«C’è il tema di trovare le risorse necessarie per fare i lavori degli interni, che sono molte di più di quelle che si immaginano, perché noi abbiamo oltre 25 milioni di euro già messi sul piatto per Palazzo Archita ma ne servono altri 25, probabilmente anche 30, una cifra che il Comune di Taranto non può permettersi». Lo spiega l’assessore alle grandi opere e vice sindaco Mattia Giorno, che fa chiarezza sulla questione Palazzo degli Uffici ricordando come l’amministrazione stia già lavorando per intercettare ulteriori fondi, «con il Ministero della Cultura o altri ministeri, per poter intervenire».

La prima svolta, però, è attesa a breve con il restauro e l’illuminazione artistica delle facciate comprese nel primo stralcio di progetto, affidato al gruppo guidato dalla società barese Akkad. Si tratta degli interventi compresi nel primo dei due stralci (per 10,4 milioni) del lotto A.

«Nei prossimi giorni – spiega Giorno al corriereditaranto.it – la delibera di giunta verrà approvata per licenziare il progetto definitivo per le facciate, quindi permetterà poi la realizzazione del progetto esecutivo dell’intervento. Intervento che è uno stralcio del piano complessivo. Quindi ci sarà un restauro conservativo delle facciate, la rimozione delle impalcature, la sistemazione dell’illuminazione artistica esterna e delle piazze prospicienti l’immobile, nelle more di completare la progettazione definitiva degli interni, trovare le risorse che mancano per coprire il completamento del lavoro degli interni e quindi poi ultimare anche lì il progetto esecutivo e fare la gara per i lavori».

Il secondo stralcio, da 15,4 milioni, interesserà invece la galleria, il percorso di collegamento del piano terra con l’esterno, l’illuminazione artistica interna e il recupero delle due corti. Attualmente ci sono a disposizione 25,8 milioni: 20 milioni stanziati dal Ministero della Cultura con fondi Cis e 5,8 milioni provenienti da un vecchio mutuo del Comune, acceso nel 2011 ma mai utilizzato.

«Durante i lavori per le facciate – sottolinea Giorno – sarà necessario completare le progettazioni degli interni, così che finito un cantiere possa partire l’altro». C’è anche la questione cromatica: le indagini sulle stratificazioni hanno «rivelato – puntualizza l’assessore alle grandi opere – diverse tipologie di colore utilizzate nel corso dei decenni, dei secoli, per quel palazzo. Abbiamo più evidenze di colore chiaro e i progettisti negli ultimi mesi, insieme alla Soprintendenza, hanno approvato la scelta di un colore diverso che non sarà più il rosso pompeiano ma verosimilmente un colore più chiaro», tra il bianco e il beige a quanto si apprende.

«Quando la delibera – fa sapere Giorno – verrà approvata e sarà realizzato l’esecutivo in quel momento diventerà ufficiale il colore diverso. La destinazione d’uso attiene invece la progettazione degli interni e sarà approfondita dopo che verranno aggiudicati i lavori delle facciate».

Il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) prevedeva al piano terra attività commerciali, al primo una pinacoteca e spazi per mostre, al secondo aule per il liceo classico Archita e l’Università, al terzo uffici comunali e privati. Ma quel piano risale a diversi anni fa e i confronti sono tuttora aperti.

«Il fatto che stiamo correndo per portare in Giunta l’approvazione del progetto definitivo – conclude Giorno – e che ci diamo come tempo per l’aggiudicazione dei lavori la fine dell’anno, con l’avvio del cantiere all’inizio del prossimo, dimostra che per noi questa è una priorità».

A breve, dunque, via le impalcature: la facciata del Palazzo degli Uffici tornerà a mostrarsi alla città, mentre dentro resta aperta la sfida più complessa, quella delle risorse e della futura destinazione.

2 Responses

  1. Buonasera
    Visto che ci siamo procediamo a spacchettare Il Palazzo degli Uffici per reimpachettarlo un’ altra volta.
    Ennesima nuova giunta ed ennesimo cambio di programma.
    Ma alla fine ci sarà solo una inaugurazione dei nuovi lavori con la presenza di Bitetti e Company, ma come al solito sorgerà un contenzioso o una difformità riscontrata dalle Belle Arti per bloccare tutto.
    In fondo non sono d’accordo nemmeno sul colore per le pareti esterne
    Figuriamoci se ci sarà accordo sulla destinazione d uso dell’ immobile.
    Quindi cari Tarantini fra cinque anni riparleremo del Palazzo degli Uffici e dei lavori mai partiti o mai completati.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Giorno è il secondo mandato che si sta fottendo alla grande ,con quali contributi ? Quali sono le sue capacità non ci è chiaro ,un po’ stile gira tutti la voglion ,ma non serve,alla fine che dobbiamo fare stanno li per distruggere Taranto e non per fare qualcosa di buono ,tanto gli spartani sono placidi . Ci sono delle ipotesi che vedono il palazzo degli uffici privatizzato forse l’unica delle soluzioni per vederlo aggiustato ,altro che la favoletta del colore ,ma ci rendiamo conto quanto sono incapaci fallo rosa a sbunnatede…non te manisce stu kin kin de chiacchiere .

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