“La legalità non si annuncia: si pratica, insieme”

 

Polemica dell'associazione "Libera" con il Comune di Taranto per esser stata esclusa dalla presentazione dell' Osservatorio sui beni confiscati
Posted on 07 Febbraio 2026, 07:39
3 mins

La presentazione dell’Osservatorio di concertazione permanente sull’uso sociale dei beni confiscati, annunciata dal Comune per lunedì 9 febbraio a Palazzo di Città, avrebbe dovuto rappresentare un passo avanti nella direzione della trasparenza e della partecipazione.

La mancata convocazione dell’associazione Libera Taranto – da anni impegnata sul fronte della legalità – ha, però, generato stupore, rammarico e una protesta pubblica che rischia di offuscare il senso dell’iniziativa.

Il Comune, nella sua nota ufficiale, ha spiegato che l’Osservatorio nasce come “strumento consultivo e partecipato finalizzato a rafforzare la trasparenza, l’efficacia e il valore sociale dei percorsi di riutilizzo dei beni sottratti alle mafie”. L’organismo, si legge, si configura come supporto all’amministrazione, con il coinvolgimento delle realtà associative, del Terzo Settore e dei soggetti impegnati nella valorizzazione sociale dei beni confiscati. Un percorso che, nelle intenzioni dell’ente, dovrebbe consolidare un metodo di lavoro condiviso e stabile.

Ma proprio su questo punto si concentra la critica di Libera Taranto, che in una nota ha espresso “forte stupore e rammarico” per non essere stata coinvolta nella presentazione dell’Osservatorio. L’associazione ricorda di aver contribuito in modo determinante alla promozione e all’approvazione del regolamento comunale sui beni confiscati, frutto di un lavoro “condiviso, partecipato e sempre improntato alla collaborazione istituzionale”.

Una collaborazione che, secondo Libera, non sarebbe stata rispettata: “In più occasioni abbiamo manifestato piena disponibilità a contribuire ai percorsi di confronto, ma questa disponibilità non è stata raccolta”.

L’associazione solleva anche un ulteriore elemento di perplessità: la presenza, tra gli interventi del convegno, di rappresentanti di Fratelli d’Italia (sarà presente infatti Wanda Ferro, Sottosegretario al ministero dell’Interno). Una scelta giudicata incoerente alla luce del fatto che, durante il precedente governo, proprio un ministro di quello stesso partito aveva cancellato una parte consistente dei fondi PNRR destinati ai beni confiscati.

Per Libera, questo rischia di trasformare un tema delicato come la restituzione sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità in “una mera operazione di facciata o uno spazio di legittimazione politica”.

La posizione dell’associazione è netta: i beni confiscati rappresentano un presidio di giustizia e democrazia e richiedono coerenza, memoria e coinvolgimento reale delle realtà sociali che operano quotidianamente nei territori. “La legalità non si annuncia: si pratica, insieme”, afferma Libera, ribadendo la volontà di continuare a svolgere il proprio ruolo con autonomia e responsabilità.

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