“Questa cittadinanza onoraria è per me non un riconoscimento personale ma un segno del valore del NOI. We serve e non I serve: servire insieme, con responsabilità e convinzione, questo dà senso al nostro impegno”.
Nato in Abruzzo, 82 anni, una vita trascorsa in Puglia ed in particolare nel Salento, come professore ordinario di Numismatica greca e romana all’Università di Lecce e dal 2010 come presidente dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia, Aldo Siciliano afferma di sentirsi cittadino tarantino da anni. Fondamentale il suo contributo al Convegno Internazionale degli studi sulla Magna Grecia, che durante il periodo della sua presidenza ha ricevuto ben sette medaglie al valore del Presidente della Repubblica Italiana, a certificare l’importanza internazionale acquisita nel tempo dall’evento.
Questa mattina il Consiglio comunale, riunitosi in una seduta straordinaria e in una location d’eccezione, l’Aula Magna del Polo Jonico dell’Università degli Studi di Bari, ha certificato la tarantinità del prof.Siciliano votando all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria.
Un lungo applauso ha seguito il momento della votazione, alla presenza di esponenti del settore, ma anche amici e famigliari del professor Siciliano, che ha voluto ringraziare tutti per l’affetto dimostrato: “Non considero questo riconoscimento come dovuto – ha dichiarato – e tantomeno come un traguardo, bensì come un punto di partenza per continuare a valorizzare la cultura e la storia con questa città”.
Un amore difficile ma non per questo meno forte quello tra Siciliano e Taranto, duraturo come il suo matrimonio (oltre mezzo secolo) e allo stesso modo non privo di criticità, felicemente superate.
Proprio per questo motivo il suo discorso di ringraziamento non è stato esente da alcune sottolineature: “La mia idea è sempre stata quella di creare una grande biblioteca di settore, unificando quelle delle istituzioni presenti sul territorio. Il prossimo Convegno parlerà di giochi e atletismo, sposando il tema dei Giochi del Mediterraneo 2026 ma devo rimarcare come sia difficile organizzare tutto questo potendo contare su contributi che vengono erogati a convegno già realizzato: insomma, abbiamo bisogno di convenzioni strutturali”.
La cultura, quindi, salverà Taranto? “Sappiamo bene che non può risolvere ogni problema di questa città – chiosa Siciliano – ma la sua disseminazione sì. Nell’ultimo anno abbiamo sottoscritto una convenzione col MArTA e due con la Soprintendenza nazionale del Patrimonio Subacqueo, ma è chiaro che serva un coordinamento centrale, con obiettivi chiari ed una pianificazione che richieda impegno collettivo”.
“Proprio nei decenni in cui Taranto consolidava la sua reputazione di capitale dell’acciaio – ha commentato il sindaco, Piero Bitetti – un gruppo di studiosi, animato da passione civile ed un’innata vocazione alla divulgazione scientifica, si impegnava su un altro fronte, quello della promozione culturale e della ricerca. Il professor Aldo Siciliano ha custodito, se così possiamo dire, la nostra carta di identità. E lo ha fatto con dedizione, con cura. Noi oggi gli rendiamo merito per questa sua instancabile attività e per l’amore che ha sempre avuto occasione di manifestare per la nostra città”.
L’obiettivo resta, quindi, quello di assegnare alla cultura un ruolo chiave nell’attuale momento di transizione della città: “Abbiamo le risorse e il capitale umano necessari per farlo – conclude il sindaco – Penso ai musei, al castello aragonese, agli ipogei, ai palazzi storici, ai monumenti, alle chiese, all’Università e al Politecnico, ovviamente all’Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia e al convegno, alle risorse naturali, ma anche agli operatori culturali, alle associazioni, ai giovani laureati che decidono di restare, naturalmente al ruolo delle istituzioni locali e a molto altro.È certamente una sfida avvincente, dall’esito non scontato. Ma se siamo in partita, il merito è soprattutto di chi, come il professor Aldo Siciliano, ha sempre creduto nella nostra città e nelle sue straordinarie potenzialità. E per questo, ancora una volta, gli diciamo grazie”.
Eh … da sempre a Taranto la coltura è stata importante. È una città di coltura
Praticamente festeggiamo la sudditanza verso bari me’,ah la” frrri “di Emilio non funziona per noi ,il bello che pretende di stare sempre davanti agli zebedei ,ma non può andarsene al parco con i figli che scassarci la Min….,parliamo di coltura ,la cozza facciamo un’università specializzata su sparta noi figli di Leonida adottati da beri ,ah poverini dopo la desertificazione di Adp ,che con un pirito agli assessori comunali hanno disertato l’aula e hanno preferito andare a Foggia,povera Taranto che la cozza sia con te fino a quando sarà allattamata.