Il Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, guidato dall’italiano Davide Tizzano, continua a lanciare accuse di ritardi al Comitato Organizzatore Italiano. Una serie di mail di posta certificata hanno messo nero su bianco l’insofferenza del primo verso il secondo: “Siete in ritardo, siete inadempienti, sbagliati i tempi per il nolo delle due navi da crociera, lo stadio Iacovone è in forte ritardo per l’inaugurazione del Giochi del Mediterraneo (21 agosto 2026). I Giochi sono a rischio”.

Il braccio di ferro, cominciato da qualche mese, sull’affidamento di alcuni servizi – definiti tecnologici (timing, scoring, broadcasting, cyber security)-  a società consigliate dall’organismo internazionale (una di esse anche sponsor del CJIM, ndr) senza passare per una gara di appalto come previsto dalla normativa italiana, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo – Giochi: le tensioni fanno saltare il banco? – Corriere di Taranto, ha sortito l’effetto di questa ondata di accuse rivolte al Comitato italiano, presieduto da Massimo Ferrarese che è anche Commisario straordinario del Governo per per gli impianti sportivi.

A supporto delle tesi di Governo e del Comitato locale che intendono seguire la strada della trasparenza amministrativa (il Codice degli appalti pubblici prevede che l’affidamento diretto possa essere utilizzato per lavori o opere pubbliche che non superino il tetto di 140mila euro) ci sarebbe una serie di pareri legali che conforterebbero la posizione italiana oltre un richiamo alla Carta e a tutte le documentazioni giuridicamente vincolanti firmate da tutte le parti interessate.

Ciò in considerazione del fatto che a novembre 2024 l’allora sindaco Rinaldo Melucci e l’allora presidente del Coni, Giovanni Malagò, firmarono un documento in cui a proposito di questi servizi si precisava che l’affidamento sarebbe dovuto avvenire “nel rispetto delle vigenti leggi applicabili”.

Ricordiamo che Coni e Comune di Taranto sono entrambi firmatari del contratto della città ospitante i Giochi del Mediterraneo.

Dal Comitato internazionale hanno, quindi, cominciato a “preoccuparsi” (eufemismo….) per il fatto che le due navi da crociera, che dovranno ospitare atleti e staff, siano state noleggiate per sole due settimane mentre andavano noleggiate per un periodo superiore ( tre settimane), con conseguente lievitazione dei costi. Inoltre riguardo i lavori allo stadio Iacovone ed in particolare quelli che riguardano la copertura dello stesso, si parla di ritardi – come se fossero incolmabili – in vista dell’inaugurazione dei Giochi.

A tal proposito, invece, la struttura commissariale ha respinto al mittente tali preoccupazioni -mai emerse sinora (le dichiarazioni ufficiali di Tizzano sino allo scorso 21 agosto erano di altro tenore, ndr)  – considerato che sulle navi c’era accordo e che riguardo lo stadio è stato annunciato che già entro febbraio sarà completato con copertura e cover. La stessa società cui è stato affidato appalto – Seli Manutenzioni Generali sa benissimo che nel contratto firmato esiste una penale per ritardata consegna dei lavori (prevista per il 15 giugno 2026) pari a 48 mila euro al giorno per un massimo di 30 giorni. Così come esiste anche un premio di accelerazione di uguale importo. Si parla in un caso o nell’altro di penale o premio di 1 milione di euro.

Ieri, intanto, la stessa struttura commissariale ha diffuso l’ultimo report sull’avanzamento dei 41 impianti per i Giochi. Su 274,606 milioni di risorse del Governo, lavori conclusi o in conclusione per 8 impianti pari a 16,482 milioni, il 6 per cento del totale; 32 lavori in corso per 256,387 milioni, il 93,37 per cento; un solo lavoro da appaltare (le opere a mare del centro sport nautici di Taranto, 3-4 mesi di attività) per un milione e 736mila euro, lo 0,63 per cento del totale.

Mercoledì prossimo, 8 ottobre, a Roma si terrà un vertice tra CJIM, Comune di Taranto, Coni e Governo nel tentativo di riuscire a trovare un accordo che possa salvare i Giochi e la faccia di più di qualcuno.

Cosa succederebbe nel caso in cui la manifestazione non si tenesse più nel 2026 a Taranto? A parte i risvolti legali e la figuraccia a livello internazionale, la clamorosa decisione non intralcerebbe il normale corso dei lavori degli impianti (specie lo stadio Iacovone) che sarebbero portati a termine perchè, come è notorio, i soldi per gli impianti li ha messi il governo italiano e non il CJIM. Provocatoriamente verrebbe, dunque, da dire: chissefrega dei Giochi….

 

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