Interventi che si ripetono negli anni, con spreco di tempo e denaro, senza pervenire ad una soluzione definitiva.Provvedimenti-tampone, che riparano alla men peggio il danno nell’immediato ma non approdano a risultati permanenti.

Una storia che si ripete immutata e si adatta ad una molteplicità di casi nella nostra città, pronti a diventare di volta in volta argomento di campagna elettorale, oggetto dell’ordine del giorno nel Consiglio comunale o di denuncia da parte di cittadini e associazioni.

Si prenda, ad esempio, piazza Bettolo: è impressionante la cadenza annuale con cui, fatta eccezione per il periodo del lockdown dovuto all’epidemia da Covid-19, si ripetono le segnalazioni di atti vandalici subiti dagli arredi urbani ivi presenti, dalla fontana alle panchine.

La piazza in questione, situata tra via Pitagora e via Cavallotti, è un giardinetto pubblico che sorge nel cuore del Borgo umbertino, a pochi passi dall’Ospedale Militare, nonché luogo storico ed identitario della città. Tuttavia, negli anni è stata spesso al centro del dibattito pubblico a causa delle condizioni di degrado in cui versa: cerchiamo di ricostruirne la storia degli anni più recenti.

Nel 2018 l’associazione Retake Taranto denunciava la distruzione della fontana che sorge al centro della piazza, appena ripulita dagli stessi volontari, ad opera di ignoti.
“Proviamo tristezza per i giovani che frequentano questo posto e non trovano altro modo di divertirsi se non distruggendo ciò che gli appartiene – scrivevano i responsabili dell’associazione – Sembra che qui non ci possa essere la speranza di migliorare le cose. Avevamo lavorato tanto per aggiustare quella fontana, le scorse settimane ci eravamo sentiti orgogliosi perché era ancora lì, pulita. e invece ora la ritroviamo in questo modo. Quella piazza è frequentata soprattutto da ragazzi di famiglie cosiddette bene, di estrazione sociale medio alta. Davvero non capiamo come si possa arrivare a tanto. Sarà difficile ripartire”.

La fontana distrutta nel 2018

In quell’occasione anfore e vasche a forma di conchiglia furono fatte a pezzi, costringendo la Polizia locale a transennare l’area per motivi di sicurezza.

Esattamente un anno dopo il ripristino, a novembre 2019, Kyma Ambiente interviene per una pulizia ad hoc della fontana, diventata nel frattempo vero e proprio cassonetto di rifiuti.”Stiamo lavorando sul controllo, che comincia a dare ottimi risultati, ma qualcosa può sempre sfuggire”, scriveva l’allora sindaco Rinaldo Melucci.

Operazioni di pulizia della fontana di Kyma Ambiente nel 2019

E qualcosa deve essere sfuggito nuovamente se, pochi mesi dopo, più precisamente a gennaio 2020, gli stessi dipendenti di Kyma Ambiente segnalano un nuovo raid dei vandali: ad essere presa di mira è sempre la fontana ,su cui gli incivili non hanno trovato di meglio che posizionare addirittura i cassonetti della spazzatura. E la piazza finisce su Repubblica, con tanto di foto in bella mostra. Ma non solo: spazzatura, bicchieri usati e abbandonati dopo essere stati utilizzati per festeggiamenti notturni, siringhe utilizzate per iniettarsi dosi di droga; insomma, l’incuria la fa ormai da padrona.

Atti vandalici, 2020

La pausa forzata dovuta al Covid-19 garantisce una tregua momentanea ma panchine e fontana restano imbrattate di scritte e scarabocchi realizzati con bombolette di vernice spray: nessuna protesta civile o supposta manifestazione artistica, solo espressione di una profonda carenza di cultura e di senso civico.

La pavimentazione della piazza, inoltre, mostra pesanti segni di cedimento, con blocchi sconnessi e sollevati dalle radici degli alberi, al punto che nel 2022 le condizioni in cui versa la zona diventano facile argomento di campagna elettorale per le imminenti elezioni comunali, dopo la caduta della prima amministrazione Melucci.

All’anno successivo, invece, risale un’operazione della Polizia di Stato che individua proprio a piazza Bettolo un punto di spaccio di droga: a insospettire i poliziotti la presenza assidua di giovani e giovanissimi noti per essere assuntori di stupefacenti. Ad aprile dello stesso anno, siamo ormai nel 2023, risale un ennesimo episodio di atti vandalici ai danni della fontana, di cui viene pesantemente danneggiata la parte superiore.

Atti vandalici, 2023

Infine, nel 2024, è il consigliere comunale della Lega, Francesco Battista, a denunciare il degrado di cui è preda la piazza, dalla vernice rossa sui cavalli della sfortunata fontana ai rifiuti abbandonati tra le aiuole. Battista chiede che se ne discuta in sede di Consiglio comunale per prendere gli opportuni provvedimenti.

