“La vertenza ex ILVA non è una semplice vertenza di lavoro. E’ il tracollo di un fallimento soprattutto dello Stato, che non solo rinnega l’identità manifatturiera e industriale dell’Italia, ma lascia i suoi cittadini soli, senza risposte e in balia della peggiore catastrofe sociale, produttiva, occupazionale ed epidemiologica. In questa situazione le circa 3mila famiglie che trovano sostentamento nel settore degli appalti multiservizi dell’acciaieria sono il fronte più esposto e vulnerabile di questa tragedia, quelli che cadranno per primi, insieme alle loro aziende, quelli per cui non esistono ammortizzatori sociali degni di questo nome”.

In una nota firmata da Daniele Simon, Maria Scala Vinci, Carmelo Sasso e Luigi Galiano, rispettivamente segretari generali di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UIL Trasporti e UILTUCS, si parla del mondo dell’indotto ex ILVA e della condizione di fragilità e vulnerabilità del settore travolto dalla crisi della grande acciaieria.

Dopo l’annuncio dei giorni scorsi da parte della Semat Sud srl che ha comunicato alle organizzazioni sindacali di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil di Taranto, la decisione della proprietà di cessare le attività lavorative con il conseguente licenziamento di 220 lavoratori edili, storicamente impegnati nell’appalto del siderurgico nelle manutenzioni e negli interventi di risanamento, è arrivata la comunicazione della ditta Pitrelli srl che ha avviato la procedura di licenziamento per 56 lavoratori alla fine della cassa integrazione, in scadenza il 13 dicembre, senza rinnovo. 

“E’ una battaglia che ci vede tutti coinvolti e pertanto di fronte a questo abisso di incertezza e disoccupazione, come organizzazioni sindacali FILCAMS, FISASCAT, UILTRASPORTI e UILTUCS che rappresentano questa platea di lavoratrici e lavoratori esprimiamo tutta la nostra profonda, totale e incondizionata solidarietà alle coraggiose azioni di lotta intraprese già da ieri dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai sindacati metalmeccanici – si legge nella nota unitaria -. Questa non è una vertenza settoriale, ma un conflitto ad armi impari in cui è tutta la città a rischiare la non sopravvivenza. Siamo tutti uniti sotto la stessa, insopportabile minaccia. Se il Governo centrale rimarrà sordo, ignorando le richieste di incontro immediato e persistendo nel mantenere in piedi il disastroso piano definito di “ciclo corto”, la risposta sarà ferma e unitaria”.

“Nelle prossime ore, i lavoratori e le lavoratrici dei servizi delle pulizie civili e industriali scenderanno in campo, fianco a fianco ai lavoratori metalmeccanici. La lotta proseguirà con determinazione, perché non accetteremo che il futuro di migliaia di persone venga sacrificato sull’altare dell’inerzia e della non assunzione di responsabilità – concludono i segretari generali di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UIL Trasporti e UILTUCS -. In questo momento cruciale, l’unità del territorio è l’unica via. Questa vertenza ci riguarda tutti, e la nostra posizione è inequivocabile. Ogni posto di lavoro deve essere difeso strenuamente, perché il lavoro è libertà e autodeterminazione di ogni singolo cittadino”.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

One Response

  1. Buonasera
    I dipendenti della Pitrelli, della Semat Sud e delle altre ditte dell’ indotto Ex Ilva sono operai di serie B.
    Quindi sono i primi a soccombere e sono gli ultimi a poter beneficiare di eventuale cassa integrazione o disoccupazione.
    Dall’ altra parte ci sono i dipendenti Ex Ilva in cassa dal 2014 e di Adi in AS che in cassa integrazione prendono di più degli operai con contratti Multiservizi.
    E i sindacati dove stanno?
    Saluti
    Vecchione Giulio

Rispondi a Vecchione Giulio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *