Schiacciato tra “Buen Camino” e “Avatar” (produzioni milionarie italiana la prima e americana la seconda), “Primavera”, diretto dall’esordiente Damiano Michieletto – che vede l’attore tarantino Michele Riondino nei panni del compositore e violinista veneziano Antonio Vivaldi – passa quasi inosservato nelle sale.

Eppure è un bel film che narra una storia di musica, emancipazione e rigenerazione personale.

Resta da comprendere con quale criterio la società distributrice abbia deciso di farlo uscire in un periodo in cui ci sono in programmazione due annunciati campioni d’incassi.

Il film, basato sul romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa, è ambientato a Venezia nel 1716, in particolare all’interno dell’Ospedale della Pietà. Qui vivono diverse ragazze abbandonate in fasce dalle proprie madri, tutte in attesa che un matrimonio possa riconsegnarle alla società esterna. Le ospiti più musicalmente dotate compongono una piccola orchestra, che si esibisce durante ogni messa nascosta da una grata.

Tra queste Cecilia (Tecla Insolia), promessa sposa ad un uomo, ma ancora in attesa di essere “salvata” dall’ignota madre, scoprirà quanto la musica sia davvero importante per lei grazie all’incontro con il nuovo sacerdote chiamato a dirigere le musiciste, Antonio Vivaldi (Michele Riondino).

Riondino offre una performance misurata e profonda nei panni del compositore: un uomo di genio ma anche di fragilità, che vive la sua arte con passione e malinconica introspezione. Il suo Vivaldi aggiunge spessore a una figura storica complessa e mai celebrativa, considerata il re del barocco musicale.

La regia misurata e poetica di Michieletto, regista teatrale e lirico all’esordio in un lungometraggio, ben si sposa con l’ambientazione: scenografie, costumi e fotografia ricreano la Venezia del Settecento con grande cura del dettaglio e danno al film un effetto quadro storico.

La musica di Vivaldi è un elemento centrale del film e viene utilizzata per creare un’atmosfera emotiva e intensa, non è una semplice colonna sonora e risulta complementare nell’accompagnare soprattutto la ribellione interiore della protagonista femminile.

Il film affronta temi come la libertà, la creatività e la condizione femminile, e lo fa in modo intelligente e sensibile.

Primavera è un film che trasuda arte e storia, dove la grande musica si intreccia alla vicenda umana dei personaggi, offrendo al pubblico uno sguardo sensibile e ricco di sfumature sulla lotta per la propria voce e libertà personale, capace di affascinare, emozionare oltre che di invitare alla riflessione.

Davvero una sorpresa.

*In programmazione: al Savoia Multiplex (ore 16.00 e18.15 feriali) – Casablanca multisala San Giorgio Jonico (10.30 sabato e domenica)

One Response

  1. Vivaldi re del barocco musicale? Non esageriamo, fu un grande ingiustamente dimenticato, ma mai quanto Bach e Haendel.

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