La chiusura del PNRR- Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza- si avvicina,   Taranto deve dunque accelerare, in vista della scadenza   fra sette mesi del  termine ultimo (31 agosto 2026) per il completamento di tutti gli obiettivi e i progetti previsti.  

L’Ufficio Statistico della Regione Puglia ha fatto il punto sullo stato di avanzamento dei progetti attuati nei diversi comuni capoluogo, e in generale è emerso che lo stato di attuazione dei progetti a carico sia di Regione che dei Comuni non è particolarmente brillante, e a parte le performance del Comune di Lecce che presenta uno stato di avanzamento dei lavori pari al 40,3% , tutti gli altri Comuni segnano il passo.

Taranto con 33 progetti finanziati, per un ammontare complessivo di 351,6 mil. circa dei quali solo il 13,8% è stato già speso, resta addirittura in quinta posizione rispetto a  Lecce, Foggia, Andria e  Brindisi che viaggiano più speditamente.

Per il presidente provinciale di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande,  il dato desta non poca preoccupazione: “Un ritardo sulla tabella di marcia che porta a chiedersi  se  Taranto ce la farà a non perdere le risorse assegnate avendo a disposizione appena sette mesi per completare i progetti, e rendicontare   i restanti   303 milioni di euro, avendo speso ad oggi solo 48.592.737 mil.

Al  Comune di Taranto va dato merito di aver intercettato un importante volume di risorse, anche se poi l’ostacolo  è rappresentato dalla fase di pagamento che segna la effettiva conclusione dei lavori.

Si tratta  di progetti  di cui Taranto ha bisogno ora più che mai perché possono ingenerare un impatto positivo, ed un importante cambio di rotta in un territorio che deve necessariamente affrontare quelle  sfide economiche, sociali ed ambientali che la transizione da una economia prettamente industriale  le impone per affrontare  la diversificazione economica, più orientata alla valorizzazione della ‘green e blue economy’, della ricerca ed innovazione, della rigenerazione urbana, delle attività di prossimità, del turismo e cultura.”

A questo tema si lega lo stato di avanzamento del Piano territoriale della Provincia di Taranto del Just Transition Fund ‘JTF’ che prevede investimenti nella creazione di nuove imprese che portano posti di lavoro, nella ricerca ed innovazione, nelle energie rinnovabili, nella bonifica e decontaminazione, nella formazione  e che ha visto l’approvazione di un piano territoriale nell’ordine di quasi 800 milioni di euro.

“Ci sono segnalazioni di ritardo sull’ attivazione completa degli strumenti – afferma  il presidente di Confcommercio-  e non si ha contezza dell’avanzamento dei progetti che potrebbero davvero fare la differenza sul territorio (Green Belt, la cintura verde attorno alla città,  o il Campus ionico per la ricerca) ed   anche in questo caso ci si chiede se Taranto sarà in grado di avviare i progetti nei tempi prescritti dalla UE. Sarebbe probabilmente il caso che il Comune aprisse un confronto con le parti sociali e le rappresentanze del mondo delle imprese.”

One Response

  1. Taranto dorme e male amministrata la gente non vuole reagire ,si lamenta per le strade ,ma non ha un piano e una meta ,vive d’inerzia ed non reagisce e ammira il suo traguardo di ultimo e peggiore ,intanto le altre provincie crescono …

Rispondi a Fra Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *