Taranto: che confusione, sarà perché perdiamo!

 

Le decisioni spettano alla dirigenza, ma gli ultimi risultati del campo non sono proporzionali ad ambizioni e promesse palesate, con orgoglio e convinzione, fuori dallo stesso
Posted on 27 Ottobre 2025, 17:21
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Settimana caratterizzata da qualche movimento di mercato per il Taranto che dapprima dice Hallo ad Allogho (non pervenuto) e poi accoglie l’attaccante Francesco Losavio al quale si aggiunge un altro “delantero” proveniente dalla Spagna e dal Canosa, ovvero Pablo Aguilera.

I più nostalgici come chi scrive penseranno subito che se dovesse arrivare anche Thomas Skhuravy, avremmo una coppia d’attacco da coppe europee.

Battute a parte, anche dopo questi arrivi, la convinzione è che, per un definitivo salto di qualità, servano altri innesti funzionali si, ma di spessore.

Dopo l’amara prima sconfitta rimediata ad Acquaviva, nell’impegno infrasettimanale contro il Maglie bisognava ripartire subito con una vittoria ma, dopo tanta sofferenza (quasi 80 minuti) per sbloccarla ed andare in vantaggio, sono state le maglie rossoblu ad essere colpevolmente larghe e “smagliate” nel consentire a Castellaneta (vatti a fidare della provincia) di siglare il pari leccese in pieno recupero.

Sciupata quindi, già giovedì, un’altra ghiotta occasione per tornare in vetta solitaria, in considerazione del secondo pareggio consecutivo del Bisceglie e dell’inattesa caduta del Canosa contro l’altra squadra biscegliese, l’Unione Calcio, tacito alleato dei rossoblù nelle ultime due giornate.
In vetta ci arriva invece il Brindisi che, a suon di gol, trasforma l’aria strana in aria molto salubre (anche se per poche ore).
Tutto per demerito nostro e di questa propensione al gioco dell’oca delle ultime settimane, questo è da ribadire.

In verità nulla di diverso (nel bene e nel male) da inizio stagione quando sono arrivati i risultati, ma tra l’esordio a Spinazzola, la prima in casa contro il Polimnia e la vittoria in rimonta a Mola, poteva accadere ció che sta accadendo nelle ultime partite, ovvero lasciare sanguinosi punti per strada.

Riportiamo la parole dello stesso mister: “non abbiamo chi può decidere le partite da solo”.  E a questo punto verrebbe da dire, come faceva un comico di Zelig: “La domanda non è chi è ma…Perché?

Si perché può essere comprensibile la scelta iniziale di puntare sulla costruzione (in tempi ristretti) di una squadra solida, esperta e senza “primedonne”, ma è altrettanto innegabile che l’elemento in grado di cambiare gli equilibri, anche una sorta di Altafini dell’Eccellenza, serva a tutti, ancor più a chi vuole vincere il campionato.

Cosi come ci si chiede perché insistere nel correre quello che è ormai un “rischio accertato”, nell’impiego di un under tra i pali; che di per se non sarebbe un problema, ma queste prime significative 10 giornate hanno, purtroppo a nostre spese, evidenziato esserlo.

Si arriva cosi al big match contro un Bisceglie reduce da due pareggi e, a proposito di portieri, Danucci dimostra di avere la “Capogna” tosta, facendo esordire, in questo delicato match, l’altro portiere under a disposizione.
De Simone non è nemmeno tra i convocati, così come Nicola Russo, per motivazioni non note al momento ma sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che entrambi godano di ottima salute.

Partita equilibrata con il Taranto che rimane senza Di Paolantonio quasi a fine primo tempo. Il pari a reti bianche sembrerebbe essere l’epilogo quasi inevitabile del match ma, ad una decina di minuti dal novantesimo, accade quello che non vorresti.

Citro dimostra di poter fare la differenza almeno da fermo e anziché essere rotto lui, rompe l’equilibrio della partita (ed anche qualcos’altro) in tutto l’ambiente rossoblù,decisamente scosso e deluso dal misero punto guadagnato nelle ultime tre partite dalla squadra guidata da Danucci.
La distanza dalla vetta inizia ad essere non certo preoccupante ma molto fastidiosa e se si vuole davvero evitare che questo balletto al vertice diventi per noi una Dirty Dancing…È giunto il momento di cambiare il passo…di danza.

Cambiando i coreografi, (il primo è già saltato) o meglio i ballerini? Le decisioni spettano alla dirigenza, ma gli ultimi risultati del campo non sono proporzionali ad ambizioni e promesse palesate, con orgoglio e convinzione, fuori dallo stesso.
Il tempo c’è, le potenzialità per investire pure…sfruttiamole bene per trasformare le promesse in punti perché dell’Eccellenza, vorremmo farne senza!

*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)

** foto di Paolo Occhinegro

 

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