Dopo un “inseguimento” durato qualche settimana siamo riusciti ad avere la possibilità di intervistare il presidente della Provincia di Taranto andandolo a trovare nella sua Martina Franca, dove ricopre la carica di sindaco.

La prima domanda è proprio quella che riguarda il modo di conciliare questo doppio impegno politico-amministrativo. “Sicuramente alla base ci deve essere un grande lavoro di organizzazione che si deve fondare sulla collaborazione con la propria squadra di amministratori pubblici che siano assessori, consiglieri o dirigenti di settore, ai quali va il mio ringraziamento per la disponibilità sia in Comune che in Provincia” – ha affermato Palmisano – All’assenza fisica si sopperisce con la distribuzione delle deleghe”.

“Auspico che prima o poi si torni, però, all’elezione diretta del presidente della Provincia. Un incarico a tempo pieno, a prescindere da tutta l’organizzazione ottimale che si può mettere in piedi così come è ora la situazione, è sempre preferibile. Chi ha due ruoli da ricoprire, necessariamente finisce con il ridurre il tempo da dedicare all’uno o all’altro incarico”.

Che situazione ha ereditato dalla precedente amministrazione?

“Ho riscontrato aspetti negativi e aspetti positivi. Tra i primi quello di dover superare una percezione da parte del territorio di totale assenza dell’ente Provincia. Poi ci sono da affrontare tante emergenze che riguardano sicuramente gli aspetti della viabilità, della sicurezza stradale e quelle relative all’edilizia scolastica.

Di contro ho ereditato una macchina amministrativa che dopo lo svuotamento ora ricomincia a lavorare a certi ritmi, grazie all’incremento del numero dei dipendenti. Altro aspetto positivo è che ho trovato un bilancio sano che vede importanti avanzi di amministrazione che stiamo destinando in questo momento per le emergenze che riguardano la viabilità e l’edilizia scolastica e che ci consentirà di effettuare una programmazione di interventi nel medio e lungo periodo sulle progettazioni importanti, tanto infrastrutturali, quanto di efficientamento energetico degli immobili scolastici. Di lavoro da fare ce n’è tantissimo”.

A proposito di emergenza della viabilità e di sicurezza stradale, è terminata un’altra stagione estiva e i problemi, soprattutto per quanto riguarda i collegamenti verso la litoranea orientale, restano sempre gli stessi con strade pericolose e dissestate. Un esempio è la provinciale 137 che collega Manduria a San Pietro, ma se ne potrebbero fare tanti altri. Con la prossima stagione estiva ci sarà qualche cambiamento?

“Come dicevo prima, per quanto riguarda la viabilità e la sicurezza stradale, siamo in piena fase emergenziale. Questo non mi spaventa perché nella mia breve carriera politica per tre anni ho fatto l’assessore comunale ai Lavori Pubblici e ho cominciato a programmare, con gli uffici competenti, interventi nel breve, nel medio e nel lungo periodo.

Stiamo lavorando sicuramente sul fronte degli interventi di manutenzione in emergenza. Non quindi rifacimento completo di strade o nuove strade per le quali vanno intercettati dei finanziamenti. Nell’emergenza, abbiamo pensato di dividere la viabilità provinciale in quadranti, individuando delle aziende, una per ogni quadrante, che opereranno in un territorio ridotto, in modo da ottimizzare il lavoro e gli spostamenti e attribuendo anche la responsabilità di controllo e vigilanza ad un referente tecnico dei nostri uffici per quadrante.

Pertanto, non ci limiteremo a colmare la semplice buca ma faremo vere e proprie strisciate di asfalto a caldo, in modo tale da poter garantire nel tempo l’efficacia dell’intervento.

Poi nel medio e lungo si stanno chiaramente attenzionando le progettazioni di progetti già avviati”.

Sulla Talsano-Avetrana ci sono novità, ci sono passi in avanti?

