Un giornalista potrebbe travisare, interpretare male le parole e poi potrebbe pur sempre fare delle domande….Ma soprattutto ci sono quelle antipatiche clausole contrattuali (“Non parli con i media fin quando sei legato al club”) che vengono utilizzate a tutte le latitudini (qui a Taranto nel volley non abbiamo più sentito parlare, ad esempio, il coach della retrocessione in A/2, Boninfante).

Ecco quindi che per un saluto, breve o lungo, o per fornire delle spiegazioni su un addio (o arrivederci, siamo pur sempre a Taranto) “traumatico” ci si affida ai profili social.

E a questo trend non si è sottratto Luigi Panarelli, ex allenatore del Taranto, ha affidato ad un lungo post le sue riflessioni dopo la conclusione della sua brevissima esperienza alla guida del squadra della sua città.

“Sono sincero ….. Quando il Taranto chiama, il Cuore batte e senza se e senza ma, rispondi presente. Non sono mai riuscito a controllare questa emozione tutte le volte che c’è stato il richiamo da parte delle società che si sono susseguite in tutti questi anni. “Non c’è categoria…Non pensi ai rischi… Non pensi alle conseguenze che si possono verificare nella città  dove sei nato, cresciuto umanamente e calcisticamente. Passa tutto in second’ordine e ti butti a capofitto nell’ennesima avventura”.

Grande senso di responsabilità: “Sono partito con grande entusiasmo. Come se fosse la prima volta. Professionalità, dedizione e soprattutto grande responsabilità… Sia per il senso di appartenenza, sia perché non vuoi deludere le tante persone che ti seguono e la gente che ti sostiene, ha fiducia e crede in te.”

Una questione di tempo: “Il tempo, unico e vero avversario di questa breve esperienza. Appena un mese e tanto da fare. Un gruppo tutto nuovo da assemblare e obiettivi ancora in piedi, da raggiungere. Potrei trovare tanti alibi o giustificazioni. Non è nel mio stile…
Preferisco come ho sempre fatto nella mia vita e nella mia carriera, prendermi le Mie Responsabilità, fare tesoro di questa esperienza e cercare sempre di migliorare.”

Appello all’ambiente ad un approccio più positivo: “Da Tarantino, vorrei cogliere l’occasione nel dare un umile consiglio alla comunità di cui faccio parte… Cerchiamo d’invertire la rotta. Siamo più costruttivi nei giudizi. Cerchiamo di essere più uniti, solidali e positivi per un obiettivo comune. Mettiamoci in discussione e cerchiamo di ‘Fare’ e non di ‘Disfare’, rendendo la Città di per sé meravigliosa, funzionale nei rapporti e nella sua totalità di crescita, che sia sportiva ma soprattutto sociale.”

Il messaggio di rammarico: “Concludo nel dire che mi spiace molto per come è finita”.

Aggiungeremmo un “non escludo il ritorno” perché sia lui che Cazzarò, facendo le debite proporzioni, sono un po’ come Ranieri alla Roma e quindi quando la squadra del cuore chiama non si dice mai no.

*foto Paolo Occhinegro

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