“Per Taranto serve un lavoro di sistema”

 

A Palazzo Madama l'evento "Taranto Hub della sostenibilità integrata e della circolarità"
Posted on 09 Ottobre 2025, 06:54
4 mins

“Sei mesi fa abbiamo avviato al Mimit un tavolo di lavoro – che si è già riunito cinque volte – per esaminare gli oltre dieci progetti di industrializzazione e reindustrializzazione manifestati per l’area di Taranto. Altre progettualità sono state presentate nell’incontro promosso al Senato da Confindustria Taranto. Stiamo accompagnando le imprese che hanno manifestato interesse nella definizione dei progetti e nell’individuazione delle aree disponibili, anche all’interno dell’ex Ilva, nelle zone che verranno liberate nell’ambito del percorso di decarbonizzazione. A queste aree si aggiungono circa 130 ettari già pronti, destinabili subito a nuovi investimenti, tra gli altri, nei settori della carpenteria, del ferroviario, della cantieristica”. Così Adolfo Urso, ministro delle Imprese e Made in Italy, intervenendo all’evento “Taranto Hub della sostenibilità integrata e della circolarità” a Palazzo Madama.

Serve un lavoro di sistema tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti per rilanciare Taranto come un grande polo industriale, realizzando questi progetti nel più breve tempo possibile. Solo così potremo affiancare alla #siderurgia nuove filiere produttive e nuova occupazione stabile. Dobbiamo procedere rapidamente, consapevoli che i forni elettrici previsti nell’ambito della rapida decarbonizzazione sollecitata anche dagli enti locali richiederanno una minor manodopera rispetto agli altiforni, dando risposte concrete ai lavoratori che non potranno più essere impiegati nell’area siderurgica o nel suo indotto” ha ribadito il ministro Urso.

Su Taranto ci sono già tasselli importanti, significativi come il Tecnopolo di Taranto, per la transizione sostenibile: fondamentale per poter focalizzare su questa area gli investimenti che riteniamo necessari ma anche per la transizione da forni a caldo a forni elettrici. Abbiamo inaugurato a Taranto una casa del Made in Italy. Tra pochi giorni inaugurerò una casa del Made in Italy a Bari, ma prima lo abbiamo fatto a Taranto. Il governo si è focalizzato, ha aggiunto, sulla città di Taranto “ben consapevole di quanto importante sia stata e debba tornare ad essere per sistema industriale italiano” ha proseguito.

Il negoziato è appena iniziato con coloro che hanno presentato delle offerte con i relativi piani industriali nella prima fase che è quella delle manifestazioni d’interesse” ha detto riguardo ai piani di Bedrock riportati dalla stampa di incrementare gli investimenti per un piano con meno tagli. Alla domanda se sia fiducioso su una soluzione, il ministro ha risposto: “Diciamo che come è doveroso stiamo lavorando con il massimo impegno perché si raggiunga l’obiettivo. Ci vuole il concorso di tutti” ha concluso Urso.

“Noi daremo una mano e cercheremo di essere fattivi e concreti, ma oggi credo che così com’è impostata si perde una grande possibilità di rilancio” ha detto, parlando dell’ex Ilva, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, in occasione dell’evento a Palazzo Madama. Riguardo al no della città di Taranto alla nave rigassificatrice, in particolare, “capisco – ha aggiunto – che la nave rigassificatrice sia un problema per il territorio, però su questo noi ci stiamo perdendo una grande opportunità”. Oggi “questo Paese ha bisogno di avere quel tipo di acciaio che esce dall’Ilva. E’ un asset strategico, anche pensando al piano per la difesa. Secondo me oggi serve una grande responsabilità ambientale, ma anche sociale, serve un compromesso”, conclude Orsini.

“Con le politiche efficaci il Sud risponde”. Lo ha detto Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per il Sud presente anch’egli all’evento. “Taranto è stato il cuore dell’industria italiana e della siderurgia. Una risorsa che dobbiamo saper mantenere, valorizzare a cominciare dalla siderurgia”. Occorre “collocare la vicenda di Taranto in un quadro di rilancio economico, sociale e occupazionale nel segno della sostenibilità”. Quando “si affacciano investitori che hanno progettualità sono da custodire gelosamente, da incentivare e accompagnare”, ha aggiunto.

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Un Commento a: “Per Taranto serve un lavoro di sistema”

  1. Fra

    Ottobre 9th, 2025

    Taranto sta combinata molto male , è impresentabile,tutte le provincie stanno migliorando mentre Taranto peggiora e siamo lontani da tutti anni luce. Parliamo sempre di Ilva , dissalatore,discariche , rigassificatore sempre le stesse cose , dimenticando i livelli di benzene ,i malati di tumori con una sanità scarsissima ,un ospedale che non partirà neanche tra dieci anni ,la dipendenza da Bari,un degrado indescrivibile,uno scempio supremo e intanto i disoccupati già ci sono prima ancora degli esuberi proclamati,figuriamoci dopo , ma il rischio è altissimo …cioè Gesù mio parlate di vincoli paesaggistici in questa città deturpata ,date l’agibilità allo yatcht Village, Lasciate costruire il comparto 32,l’ilva è tre volte e mezzo Taranto “il paesotto” ,che in maniera convenzionale detiene i territori delle tre terre diventando la seconda città della piglia Puglia , ma nessuno ci ha visto arrivare , infrastrutture scadenti , isolamento territoriale e situazioni che rendono ultima la nostra Taranto ,maledetti sinistri …

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