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Taranto ci riprova con la differenziata. E lo fa partendo da chi, ogni giorno, produce più rifiuti: il settore alimentare. È questo il senso della Convenzione Quadro siglata tra Fida Confcommercio Taranto e Kyma Ambiente, presentata nella sede provinciale di Confcommercio. L’intesa punta a migliorare la qualità della raccolta e il decoro urbano, coinvolgendo in modo diretto i supermercati e le attività di distribuzione alimentare.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente di Kyma Ambiente Alfredo Spalluto, il direttore di Confcommercio Taranto Tullio Mancino e il presidente dell’Ente Bilaterale Terziario Alberto Mosca. L’accordo, firmato dalla presidente provinciale di Fida Confcommercio Matilde Contento insieme a Spalluto, introduce novità operative destinate a incidere sul sistema cittadino di raccolta.

Il piano prevede l’assegnazione di contenitori esclusivi e sicuri alle attività aderenti, dotati di chiusure a chiave o lucchetto, per impedire l’abbandono o il conferimento improprio dei rifiuti da parte di estranei. Un problema che, come hanno segnalato molti commercianti, vanifica spesso gli sforzi di chi differenzia correttamente. Le modalità di raccolta saranno adattate alle esigenze di ciascuna impresa, e un tavolo tecnico congiunto monitorerà trimestralmente i risultati, con la prospettiva di premiare i comportamenti virtuosi attraverso riduzioni sulla Tari.

«Si tratta di un accordo che oggi firmiamo con Confcommercio – ha spiegato Spalluto – ma siamo disponibili a collaborare con tutte le associazioni di categoria. Taranto deve crescere nella raccolta differenziata e allinearsi alle altre città: è una questione di civiltà e una sfida che questo territorio deve vincere».

Il presidente di Kyma Ambiente ha invitato alla responsabilità collettiva: «Siamo nel 2025 e ci sono esigenze di legge e di civiltà che ci impongono di differenziare. I rifiuti devono essere conferiti in buste trasparenti, separati per plastica, organico, vetro, eccetera, e nei giorni e orari stabiliti. Noi vogliamo aiutare i commercianti fornendo i contenitori giusti e aumentando i passaggi di raccolta, ma tutto questo non funziona se non c’è la buona volontà. Il discorso riguarda tutti».

Spalluto ha riconosciuto che «ci sono delle falle e dei disservizi» ma ha insistito sulla necessità di collaborazione: «Questo incontro serve a correggere modalità operative e venire incontro alle esigenze, ma l’applicazione delle sanzioni resta. Se, dopo aver condiviso metodi e strumenti, non si raggiungono risultati, scattano le multe».

Il presidente ha ricordato anche il ruolo del centro di raccolta della Salinella, «un servizio in più, un’isola ecologica dove conferire rifiuti differenziati e ottenere uno sconto sulla Tari. È un investimento, ma serve a dare un riferimento concreto ai cittadini».

Sull’emergenza rifiuti Spalluto non ha dubbi: «Dipende da cosa intendiamo per emergenza. È una lotta tra decoro e differenziata: più spingiamo sulla differenziata, più rischiamo sul decoro. Ma non possiamo barattare la differenziata per il decoro. Sarebbe facile per noi tornare ai cassonetti, ma significherebbe arretrare di vent’anni. L’Italia è al 66%, noi siamo al 27%. Dobbiamo crescere, non possiamo demordere».

Cumuli di rifiuti in via Giusti (foto Paolo Occhinegro)

Dal fronte di Confcommercio, Mancino ha messo in luce i limiti attuali del sistema: «La raccolta differenziata non ci soddisfa e non consente alla città di ridurre la Tari. Il settore della distribuzione alimentare è tra quelli che producono più rifiuti, insieme ai pubblici esercizi. Molte attività dedicano personale specifico alla raccolta, ma vedono vanificato il loro lavoro perché chiunque può inserire rifiuti nei contenitori. Con questa convenzione, Kyma fornirà cassonetti ingegnerizzati a uso esclusivo. Ci auguriamo che questo miglioramento porti ad aprire un dialogo con l’amministrazione per premiare le attività virtuose anche economicamente».

La convenzione, valida due anni e rinnovabile, prevede anche azioni di informazione e formazione per gli operatori del settore. L’obiettivo è creare una rete di collaborazione stabile tra imprese e gestore del servizio, basata sulla trasparenza e sul monitoraggio dei risultati.

Un passo avanti, dunque, che non chiude il problema ma indica una direzione: quella della corresponsabilità. Perché, come ha concluso Spalluto, «la differenziata non è solo un obbligo: è una prova di maturità per tutta la città».

 

 

 

Una risposta

  1. I problemi più grandi non vengono dalla grande distribuzione ma proprio dai commercianti e dalle attività artigianali. Proprio questo non rispettano gli orari e non smistano quello che già è possibile come carta e plastica. Le associazione potrebbero fare di più se solo la smettessero di fare difese corporative tanto inutili quanto dannose

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