Si sono chiuse tutte le procedure per quanto riguarda gli espropri. Ora con la Regione stiamo ragionando sul finanziamento, perché lì c’era una divisione per lotti e quindi si sta cercando di capire se procedere o con il lotto unico o appunto con divisione per lotti. Però, ripeto, la progettazione si sta chiudendo, si sono acquisiti anche tutti i pareri tecnici. Si tratta di seguire l’iter amministrativo, insomma”.

Altra criticità che rovina l’immagine del nostro territorio è l’enorme quantità di rifiuti che si trova ai bordi delle strade.  Come intendete affrontarla?

“Occorre mettere in campo una serie di azioni partendo dal lavoro di sensibilizzazione massiccio che occorre fare nei confronti di quei cittadini che si rivelano incivili. Si tratta di un cambiamento culturale importante, capisco anche lento. E chiaramente, implementare, anche l’attività repressiva e di deterrenza con la collaborazione di tutti i comuni coinvolti. A Martina noi lavoriamo tantissimo con il posizionamento di fototrappole, con  cartellonistiche che fungono da deterrenti, con l’elevazione anche di importanti sanzioni.

E poi sicuramente occorre mettere in campo delle convenzioni affidando, come stiamo facendo a Martina in via sperimentale, il servizio di raccolta sui cigli delle strade dei rifiuti che vanno a consegnati e a smaltiti all’interno delle nostre isole ecologiche. Perché poi il tema non è solo raccogliere, ma è smaltire. Ecco dove serve la collaborazione dei comuni del territorio:  con un’impresa che opera per conto della Provincia vengo a raccogliere ma smaltisco negli impianti cittadini, andando a risolvere un problema di competenza che è quello appunto della gestione dei rifiuti e dello smaltimento. Quindi bisogna necessariamente lavorare di concerto attraverso delle convenzioni”.

In questi ultimi giorni si è parlato tantissimo della soppressione del Frecciarossa Taranto-Roma che è solo un esempio di quanto questo territorio sia isolato dal resto d’Italia.  Su questo argomento non abbiamo notato un’azione pubblica incisiva da parte dell’Amministrazione provinciale, magari rivendicando con forza l’apertura dell’aeroporto di Grottaglie. È solo un’impressione?

“Sinora, ci siamo insediati a fine maggio, siamo rimasti in silenzio ad osservare.  Ora invece stiamo cercando di ragionare nell’ottica di tavoli di concertazione. Per settimana prossima ci sarà una riunione con il sindaco di Taranto, nella quale chiameremo i parlamentari jonici, i consiglieri regionali, l’assessore regionale ai Trasporti, per ragionare proprio su questo tema. Chiaramente è un tema complesso e che viene da lontano”.

Ma lei è favorevole all’apertura dell’aeroporto Arlotta?

“Assolutamente sì, inserito in un ragionamento di visione globale. Quella dei trasporti non è una questione di competenza della Provincia, bensì della Regione, però possiamo suggerire una pianificazione e divisione di sviluppo che abbiamo già avviato individuando dei progettisti che ci aiuteranno a stilare il piano territoriale di coordinamento provinciale. Che cos’è? È il piano urbanistico della provincia di Taranto. Questo piano urbanistico, che sinora è mancato, aiuterà attraverso un’azione di partecipazione di tutte le istituzioni per poter pianificare azioni a favore del nostro territorio sul piano dei collegamenti con una visione strategica quando sinora si è sempre intervenuti-spot in base alle emergenze”.

 

One Response

  1. In silenzio ad osservare non si può sentire ,ma che figura è questa del presidente della provincia ,un’altra inerzia politica tarantina ,guardi signore lei non sa neanche cosa sta facendo se vuole glielo posso ricordare ,siamo Taranto la peggiore provincia della Puglia e la peggiore città italiana,la più scarsa ,quella con le provinciali più scombinate della nazione,quelle stracolme di monnezza in parte evidenziate nelle foto del giornale ,esca da quel corpo e si svegli altro che stare fermi a guardare, te possino ,aiutateci basta incompetenza politica a Taranto vi prego !!

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