sull’argomento. Fa comodo, ora, spostare l’attenzione su un misero Frecciarossa quando, invece, a meno di un anno dai Giochi del Mediterraneo non si sa come atleti, delegazioni, appassionati di sport o semplici turisti raggiungeranno Taranto.

Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa, a tal proposito, il Commissario dei Giochi, Massimo Ferrarese. Ma soprattutto, visto che sinora ha dimostrato di essere uno operativo, se si sta muovendo ed in quale direzione con il Governo.

 

 

3 Responses

  1. Ma direttore mi scusi Ferrarese per quanto capace possa essere ha declinato l’invito a candidarsi sindaco ,faccia questa domanda a Bitetto che non capisco che ruolo sta avendo in tutta questa vicenda,si sceglie come alleati volti già noti e magari non necessari per lo sviluppo del territorio ed è quello che per primo deve dare risposte a un territorio veramente con le pezze al ….,senza mezzi termini . Per cui Emilio ce lo stiamo togliendo dagli zebedei e magari può andare al parco con il suo nuovo bambino ,la destra non candida nessuno ,Decaro non farà chissà che ,non lo so a questo punto quale santo in paradiso possa aiutarci se non quello di reagire e fare rumore ,ormai a parte le fonti inquinanti non si realizza niente di buono in questa città ,una classe politica scadente ,ben retribuita ,che sicuramente prende qualche mazzetta affinché tutto rimanga così ,fermo con le quattro frecce ,tanto i monnezzari spartani ormai non reagiscono più ,l’unica forma di protesta è inondare la città di rifiuti .

  2. Gli domandi :che intenzioni ha il comune contro la discarica e il dissalatore ,considerando che non affronta le persone in protesta “giustamente ” stanche di vedere una città martirizzata . Ah e la città che puzza di piscio ed è sporca ,oltre che piena di rifiuti ed essere un caos a cielo aperto .

  3. Ma almeno avere l’autostrada fino alle porte di Taranto? Taranto è l’unico capoluogo della Puglia ad avere l’autostrada a oltre 25 km e a dover attraversare una zona densamente urbanizzata e congestionato per raggiungerla. Teniamoci l’Ilva ma facciamoci fare l’autostrada … possibile che alla fine non si sia mai riusciti ad avere una contropartita per il territorio, tra Ilva Eni e ex Cementir che ha chiuso tutto senza fare bonifiche e tenendosi la concessione inutilizzata in area portuale

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