Terremoto politico o solita scossa di assestamento? La firma di Bitetti sul documento sottoscritto oggi al termine del Consiglio di Fabbrica di Fim, Fiom, Uilm e Usb, insieme al presidente della Provincia Gianfranco Palmisano e al governatore uscente della Puglia Michele Emiliano, avrebbe scatenato la reazione di alcuni esponenti dell’attuale maggioranza. Si parla, sostanzialmente, di realizzare tre forni elettrici in tempi rapidi, costruire quattro impianti DRI con relative infrastrutture a Taranto, riavviare delle linee di finitura, per favorire il rientro dei lavoratori attualmente in cassa integrazione, introdurre una clausola sociale a tutela dei lavoratori degli appalti e misure straordinarie per i dipendenti di Acciaierie d’Italia e dell’Amministrazione straordinaria.

Nessuno scoop, a dire il vero. Che la posizione di Luca Contrario (PD) e Antonio Lenti (AVS), nonché dell’assessore all’Ambiente Fulvia Gravame fosse traballante non è una novità. Già quest’estate, dietro le dimissioni poi ritirate del sindaco, ci sarebbero state proprio le posizioni contrastanti dei consiglieri e le pressioni esercitate per la vicenda ex Ilva. La situazione allora rientrò con il dietrofront di Bitetti sulle proprie dimissioni e il videomessaggio mandato dall’auto che lo portava a Roma all’ennesimo tavolo col Mimit.

Anche la seduta del Consiglio comunale incentrata sulla richiesta di ricorso al TAR contro l’AIA dell’ex Ilva, su proposta della consigliera del M5S Annagrazia Angolano e risalente ad ottobre, aveva provocato qualche scossone: prima una seduta di maggioranza last minute in cui volarono parolacce e porte sbattute, poi il voto favorevole di Contrario e Lenti alla proposta della Angolano, con l’astensione di Virginia Galeandro e Vincenzo Di Gregorio (PD).

Proprio quest’ultimo si è reso protagonista di un attacco a mezzo social all’attuale vice sindaco Mattia Giorno, di cui chiedeva le dimissioni dopo la sconfitta alle regionali, accusandolo di aver disperso voti utili all’elezione di altri candidati. Ma anche Lucio Lonoce, assessore ai lavori pubblici, che si taggava sorridente davanti ai lavori dell’AQP non era stato risparmiato dal commento perentorio di Di Gregorio: “Tu non c’entri nulla con quei lavori”.

Infine, la questione del dissalatore sul Tara: il Comune ha scelto di non fare ricorso al TAR, Lenti pubblica il post in cui dice che il ricorso sarà portato avanti con gli emolumenti dell’assessore Gravame: “Purtroppo avere un solo consigliere in maggioranza è penalizzante – scriveva Lenti – e non basta fare sponda con amici e persone in gamba come Luca Contrario”. Parole che non danno l’impressione di grande unità d’intenti, decisamente.

Durante l’ultima manifestazione di attivisti e associazioni contro l’ex Ilva, peraltro, proprio Lenti e Contrario erano stati attaccati da Gianni Raimondi di Spazioporto: “Chi sta qui non può sedere con quella maggioranza”, aveva dichiarato.

Insomma, avvisaglie ce ne sono state in abbondanza, al punto che quanto avvenuto oggi potrebbe essere un’altra scossa di assestamento, facilmente risolvibile con la riunione di maggioranza programmata per domani, come già accaduto in precedenza.

Lo stesso Luca Contrario ha diffuso un comunicato in cui, pur criticando duramente il documento sottoscritto dal sindaco e sottolineando che tale scritto non lo rappresenti, afferma che “Serve un confronto approfondito e sereno ma fermo con la mia maggioranza”. Più un atto dovuto sulla base del proprio vissuto attivista che un segnale di rottura.

La Gravame invece si affida al Vangelo e pubblica un passo in cui invita alla coerenza ma soprattutto a smetterla con un certo equilibrismo che, a dire la verità, caratterizza un po’ tutti gli esponenti di questa amministrazione.

C’è chi giura che i nomi dei sostituti siano pronti da mesi e tra essi ci sia Gianni Azzaro, ex vice sindaco ai tempi di Melucci ed eletto questa volta all’opposizione con la lista Riformisti e Socialisti che sosteneva Francesco Tacente: il suo appoggio ad Antonio Decaro alle scorse regionali ne rende quasi certo il rientro tra le fila della maggioranza.

L’impressione, tuttavia, è che anche stavolta si tratti di molto rumore per nulla.

3 Responses

  1. Buonasera
    Alla fine si autorizzerà anche la nave rigassificatrice perché non se ne può fare a meno per alimentare Dri forni elettrici e nuove centrali .
    Intanto abbiamo perso sei mesi e Baku Steel, unico progetto industriale decente e concreto in luogo delle offerte pervenute, che sono solo manovre e speculazioni finanziarie. Infatti Bedrock e compagnia bella sono degli agglomerati finanziari che comprano aziende decotte per rivendere gli assets produttivi e liquidare il resto.
    Complimenti al Sig Bitetti, Sindaco dimissionario a tempo determinato, poi rientrate per presunta volontà di difendere gli interessi dei cittadini di Taranto.
    Sembrava brutto ritornare a votare dopo nemmeno tre quattro mesi e poi bisognava reperire i fondi per una nuova campagna elettorale.
    Come avrebbe detto il buon Andreotti a pensare male non fa bene, ma purtroppo ci si azzecca.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Esattamente il gruppo Americano Flacks Group fa del suo core business lo spin off delle aziende decotte.
    È trasparente sul sito ufficiale del gruppo senza spazio ad immaginazione alcuna.
    Ad maiora
    PS
    Se solo studiassero i nostri politici

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