Kyma, prorogato contratto di servizio

 

Costerà alle casse dell'amministrazione altri 36 milioni di euro in attesa di una svolta che stenta ad arrivare
Posted on 16 Gennaio 2026, 07:07
6 mins

Il Comune di Taranto ha prorogato il contratto di servizio con Kyma Ambiente impegnando una cifra pari a 35.978.064,10 euro, che servirà a garantire la continuità del servizio di igiene urbana sino al 31 dicembre 2026. Lo si apprende da una determina dirigenziale firmata dall’avvocato Alessandro De Roma, dirigente della Direzione Ambiente, Salute e Qualità della Vita.

La proroga giunge inevitabile a fronte del fatto che il nuovo contratto di servizio – che dovrà recepire le linee guida approvate dalla Giunta lo scorso 22 dicembre ridefinendo obiettivi, standard e modalità operative della società partecipata – non è stato ancora definito e per questo l’amministrazione Bitetti ha deciso di prorogarlo ancora una volta. Il contratto prorogato era stato approvato dal Consiglio comunale nel dicembre 2019 ed entrato in vigore il 1° luglio 2020 e scaduto nel 2025, motivo per il quale è stato prorogato prima fino al 30 novembre e poi fino al 31 dicembre.

Il Comune ha quindi autorizzato un’ulteriore estensione “per il tempo strettamente necessario” alla conclusione della procedura per il nuovo affidamento, comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Questo perché, nonostante il Comune si trovi in gestione provvisoria (il Piano finanziario del servizio, validato da Ager Puglia è già stato recepito dall’Ente) la spesa può essere impegnata perché si tratta di un servizio essenziale, indispensabile e non interrompibile. Tra l’altro nella determina si legge che il Comune si riserva eventuali incrementi dell’impegno di spesa qualora gli organi competenti riconoscano aggiornamenti tariffari senza indicare un tetto massimo o criteri dettagliati e rinvia a successivi provvedimenti la fase di liquidazione.

Una cifra importante, 36 milioni di euro, che costeranno alla collettività 101mila euro al giorno. Per una società partecipata che come ampiamente risaputo versa in una situazione economica tutt’altro che rosea. La società è gravata da debiti che si aggirano tra i 43-45 milioni di euro di debiti – e perdita 2024 di 350 mila euro – una situazione disastrosa prossima al default finanziario. E per cui è ancora in corso la due diligence affidata alla società di revisione esterna Deloitte, grazie alla quale si vuole capire la reale situazione debitoria dell’azienda.

Senza dimenticare che non è stato ancora messo in funzione l’impianto di raccolta pneumatica della Salinella costato circa 10 milioni di euro e fermo da oltre un anno e mezzo. Parte del milione e 400 mila euro stanziato dal Comune per riattivarlo entro marzo 2026, pochi giorni fa è stata destinata alla pulizia straordinaria di strade e scuole del quartiere Tamburi, dopo che l’entrata in vigore della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale dell’ex Ilva non prevede più i ristori ambientali garantiti dall’azienda negli scorsi anni, affidando a Kyma Ambiente sin dalla scorsa estate un intervento emergenziale non previsto.

Non se la passa meglio l’impianto Pasquinelli gestito dalla società Daniele Ambiente, dove vengono denunciate costantemente criticità da parte dei sindacati, non ultimo lo Slai cobas che nelle ultime ore ha presentato una denuncia e chiesto intervento alla Procura e agli organi di controllo competenti avverso le condizioni di lavoro altamente a rischio per la salute/sicurezza in cui operano gli operai della selezione della differenziata nel sito di Kyma Ambiente. Senza dimenticare l’inceneritore di proprietà della società, fermo oramai da tantissimi anni, che potrebbe rientrare in gioco soltanto se la Regione ne richiedesse l’utilizzo nel piano rifiuti regionale.

Caldo anche il fronte sindacale: le organizzazioni dei lavoratori FP CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti, FIADEL e SIULS, denunciano da tempo una grave carenza di personale all’interno di Kyma Ambiente, di organici insufficienti e di un carico di lavoro che non consente di garantire standard adeguati. E l’ultimo incontro non ha dato gli esiti sperati motivo per il quale hanno proclamato lo stato di agitazione. Le sigle sindacali hanno posto l’attenzione sulle condizioni critiche dei mezzi aziendali, giudicate al limite della funzionalità e della sicurezza, sugli impianti fermi o inattivi da tempo, sul nuovo piano di raccolta rifiuti comunicato senza il coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze, nonché sulle incertezze legate al personale, ai concorsi pubblici e al futuro contratto di servizio.

In tutta questa situazione, francamente non si comprende come si potranno raggiungere gli obiettivi delle linee guida per il nuovo contratto di servizio: 40 per cento di raccolta differenziata entro il primo anno, 50 per cento entro il secondo, 65 per cento entro il terzo. Percentuali che scritte sulla carta avvicinerebbero Taranto agli standard nazionali, ma che oggi sono quanto di più lontano dalla realtà dove la raccolta differenziata continua a essere discontinua, spesso inefficiente e oggetto di proteste in alcuni quartieri, mentre in altri è del tutto inesistente.

Probabilmente, anche se nessuno sino ad oggi ha ancora avuto il coraggio di dirlo apertamente, è arrivato il momento di iniziare a pensare concretamente alla possibilità che l’amministrazione comunale non sia più in grado da sola di gestire un servizio del genere, aprendo alla possibilità di un ingresso del privato che a parole viene continuamente esclusa dalla maggioranza e da parte dell’opposizione, ma che ad oggi pare essere la soluzione più realistica. A meno di eventi ad oggi poco immaginabili.

(leggi tutti gli articoli sulla Kyma Ambiente https://www.corriereditaranto.it/?s=kyma+ambiente&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Kyma, prorogato contratto di servizio

  1. Pietro focaccia

    Gennaio 16th, 2026

    Non è che dove la raccolta rifiuti viene gestita dai privati le cose vadano bene, anzi. Quanto ai costi di gestione sembra impossibile capire per quale motivo nessuno parla dell’evasione della TARI. Non parla la maggioranza e neanche l’opposizione. Noi intanto paghiamo e caro pure, mentre chi non paga chiede e ottiene condoni.

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  2. Piero

    Gennaio 16th, 2026

    Mangio anch’io? No tu no. Mangio anch’io ? No tu no? Ma perchè? Perchè no

    Rispondi

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