“La sicurezza si garantisce con la bonifica, non con l’abbandono”. Così Giacinto Fallone, rappresentante degli autotrasportatori di Casartigiani Taranto, prende posizione sulla vicenda del traghetto Drea, fermo da quasi un mese nel porto di Taranto.
Per Casartigiani, la storia della nave è il simbolo di un sistema che sceglie l’immobilismo al posto della concretezza e lascia che le opportunità di sviluppo del territorio si dissolvano tra decisioni politiche e lentezze amministrative.
L’associazione non comprende i motivi per cui si sia deciso di non procedere alla bonifica dell’imbarcazione nel porto tarantino, escludendo una possibilità che avrebbe potuto coniugare sicurezza ambientale e occupazione. Secondo Casartigiani, le informazioni circolate sulla presunta pericolosità della nave avrebbero contribuito a costruire un’immagine falsata della situazione. La presenza di amianto, spiegano, è circoscritta ai rivestimenti delle cabine e può essere rimossa senza rischi, se affidata a personale qualificato e con le necessarie garanzie ambientali
Il punto, per la categoria, non è solo tecnico ma anche politico. “Ogni nave abbandonata, ogni struttura dimenticata rappresenta un’occasione persa per il lavoro, la crescita e la bonifica ambientale”, aggiunge Fallone, sottolineando come la vicenda della Drea riapra il tema più ampio del rapporto tra sviluppo e tutela del territorio.
Per gli artigiani tarantini, la bonifica della nave Drea sarebbe non solo un atto di responsabilità ambientale, ma un segnale concreto di fiducia nelle imprese locali. “Taranto ha bisogno di lavoro vero e di scelte coraggiose – conclude la nota –. Restituire dignità al porto e alle professionalità del territorio è il primo passo per dimostrare che la tutela dell’ambiente può andare di pari passo con lo sviluppo”.
*Sull’argomento: Dietrofront: la nave Drea rimorchiata nel porto di Taranto – Corriere di Taranto
Buongiorno
Caro Sig Fallone e cari associati di Casaartigiani
A Taranto siamo bravi solo a saper dire di no.
No all’acciaio, no al cemento, no al lavoro.
Effettivamente creare un’area portuale da destinare alla bonifica delle navi è una idea molto valida.
Perchè se si lavora sulle cose usate si lavora tre volte:
-1° smontaggio
-2° bonifica
-3° ripristino.
Lo stesso vale per gli edifici in stato di abbandono, e ce ne sono tantissimi e vale per lo Stab. Ilva di Taranto,
Ma appunto smontare, bonificare e ripristinare signifa innanzitutto saper lavorare in sicurezza.
Saluti
Vecchione Giulio