Atti vandalici, 2024

Inutile dire che la situazione non è affatto cambiata: se a luglio 2025 si segnalava la presenza di un orso gigante di peluche a cavallo della fontana e la presenza di lattine di birra e spazzatura un po’ ovunque, possiamo testimoniare che a distanza di pochi mesi le condizioni restano pressocché immutate.

Atti vandalici, 2025

Scritte e disegni di dubbio gusto continuano a deturpare fontana e panchine, bottiglie di birra e lattine “decorano” aiuole e vialetti, insieme a resti di bivacchi notturni. La fontana, che probabilmente non viene accesa da anni (altra nota dolente della città), ha le tubazioni ormai arrugginite e ospita spazzatura di ogni genere.

L’illuminazione pubblica è presente ma non scoraggia bande di ragazzi munite di considerevoli scorte di birra, da bere e abbandonare sul posto, che siedono sugli schienali delle panchine, usate anche come attrezzi di prodezze ginniche. La pavimentazione resta sconnessa in più punti e la presenza di cassonetti di ogni tipo (da quelli ingegnerizzati ai più moderni del vetro), usati indistintamente per contenere qualsiasi rifiuto, contribuisce a rendere l’aria irrespirabile.

Qualcuno, sui social, parlava di potenziale inespresso: caratteristica che accomuna numerosi luoghi di Taranto, divisi tra la mancanza di civiltà e l’inerzia delle istituzioni che, in taluni casi, può essere anche scambiata per complicità.

Insomma, sono sicuramente necessari nuovi interventi per restituire decoro a piazza Bettolo, ma non basta: senza l’intervento della Polizia locale, delle videocamere di sorveglianza e delle relative sanzioni, tutto si tradurrebbe nell’ennesima e inutile perdita di tempo e denaro.

“È giusto trasformare la città in un Grande Fratello dei rifiuti?”, si chiedeva il neo presidente di Kyma Ambiente, Alfredo Spalluto, parlando della necessità di un sistema di videosorveglianza che assesti un duro colpo all’inciviltà dilagante.

Di sicuro, senza scomodare George Orwell, appare evidente che proseguire su questa strada non porta a risultati soddisfacenti: se il cosiddetto “pugno duro” contro l’inciviltà è destinato a restituire al resto dei tarantini gli spazi verdi urbani e il decoro, ben venga un’amministrazione che non si caratterizzi per la sua assenza.

Del resto, l’inserimento delle videocamere di sorveglianza non può prescindere da una contestuale e concreta campagna di sensibilizzazione civica e responsabilizzazione. La Polizia locale e il monitoraggio continuo sono fondamentali, ma dovrebbero andare di pari passo con un impegno culturale per cambiare l’approccio della comunità alla cura degli spazi pubblici.

La questione di fondo è anche il senso di responsabilità condiviso. L’inciviltà di pochi non deve compromettere la qualità della vita di tanti, ma questo può essere realizzato solo se ci sono un impegno continuo da parte delle istituzioni, ma anche una consapevolezza crescente tra i cittadini.

Eppure, c’è sempre quel “qualcosa che sfugge”, come diceva il sindaco Melucci nel 2019.

Una frase risuona come un’ammissione che forse il sistema non è sufficientemente reattivo o che il vero problema è proprio l’assenza di una gestione davvero efficace a lungo termine.

2 risposte

  1. Un paesotto composto da ignavi ,da chi ripete ce ne ne futte a mmme ,da pusillanimi e da una gioventù bruciata da alcool e droga e questi bastardelli un giorno Andrano vià da Taranto s capiranno come si rispettano le altre città ,perché sono e rappresentano la feccia di questa società ,adesso ci sono pure gli extrac a dare una mano a questi sciacalli…Taranto è tanto peggiorata veramente una cagata allo stato solito ,liquitdi e anche gassoso visto che respiriamo pure veleno ,vergogna ,tutti hanno il telefono per filmare questi famigerati autori di vandalismo che distruggono la nostra città vuota ,dio mio siamo pure discendenti degli spartani ,che fottu..tristezza.

  2. Si indirizza alla polizia municipale il compito di vigilare che però non opera di notte e comunque non è responsabile del contrasto allo spaccio. La sicurezza è compito di polizia e carabinieri che però sono allo stremo con organici e mezzi ridotti mentre il governo non assicura le risorse finanziarie. Va anche ricordato che questi raduni notturni sono partecipati da molti minori che ormai sono allo sbando e agiscono in diversi quartieri . Problema, questo, che richiede un serio intervento di tutte le istituzioni.

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