E mentre Taranto si appresta a discutere in un Consiglio Comunale monotematico sulla necessità di aprire ai voli civili l’aeroporto di Grottaglie, sperando che non si tratti dell’ennesima propaganda elettorale (incombono le regionali), l’aeroporto di Foggia, da novembre, continuerà ad essere collegato con quelli di Milano e Torino con la compagnia aerea AeroItalia che sostituisce Luminwings.

Questa notizia fa il paio con quella dei giorni scorsi che vede sul punto di nascere una nuova compagnia aerea “Puglia Sky” composta tutta da imprenditori pugliesi, tra i quali il presidente del Taranto calcio, Vito Ladisa, che ha come obiettivo quello di potenziare l’offerta degli scali di Bari, Brindisi e Foggia. Non solo, apprendiamo attraverso una nota del sottosegretario ai Trasporti, Ferrante, che sono stati riconsegnati al nuovo appaltatore i lavori per il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi e che ora si procederà spediti verso l’obiettivo finale.

Dunque, facendo una riflessione spicciola, mentre altrove si portano avanti con i fatti, a Taranto restiamo ancora alle parole dettate da una melina politica, trasversale, che in questi anni ha prodotto solo promesse (poi mai mantenute), spesso coincidenti con le tornate elettorali.

Nessuna della parti in causa (dalla Regione Puglia ad Aeroporti di Puglia) in tutti questi anni (almeno dal 2009) si è mai sbilanciata in un verso (“L’Arlotta non aprirà mai ai voli civili”) o nell’altro (“Vogliamo aprirlo ai voli civili”) ma hanno pensato a sviare il discorso parlando di voli orbitali e di voli cargo.

Taranto non è solo isolata territorialmente (no aeroporto, scarsi o inesistenti collegamenti ferroviari, autostrada che si ferma a Massafra) ma anche politicamente, Infatti i vari deputati, consiglieri regionali e sindaci che si sono succeduti sinora, mai hanno condotto in prima linea questa battaglia per una provincia, quella jonica, che – per evidenti limiti infrastrutturali oltre che di strategie di accoglienza – non riesce a decollare in un settore come il turismo che in Puglia è trainante (nelle prime 20 città pugliesi per presenze e arrivi della provincia jonica c’è solo Castellaneta, 19ma).

Alle porte ora c’è questo Consiglio Comunale monotematico in cui quella stessa classe politica, che sino a ieri ha fatto melina, ora, mettendo da parte le divisioni, nelle intenzioni prova a fare squadra.
Ci dobbiamo credere? Vedremo tutti assieme lottare uno accanto all’altro il senatore Turco e l’onorevole Iaia, il consigliere Lazzaro e il consigliere Di Gregorio, il presidente della Provincia Palmisano ed il commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Taranto Gugliotti?. Qualcuno incalzerà sul serio l’assessore regionale uscente ai Trasporti Ciliento ed il presidente di Aeroporti di Puglia, Vasile? O ci dovremo accontentare, come al solito, delle briciole? Tipo il ripristino di un misero Frecciarossa per Roma.

2 Responses

  1. E CHE POSSIAMO FARE?

    “Verba volant…” fa parte di un detto latino e a Taranto, infatti, gli unici voli li fanno le parole. Noi tarantini sempre relegati a ruoli marginali o di comparse. Persino nella siderurgia, in cui giocheremmo un ruolo centrale, non tocchiamo palla. Si decide sempre altrove. Le nostre Amministrazioni locali, i nostri parlamentari e rappresentanti vari, attuali, passati e, con credibile previsione, futuri, sono le icone dell’irrilevanza. Ciò è dimostrato dall’alta astensione elettorale. Quindi, i veri colpevoli siamo noi tarantini che non riusciamo a dare un senso a tale astensione. Ci tolgono il Freccia rossa? “E che possiamo fare?”; dall’autostrada A14 bisogna fare altre 2 ore di auto per raggiungere Taranto? “E che possiamo fare?”; dobbiamo andare a Bari o a Brindisi per prendere un aereo? “E che possiamo fare?”; le prestazioni della sanità tarantina sono al disotto della media pugliese? “E che possiamo fare?”…e tanto altro. Questa non è la rassegnazione dei fragili; è l’ignavia del quieto vivere. Ed è quest’ultima che va combattuta

  2. Quando avevo 25 anni si facevano gli stessi discorsi che si fanno adesso che ne ho 75 e passa. Possibile che a nessuno nasce il dubbio che sia economicamente sconveniente attivare Grottaglie? Se le compagnie non scelgono di venire il motivo non è altro che di convenienza poiché esse non fanno beneficenza. Forse il bacino di utenza non è sufficiente? Forse non si pensa che tutto il versante occidentale vola da Bari? Forse si chiudono gli occhi di fronte al fatto che parte dei comuni area orientale gravitano, anche culturalmente, su Brindisi e Lecce? Di conseguenza non si può attivare un aeroporto per un area di poco più di 300 Mila abitanti. Penso che se fosse economicamente conveniente sarebbero proprio le compagnie a chiedere di aprire Grottaglie. Perciò basta con questa lagna secolare.

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